Storia e carattere
Il Barocco musicale va dal 1600 circa (le prime opere e la monodia accompagnata fiorentina: Euridice di Peri, 1600; L'Orfeo di Claudio Monteverdi, 1607) al 1750 (morte di Johann Sebastian Bach). La rivoluzione iniziale è la seconda pratica: il testo e gli «affetti» dominano la musica, la dissonanza può essere usata liberamente per esprimere l'emozione, e nasce il basso continuo, cioè una linea di basso accompagnata da accordi improvvisati. Da qui derivano l'opera, la cantata, l'oratorio, la sonata, il concerto.
Le grandi scuole: in Italia Monteverdi, Cavalli, Carissimi, poi Arcangelo Corelli (sonate e concerti grossi op. 6, pubblicati nel 1714, modello di tutta Europa), Alessandro e Domenico Scarlatti, Antonio Vivaldi (oltre 500 concerti; Le quattro stagioni, 1725), Albinoni, Marcello, Tartini, Pergolesi; in Francia Jean-Baptiste Lully (tragédie lyrique, ouverture francese), François Couperin (pezzi per clavicembalo), Marin Marais, Jean-Philippe Rameau (Traité de l'harmonie, 1722, fondamento della teoria degli accordi); in Inghilterra Henry Purcell (Dido and Aeneas) e Georg Friedrich Händel (opere italiane, oratori come Messiah 1742, Water Music); in Germania Heinrich Schütz, Buxtehude, Pachelbel, Telemann e Bach (Passioni, Messa in si minore, cantate, Concerti brandeburghesi 1721, Il clavicembalo ben temperato 1722 e 1742, L'arte della fuga).
L'estetica barocca è fatta di contrasto (solo/tutti, forte/piano a terrazze, cori spezzati), pulsazione motorica costante, Fortspinnung (sviluppo continuo di un motivo), ornamentazione abbondante, unità d'affetto in ogni movimento e affermazione definitiva della tonalità maggiore/minore con il circolo delle quinte. Dagli anni '60–'70 del Novecento il repertorio barocco viene eseguito con strumenti originali e criteri storici (Nikolaus Harnoncourt e il Concentus Musicus Wien, Gustav Leonhardt, Trevor Pinnock, John Eliot Gardiner, Ton Koopman, William Christie, e in Italia Il Giardino Armonico, Europa Galante, Concerto Italiano, Accademia Bizantina).
Scale e tonalità
Nel Barocco i modi diventano tonalità maggiori e minori; restano tracce modali (chiavi «doriche» con un'alterazione in meno, cadenze frigie). Numeri romani in minore relativi al minore naturale.
Maggiore
- Formula 1 2 3 4 5 6 7; T T S T T T S. Re maggiore: D E F# G A B C#.
- Nota caratteristica: sensibile (C#) e quarta (G) che formano il tritono della dominante A7: la base della cadenza.
- Accordi: I (D) ii (Em) iii (F#m) IV (G) V (A) vi (Bm) vii° (C#°).
- Uso: Re e Do maggiore sono le tonalità «festive» con trombe naturali e timpani (Bach, Magnificat in Re, BWV 243; Händel, Hallelujah di Messiah in Re).
- Errore comune: usare il vii° in stato fondamentale con il basso sulla sensibile raddoppiata: nel Barocco si usa quasi sempre in primo rivolto (vii°6) o come parte del V7.
Minore (tre forme insieme)
- Naturale 1 2 b3 4 5 b6 b7 — Re minore: D E F G A Bb C. Armonico 1 2 b3 4 5 b6 7 — D E F G A Bb C#. Melodico ascendente 1 2 b3 4 5 6 7 — D E F G A B C#.
- Accordi tipici: i (Dm) ii° (E°) III (F) iv (Gm) V (A) VI (Bb) VII (C, usato nelle sequenze) vii° (C#°).
- Nota caratteristica: b6 (Bb) del lamento e sensibile (C#) della cadenza; la seconda eccedente Bb–C# è usata come intervallo espressivo («passus duriusculus»).
