Storia e carattere
Il Classicismo (o stile classico viennese) va dal 1770 circa ai primi due decenni dell'Ottocento ed è legato a tre nomi: Franz Joseph Haydn (1732–1809; 104 sinfonie, 68 quartetti, gli oratori La creazione e Le stagioni), Wolfgang Amadeus Mozart (1756–1791; 41 sinfonie, 27 concerti per pianoforte, opere come Le nozze di Figaro 1786, Don Giovanni 1787, Così fan tutte 1790 su libretti di Lorenzo Da Ponte, Die Zauberflöte 1791, il Requiem incompiuto) e Ludwig van Beethoven (1770–1827) nella sua fase iniziale e centrale (le prime otto sinfonie, i concerti per pianoforte, le sonate fino all'op. 90 circa). Intorno a loro: Muzio Clementi, Luigi Boccherini, Antonio Salieri, Domenico Cimarosa, Giovanni Paisiello, Carl Ditters von Dittersdorf, Johann Nepomuk Hummel, Ignaz Pleyel, Jan Ladislav Dussek.
Le parole d'ordine sono chiarezza, equilibrio, contrasto organizzato. La melodia accompagnata galante si unisce a un nuovo pensiero tematico: i temi vengono costruiti con motivi brevi che poi vengono sviluppati (frammentati, sequenziati, modulati, contrappuntati); la forma sonata diventa il principio organizzativo della sinfonia, del quartetto, della sonata, del concerto e perfino delle arie e delle ouverture d'opera; l'orchestra classica «a due» (2 flauti, 2 oboi, 2 clarinetti, 2 fagotti, 2 corni, 2 trombe, timpani e archi) si stabilizza; il fortepiano sostituisce il clavicembalo; il quartetto d'archi diventa la forma «colta» per eccellenza (Haydn, op. 33, 1781, «scritti in una maniera del tutto nuova e speciale»).
Beethoven porta questo linguaggio al limite: sinfonie più lunghe e drammatiche (la Terza «Eroica», 1804; la Quinta, 1808, con il passaggio senza interruzione dallo scherzo al finale; la Nona, 1824, con coro e solisti), sviluppi e code enormi, sforzati, sincopi, ritmi ossessivi, uso del contrasto dinamico estremo. Dal suo stile tardo nasce il Romanticismo. In Italia il periodo è dominato dall'opera buffa (Paisiello, Il barbiere di Siviglia 1782; Cimarosa, Il matrimonio segreto 1792), che influenza direttamente il teatro di Mozart.
Scale e tonalità
Il Classicismo è il regno della tonalità maggiore/minore funzionale; il maggiore domina (circa 9 brani su 10), il minore è riservato al dramma (Mozart in sol minore e re minore, Beethoven in do minore). Numeri romani in minore relativi al minore naturale.
Maggiore
- Formula 1 2 3 4 5 6 7; T T S T T T S. Mi bemolle maggiore: Eb F G Ab Bb C D. Do maggiore: C D E F G A B.
- Nota caratteristica: sensibile e 4ª, che insieme formano il tritono del V7 e rendono la cadenza inequivocabile.
- Accordi: I (Eb) ii (Fm) iii (Gm) IV (Ab) V (Bb) vi (Cm) vii° (D°); il V7 e il vii°7 (in prestito dal minore) sono le dominanti.
- Uso: temi costruiti sugli accordi (arpeggi di tonica, «fanfara» del Mannheim), scale veloci, frasi periodiche. Mi bemolle maggiore è la tonalità «eroica» e massonica (Eroica, Zauberflöte); Do maggiore la tonalità festiva con trombe e timpani (Mozart, Sinfonia «Jupiter» K. 551).
- Errore comune: dimenticare che nel Classicismo la sensibile deve risolvere sulla tonica e la settima scendere per grado: è il fondamento della condotta delle voci.
Minore
- Naturale: 1 2 b3 4 5 b6 b7 — Sol minore: G A Bb C D Eb F. Armonico: G A Bb C D Eb F#. Melodico ascendente: G A Bb C D E F#.