- Uso: le melodie salgono con 6 e 7 alzati e scendono con 6 e 7 naturali; il basso usa il minore armonico in cadenza.
- Esempio: J. S. Bach — Toccata e fuga in re minore, BWV 565 (attribuzione discussa).
Chiavi «doriche»
Molti brani in minore sono scritti con un bemolle in meno in chiave (Re minore senza Si b, Sol minore con un solo bemolle): eredità del modo dorico trasposto. Il Si b compare come alterazione nel testo (es. Bach, Toccata e fuga «dorica» BWV 538).
Cadenza frigia
Nel minore, la semicadenza iv6–V (in Re minore: Gm/Bb – A) con il basso che scende per semitono (Si b–La) è il residuo del modo frigio: chiude i movimenti lenti prima di un Allegro (Bach, Concerto brandeburghese n. 3, i due accordi tra i movimenti).
Cromatismo
- Passus duriusculus: basso cromatico discendente di quarta (Re–Do#–Do–Si–Si b–La) per il lamento (Bach, Crucifixus; Purcell, Dido's Lament).
- Saltus duriusculus: salti dissonanti (settima diminuita, tritono) per affetti di dolore.
Temperamenti
- Prima metà del Seicento: mesotonico (terze pure, ma alcune tonalità inutilizzabili). Poi temperamenti «buoni» (Werckmeister 1691, Kirnberger, Vallotti) che permettono tutte le 24 tonalità con colori diversi: è il senso del Clavicembalo ben temperato (non necessariamente il temperamento equabile moderno).
- Affetti delle tonalità: i teorici (Mattheson 1713, Charpentier) attribuivano un carattere a ogni tonalità; è legato ai temperamenti e agli strumenti (le trombe naturali suonavano in Re o Do).
Come scegliere
Maggiore per la gioia, il trionfo, la festa (Re, Do con trombe); minore per il lamento e il pathos (Sol minore, Do minore, Si minore, Fa minore per il dolore estremo). La tonalità si sceglie anche per lo strumento (violino: Re, La, Mi, Sol risonanti sulle corde vuote; flauto traverso: Re, Sol, Mi minore).
Armonia
Basso continuo e cifrica
La musica barocca si pensa dal basso: il basso cifrato indica gli intervalli sopra il basso (nessun numero = 5/3; 6 = primo rivolto; 6/4 = secondo rivolto; 7, 6/5, 4/3, 4/2 = settime e rivolti; 4–3 = ritardo; # o b = terza alterata). Il continuista (clavicembalo, organo, tiorba, liuto, arpa) realizza gli accordi improvvisando la condotta delle voci. Riferimenti: Heinichen, Der General-Bass in der Composition (1728); i partimenti napoletani.
Funzioni e cadenze
- Cadenza perfetta V(7)–I preceduta da IV o ii6; cadenza con ritardo 4–3 sul V; Picardia (chiusura maggiore di un brano minore); cadenza frigia iv6–V come semicadenza; cadenza d'inganno V–vi.
- Regola dell'ottava: armonizzazione standard di ogni grado della scala al basso (1: 5/3; 2: 6/4/3; 3: 6; 4: 6/5 salendo, 4/2 scendendo; 5: 5/3; 6: 6 o 6/4/3; 7: 6/5; 8: 5/3).
Sequenze (il motore del Barocco)
- Circolo delle quinte discendente (I–IV–vii°–iii–vi–ii–V–I), anche con settime a catena (Imaj7 IVmaj7 vii°7 iii7…).
- Sequenze 5–6 ascendenti, sequenze di seste (fauxbourdon: catene di accordi in primo rivolto), catene di ritardi 7–6 e 2–3.
- Le sequenze permettono di modulare e di «filare» la musica (Vivaldi, Corelli, Händel).
Modulazioni
Ai toni vicini: in maggiore V, vi, IV, ii, iii; in minore III, v, iv, VI, VII. Un concerto vivaldiano porta il ritornello al V (o al III in minore), poi a un altro tono vicino, e torna alla tonica.
Ritmo armonico e densità
Ritmo armonico regolare (un accordo per quarto o per mezza battuta nei movimenti veloci), pedali di tonica e dominante nelle code e nelle fughe, accordi di settima diminuita per i momenti di massima tensione (recitativi accompagnati, toccate).
Progressioni tipiche
| Nome | Tonalità | Accordi | Gradi | Come si usa |
|---|---|---|---|---|
| Canone di Pachelbel | Re maggiore | D A Bm F#m G D G A | I V vi iii IV I IV V | Il basso ostinato di 8 note (Re La Si Fa# Sol Re Sol La) su cui tre violini suonano un canone all'unisono. Funziona per la sequenza «quarta giù, seconda su» con il ritorno al V ogni due battute. |
| Circolo delle quinte con settime | La minore | Am7 Dm7 G7 Cmaj7 Fmaj7 Bm7b5 E7 Am | i7 iv7 VII7 IIImaj7 VImaj7 iiø7 V7 i | La sequenza per quinte discendenti con catena di settime preparate e risolte: Vivaldi (episodi dei concerti), Händel, Bach. Ogni settima scende di grado sull'accordo successivo. |
| Basso di lamento cromatico | Sol minore | Gm D/F# Gm/F C/E Cm/Eb D | i V6 i4/2 IV6 iv6 V | Il tetracordo cromatico discendente da Sol a Re (passus duriusculus) armonizzato: Purcell, «When I am laid in earth» (Dido and Aeneas, 1689) è un ground di 5 battute su questo basso. Il IV6 maggiore (C/E) viene dal minore melodico. |
| Cadenza frigia tra movimenti | Mi minore | Am/C B | iv6 V | Semicadenza in minore con il basso che scende di semitono (Do–Si): chiude un Adagio sospendendo l'attesa dell'Allegro successivo (Bach, Concerto brandeburghese n. 3, BWV 1048, i due accordi tra i movimenti veloci). |
| Ciaccona / Folia | Re minore | Dm A Dm C F C Dm A | i V i VII III VII i V | La folia barocca in tempo di sarabanda (Corelli, op. 5 n. 12, 1700; Vivaldi, op. 1 n. 12): basso ostinato di 8+8 battute su cui si costruiscono variazioni virtuosistiche. |
| Discesa di seste (fauxbourdon) | Do maggiore | C G/B Am/C F/A C/G F/A G | I V6 vi6 IV6 I6/4 IV6 V | Catena di primi rivolti con il basso per grado: transizioni fluide in Corelli e Händel. Le parti superiori scendono in parallelo con seste e terze. |
| Catena di ritardi 7–6 | Sol maggiore | G D/F# Em/G C/E D | I V6 vi6 IV6 V | Il basso scende per grado e la voce superiore crea ritardi 7–6 su ogni accordo: la tensione-risoluzione «sospirata» dei movimenti lenti. |
| Modulazione del ritornello | Do maggiore → Sol maggiore | C F D7 G | I IV V7/V V | Il passaggio standard della prima parte di un concerto o di una danza binaria: la dominante secondaria porta al tono della dominante, dove si chiude la prima metà (forma binaria). |
Ritmo e groove
Pulsazione e danza
- Moto perpetuo: pulsazione costante in crome o semicrome nel basso o negli archi; il tempo non oscilla all'interno di un movimento (salvo i rallentandi finali e i recitativi).
- Danze della suite (metro e carattere): allemanda 4/4 moderato, levare di una semicroma; corrente italiana 3/4 veloce, francese 3/2 con hemiole; sarabanda 3/4 lenta con appoggio sul 2° tempo; giga 6/8, 12/8 o 6/4, spesso fugata; minuetto 3/4 moderato; gavotta 2/2 con levare di mezza battuta; bourrée 2/2 con levare di un quarto; passepied 3/8 veloce; siciliana 6/8 o 12/8 pastorale con ritmo puntato; ciaccona e passacaglia 3/4 su basso ostinato.