- Accordi: i (Gm) ii° (A°) III (Bb) iv (Cm) V (D) VI (Eb) vii° (F#°); napoletana (Ab/C), seste eccedenti.
- Nota caratteristica: sensibile (F#) per la tensione, b6 (Eb) per il lamento; la seconda eccedente Eb–F# usata nelle melodie patetiche.
- Uso: movimenti «di tempesta» con tremoli, sincopi, sforzati. Esempi: Mozart — Sinfonia n. 40 in sol minore, K. 550 (1788); Mozart — Concerto per pianoforte n. 20 in re minore, K. 466 (1785); Beethoven — Sinfonia n. 5 in do minore, op. 67 (1808).
- Errore comune: restare in minore per tutto il brano: nella forma sonata in minore il secondo tema va al relativo maggiore nell'esposizione e torna (di solito) in minore nella ripresa.
Cromatismo classico
- Note cromatiche di volta e di passaggio, appoggiature cromatiche (Mozart è il maestro del cromatismo melodico «dolce»).
- Dominanti secondarie e settime diminuite per le modulazioni rapide.
- Mixture: prestiti dal minore parallelo (iv, bVI, bIII) per i colori improvvisi, soprattutto in Beethoven e nel tardo Mozart.
Come scegliere
Il maggiore è la norma; il minore è un evento. Scegli la tonalità anche per l'orchestra: Do, Re, Mi b sono le tonalità «con trombe e timpani» (le trombe naturali suonano solo le note della loro serie armonica); Sol e Re sono comode per gli archi; Fa e Si b per i corni.
Armonia
Funzione e periodo
- Tonica – Predominante (IV, ii6, ii6/5) – Dominante (V, V7, cadenza con 6/4) – Tonica: il ciclo che regge ogni frase.
- Periodo: antecedente di 4 battute che finisce con una semicadenza (sul V) + conseguente di 4 battute che finisce con una cadenza perfetta (V–I). Frase (Satz, «sentence» in Caplin): presentazione 2+2 (idea base ripetuta, spesso I–V | V–I) + continuazione di 4 battute che accelera verso la cadenza.
- Ritmo armonico: lento nei temi (1 accordo per battuta o meno), veloce nelle cadenze e negli sviluppi.
Cadenze
Cadenza perfetta con 6/4 (I6/4–V7–I), semicadenza (spesso con V/V prima del V), cadenza d'inganno (V–vi) per prolungare, cadenza evitata, coda con ripetute formule cadenzali (in Beethoven anche decine di battute di accordi di tonica e dominante).
Modulazione e forma
- Esposizione: dalla tonica alla dominante (in maggiore) o al relativo maggiore (in minore), con la transizione (ponte) che arriva a una semicadenza sul V del nuovo tono (spesso preceduta da un pedale di dominante del nuovo tono).
- Sviluppo: modulazioni a toni anche lontani, sequenze (Monte, Fonte, circolo delle quinte), frammentazione dei temi, contrappunto; si chiude con la ritransizione su un lungo pedale di dominante della tonalità d'impianto.
- Ripresa: tutto nella tonica.
Accordi alterati
- Sesta napoletana (bII6) nei passaggi patetici (Beethoven, Sonata «Al chiaro di luna», op. 27 n. 2).
- Seste eccedenti (italiana, francese, tedesca) prima del V, soprattutto in minore (Mozart, Fantasia in do minore K. 475; Requiem).
- Settima diminuita per la tensione e le modulazioni enarmoniche.
- Mediante cromatiche e modulazioni a terza (Beethoven, Sonata «Waldstein» op. 53: il secondo tema in Mi maggiore in una sonata in Do maggiore).
Testure e voicing
Melodia + accompagnamento (basso albertino, ribattuti, arpeggi), contrappunto negli sviluppi e nei finali (Mozart, «Jupiter»: fugato con cinque temi nella coda), armonia a 4 parti negli archi, fiati per i colori e i pedali; nel tutti archi in ottava sulla melodia e fiati che raddoppiano l'armonia.