- Ouverture francese (Lully): sezione lenta con ritmi doppiamente puntati, seguita da una sezione veloce fugata.
- Notes inégales: nella musica francese le crome scritte uguali si eseguono leggermente disuguali (lunga–breve, un'idea simile a uno swing leggero, circa 55–65%) nei movimenti per grado congiunto.
- Hemiola prima delle cadenze nei movimenti ternari (due battute di 3/4 sentite come una di 3/2).
- Terrazze dinamiche: contrasti forte/piano a blocchi (eco), non crescendi lunghi.
Batteria
Percussioni nel Barocco
- Timpani: quasi sempre in coppia accordati su tonica e dominante (Re–La, Do–Sol), legati alle trombe naturali che suonano nelle stesse tonalità. Si usano nei movimenti festivi, nei cori di gloria, nelle musiche per celebrazioni (Bach, Magnificat BWV 243 e Oratorio di Natale BWV 248 che si apre con un assolo di timpani; Händel, Music for the Royal Fireworks, 1749; Lully nelle musiche di corte).
- Bacchette di legno o rivestite di pelle/feltro sottile: suono secco e articolato, più vicino a un tamburo che al timpano moderno.
- Ruolo: raddoppiano il basso delle trombe sui tempi forti e nelle figure ribattute, segnano le cadenze, rulli sugli accordi finali.
- Tamburi militari, tamburello, nacchere: nelle musiche di scena e da ballo, nelle marce e nelle battaglie (Biber, Battalia, 1673, con effetti di guerra); gli ensemble moderni a volte aggiungono percussioni ad libitum.
Dove cadono
In un 4/4 festivo: colpo sul 1 e sul 3, ribattuti in crome nelle cadenze (tonica–dominante–tonica), rullo sull'ultimo accordo. In un 3/8 di giga: colpo sul primo tempo di ogni battuta o ogni due.
Errori tipici
Timpani in tonalità impossibili per le trombe naturali (es. Mi b minore), timpani moderni con suono lungo e morbido in un contesto barocco, percussioni in brani sacri «da camera», timpani senza trombe.
Basso
Il basso continuo
- Strumenti melodici del basso: violoncello (o viola da gamba), violone/contrabbasso (suono all'ottava inferiore), fagotto (spesso raddoppia il basso anche senza indicazione).
- Strumenti armonici: clavicembalo (musica profana e opera), organo (chiesa), tiorba, arciliuto, liuto, chitarra barocca, arpa.
- Organici del continuo: in un'aria d'opera violoncello + contrabbasso + clavicembalo + tiorba; in una cantata da chiesa violoncello + violone + organo + fagotto; in una sonata da camera violoncello o viola da gamba + clavicembalo.
Che cosa suona il basso
- Linee che camminano in crome (walking bass ante litteram, Corelli, Händel), pedali, ostinati (ground, ciaccona), salti di ottava ribattuti nei movimenti veloci (basso «tamburo»).
- Il basso è spesso un vero contrappunto alla melodia: in Bach basso e soprano formano un duetto completo.
- Recitativo secco: accordi tenuti brevemente, cadenze stereotipate (la «cadenza tronca» alla fine).
Frequenze utili
Violoncello barocco (corde di budello) Do2 ≈ 65 Hz, violone in Sol o in Re (16'), fagotto barocco Sib1. Il diapason A=415 abbassa tutto di circa un semitono rispetto al moderno.
Strumenti armonici
- Clavicembalo: realizzazione del continuo (accordi, arpeggi, imitazioni), solista (Couperin, Rameau, Domenico Scarlatti, Bach). Un solo registro o due (8' e 4'), due manuali nei grandi strumenti francesi e tedeschi. Dinamica quasi nulla: si «suona» con l'arpeggio e la densità.
- Organo: continuo in chiesa, solista (preludi, toccate, fughe, corali di Buxtehude e Bach), registri (principali, flauti, ance, misture).
- Liuto, tiorba, chitarra barocca: continuo morbido, soprattutto nel primo Seicento e nell'opera.
- Archi: violini I e II, viole, violoncelli; nel concerto grosso il concertino (2 violini e violoncello solisti) dialoga con il ripieno (orchestra d'archi).
- Voicing: archi a 4 parti (violini I e II spesso all'unisono nei tutti), accordi del continuo nel registro centrale (Do3–Do5), evita di raddoppiare la melodia nel continuo (in teoria il realizzatore non suona la parte del solista).
- Corde di budello e archetti barocchi: suono più leggero, articolato, poco vibrato (il vibrato è un ornamento, non costante).
Melodia e voci
- Fortspinnung: un motivo iniziale (Vordersatz) che si sviluppa per sequenze e si chiude in una cadenza (Epilog). Tipico dei concerti di Vivaldi e Bach.
- Ornamentazione: trilli (dalla nota superiore, sul tempo), mordenti, appoggiature, gruppetti; nelle arie lente e nelle riprese il solista improvvisa diminuzioni.
- Voci soliste: soprano, contralto, controtenore (oggi al posto dei castrati), tenore, basso; agilità virtuosistica (coloratura) nell'opera seria, espressione del testo negli oratori e nelle cantate.
- Aria da capo: A (con ritornelli) – B (contrasto) – A ripetuta con ornamenti improvvisati.
- Recitativo: secco (solo continuo) o accompagnato (con orchestra) per l'azione e il dialogo.
- Cori: a 4 voci (SATB), anche a 5–8 voci e a doppio coro (Bach, Passione secondo Matteo, 1727); fughe corali, corali luterani armonizzati a 4 voci (371 corali di Bach, modello di armonia a 4 parti).
- Figure retoriche (Affektenlehre): catabasi (discesa: morte, umiliazione), anabasi (salita: resurrezione), suspiratio (pause: sospiro), passus duriusculus (cromatismo: dolore).
- Strumenti melodici: violino solista (Vivaldi, Corelli, Tartini), oboe (pastorale e amoroso), flauto traverso, tromba naturale (registro acuto clarino), flauto dolce.
Strumenti
Violino, viola, violoncello, contrabbasso/violone, viola da gamba, viola d'amore, violino piccolo; flauto dolce, flauto traverso, oboe, oboe d'amore, oboe da caccia, fagotto; tromba naturale, corno da caccia, trombone (nella musica sacra); timpani in coppia; clavicembalo, organo, clavicordo; liuto, arciliuto, tiorba, chitarra barocca, arpa doppia/tripla; voci (soprano, contralto, castrato/controtenore, tenore, basso), coro.
Pattern di batteria
Synth e suoni
- B-3 V — Organo di continuo (approssimazione): Drawbar 8' e 4' (00 8800 000), Leslie spento, percussione spenta e chorus/vibrato disattivati: un positivo «di studio» per realizzare il continuo nel DAW. Per l'organo barocco vero usa una libreria di organo a canne.
- Clavinet V — Clavicembalo di fantasia: Con i pickup brillanti, il damping alto e un po' di riverbero di stanza ricorda il pizzico del clavicembalo per arrangiamenti crossover; non è un clavicembalo filologico.
- Augmented Strings — Archi da camera di studio: Per provare il concerto grosso nel DAW: imposta un attacco breve (staccato/spiccato), poco vibrato e un riverbero da sala piccola (1,2–1,6 s).
- Augmented Voices — Coro per corali: Per ascoltare un corale a 4 voci armonizzato: una traccia per voce e vibrato ridotto.
- Piano V — Studio del contrappunto: Per suonare fughe e invenzioni con un timbro chiaro; usa un modello verticale o a coda con poco pedale per mantenere l'articolazione barocca.
- Synclavier V — Bach elettronico: Timbri FM/additivi «vetrosi» per reinterpretazioni elettroniche in stile Switched-On Bach (Wendy Carlos, 1968, realizzato su sintetizzatore Moog).
Struttura del brano
Forme principali
- Fuga: esposizione (soggetto nella tonica, risposta alla dominante — reale o tonale —, controsoggetto, entrate di tutte le voci), divertimenti (episodi sequenziali su frammenti), entrate in tonalità vicine, stretti, pedale di dominante, entrata finale nella tonica; spesso preceduta da un preludio o una toccata.
- Concerto solistico (forma ritornello): ritornello orchestrale (tutti) nella tonica – episodio solistico modulante – ritornello abbreviato al V (o al III) – episodio – ritornello in un tono vicino – episodio – ritornello finale nella tonica. Tre movimenti: Allegro – Adagio/Largo – Allegro (Vivaldi).
- Concerto grosso: alternanza concertino/ripieno in 4–6 movimenti (Corelli op. 6) o in forma ritornello (Händel op. 6, Bach Brandeburghesi).
- Suite: allemanda – corrente – sarabanda – (galanterie: minuetti, gavotte, bourrée, aria) – giga, tutte in forma binaria (|:A, dalla tonica alla dominante:|:B, dalla dominante alla tonica:|).
- Sonata da chiesa (lento–veloce–lento–veloce) e da camera (danze); trio sonata (due strumenti melodici e continuo).
- Variazioni su basso ostinato: ciaccona, passacaglia, ground (Bach, Ciaccona dalla Partita n. 2 per violino solo, BWV 1004).
- Opera seria: sinfonia d'apertura, alternanza recitativo–aria da capo, pochi cori e duetti. Oratorio e Passione: recitativi, arie, cori, corali. Cantata: recitativi e arie, con corale finale nelle cantate luterane.
Proporzioni
Un movimento di concerto vivaldiano: 80–200 battute in 3–5 minuti; una fuga del Clavicembalo ben temperato: 30–120 battute; una danza binaria: 8–32 battute per parte, ripetute.
Mix e master
Obiettivo sonoro
Chiarezza contrappuntistica, articolazione e ritmo nitidi, continuo udibile ma non invadente, spazio naturale da sala o chiesa di medie dimensioni. Le registrazioni «storicamente informate» sono più vicine e più vive di quelle romantiche: si sentono gli attacchi dell'arco, i ribattuti, il clavicembalo.
Microfonazione e disposizione
- Ensemble piccolo (6–25 elementi): coppia principale A–B o ORTF a 2–3 m d'altezza e 2–4 m di distanza, outrigger o coppia ambiente, spot su solisti, clavicembalo e tiorba.
- Disposizione tipica: violini I a sinistra, violini II a destra (o entrambi a sinistra), viole e violoncelli al centro, continuo (clavicembalo, violoncello, contrabbasso, tiorba) al centro dietro i solisti; fiati dietro gli archi; trombe e timpani in fondo.
Archi
- EQ: passa-alto violini 80–100 Hz, viole 60, violoncello 40, violone 30; −1/−2 dB a 250–350 Hz per la definizione; budello e archetti barocchi hanno meno «brillantezza»: eventuale +1 dB a 6–8 kHz.
- Compressione: nessuna.
- Spazio: sala di 1,5–2,2 s (chiesa più lunga per la musica sacra), pre-delay 15–25 ms.
- Panning: violini I L 50–70, violini II R 50–70 (disposizione antifonale) o L 20; viole R 20; violoncelli/continuo centro.
Continuo: clavicembalo, organo, tiorba
- Clavicembalo: spot a 50–100 cm (coppia sopra le corde o vicino alla cassa); passa-alto 60–80 Hz; −1/−3 dB a 3–5 kHz se il pizzico punge; non comprimere mai i transienti; livello 3–6 dB sotto gli archi nei tutti (deve «colorare», non coprire).
- Organo positivo: coppia a 1–1,5 m; passa-alto 40 Hz; attenzione ai rumori di meccanica.
- Tiorba/liuto: spot a 50–80 cm; +1 dB a 100–150 Hz per il corpo dei bassi della tiorba se troppo leggera.
Fiati, trombe e timpani
- Oboe e flauto: passa-alto 120 Hz, nessuna compressione.
- Trombe naturali: microfoni lontani (sono molto potenti e brillanti), −1/−2 dB a 2–3 kHz se stridono.
- Timpani barocchi: secchi e articolati; passa-alto 40 Hz, spot leggero, riverbero naturale.
Voci e coro
- Solisti: spot a 1–1,5 m, passa-alto 80–100 Hz, de-esser leggerissimo; un'ombra di riverbero in più rispetto all'orchestra per lo stacco.
- Coro barocco (spesso 12–24 voci o un cantante per parte): coppia principale + spot per sezione molto bassi; riverbero comune all'orchestra.
Con librerie virtuali
- Usa librerie di archi da camera o barocchi se disponibili (sezioni piccole, poco vibrato); in alternativa riduci il vibrato e usa articolazioni brevi.
- Disegna le terrazze dinamiche (cambi netti forte/piano) con CC1/CC11; evita i crescendo romantici.
- Clavicembalo e organo campionati: quantizzazione leggera, arpeggi degli accordi del continuo (non blocchi verticali perfetti).
- Accordatura: prova A=415 e un temperamento storico (Werckmeister III, Vallotti) se la libreria lo consente.
Bus e gruppi
Bus archi, continuo, fiati, voci/coro; riverbero comune. Niente limiter.
Sidechain
No.
Master
- Catena minima: EQ di bilanciamento, nessuna compressione o 0,5–1 dB lentissimo, limiter trasparente.
- Target indicativo: −20/−16 LUFS integrati per orchestra barocca (i concerti vivaci registrati da vicino arrivano a −16/−14), −22/−18 per opere sacre corali, true peak −1 dBTP, LRA 6–14 LU.
Errori comuni
- Riverbero «romantico» troppo lungo: le semicrome si impastano.
- Clavicembalo troppo forte (fatica d'ascolto) o completamente sparito.
- Compressione che uccide i contrasti forte/piano.
- Nel DAW: archi con vibrato romantico e attacchi lenti, timpani moderni, continuo a blocchi rigidi.
Brani di riferimento per il mix
- Vivaldi — Le quattro stagioni (Il Giardino Armonico, 1993).
- Bach — Concerti brandeburghesi (The English Concert, Trevor Pinnock, Archiv).
- Bach — Passione secondo Matteo (John Eliot Gardiner, Archiv, 1989).
- Händel — Messiah (Les Arts Florissants o The English Concert).
- Corelli — Concerti grossi op. 6 (Europa Galante o The English Concert).
Ascolti di riferimento
- Claudio Monteverdi — L'Orfeo, Toccata e Prologo (1607)
- Henry Purcell — Dido's Lament «When I am laid in earth» (Dido and Aeneas, 1689)
- Arcangelo Corelli — Concerto grosso op. 6 n. 8 «Fatto per la notte di Natale» (pubbl. 1714)
- Johann Pachelbel — Canone in re (fine XVII secolo)
- Antonio Vivaldi — Le quattro stagioni, op. 8 nn. 1–4 (1725)
- Johann Sebastian Bach — Concerto brandeburghese n. 3, BWV 1048 (1721)
- Johann Sebastian Bach — Il clavicembalo ben temperato, Libro I, BWV 846–869 (1722)
- Johann Sebastian Bach — Ciaccona dalla Partita n. 2, BWV 1004 (c. 1720)
- Johann Sebastian Bach — Matthäus-Passion, BWV 244 (1727)
- Georg Friedrich Händel — Messiah, HWV 56: Hallelujah (1742)
- Jean-Philippe Rameau — Les Indes galantes (1735)
- Georg Friedrich Händel — Music for the Royal Fireworks, HWV 351 (1749)