Progressioni tipiche
| Nome | Tonalità | Accordi | Gradi | Come si usa |
|---|---|---|---|---|
| Periodo classico | Do maggiore | C G7 G7 C C F C/G G7 C | I V7 V7 I | I IV I6/4 V7 I | Antecedente che si ferma sul V (semicadenza) e conseguente che chiude con la cadenza perfetta con 6/4. La simmetria domanda–risposta è il cuore dello stile classico (es. temi di minuetti e rondò di Haydn e Mozart). |
| Cadenza con 6/4 e predominante | Fa maggiore | F Bb Gm7/Bb F/C C7 F | I IV ii6/5 I6/4 V7 I | La cadenza standard: predominante (IV, ii6/5), 6/4 cadenzale come doppia appoggiatura sul V, V7, I. Usata alla fine di ogni sezione e prima della cadenza del solista nel concerto. |
| Semicadenza con V/V | Re maggiore | D G E7/G# A | I IV V6/5/V V | Il gesto che chiude la transizione dell'esposizione: la dominante della dominante (con Sol# al basso) porta al V, che diventerà la nuova tonica del secondo tema. |
| Pedale di dominante (ritransizione) | Do minore | G7 Cm/G G7 Ab/G G7 | V7 i6/4 V7 VI/V V7 | Alla fine dello sviluppo: lungo pedale sul Sol (contrabbassi, timpani, corni) con accordi che premono sopra, prima della ripresa. Beethoven ne fa veri momenti di suspense (Sinfonia n. 5, I movimento). |
| Napoletana patetica | Do diesis minore | C#m D/F# G#7 C#m | i bII6 V7 i | Beethoven, Sonata op. 27 n. 2 «Al chiaro di luna», I movimento (1801): la napoletana Re maggiore nel primo rivolto prima della dominante, nelle prime battute. |
| Sesta eccedente tedesca | Sol minore | Gm Cm/Eb Gm/D D7 Gm | i iv6 Ger+6 i6/4 V7 i | Eb–G–Bb–C# (scritto come Eb7 ma con C# al posto di Db): Eb e C# si aprono sul Re (V). Molto frequente nel minore di Mozart (Sinfonia K. 550). |
| Sequenza dello sviluppo (circolo delle quinte) | Si bemolle maggiore → modulante | Gm Cm F7 Bb Eb Am7b5 D7 Gm | vi ii V7 I IV viiø7/vi V7/vi vi | Catena di quinte discendenti usata negli sviluppi per attraversare più tonalità; ogni anello può essere tonicizzato con una dominante secondaria. |
| Modulazione a terza (mediante cromatica) | Do maggiore → Mi maggiore | C G7 C B7 E | I V7 I V7/III III | Beethoven, Sonata op. 53 «Waldstein» (1804): il secondo tema dell'esposizione in Mi maggiore invece che in Sol. È l'inizio della libertà tonale romantica. |
Ritmo e groove
- Pulsazione regolare e chiara, metro esplicito, frasi di 4 e 8 battute (con estensioni e contrazioni volute).
- Accompagnamenti ritmici: basso albertino in semicrome, crome ribattute negli archi, tremoli per l'agitazione, sincopi (Mozart, Concerto K. 466, inizio con le sincopi di violini e viole).
- Contrasti ritmici tra i temi: primo tema energico (ritmi puntati, arpeggi), secondo tema cantabile (note lunghe, legato).
- Danze: minuetto (3/4), contraddanza (2/4, 6/8 nei finali), marcia, Ländler (3/4 rustico), «alla turca» (2/4 con accenti marcati: Mozart, Sonata K. 331, Rondò alla turca).
- Beethoven: motivi ritmici ossessivi (il «ta-ta-ta-taaa» della Quinta), sforzati sui tempi deboli, hemiole e sincopi che spezzano il metro (Eroica, primo movimento), scherzi velocissimi in uno.
- Nessuno swing; l'espressività viene da agogica moderata, appoggiature e dinamiche.
Batteria
Le percussioni nell'orchestra classica
- Timpani (sempre una coppia, tonica e dominante) insieme alle trombe: nei tutti, nelle cadenze, nei finali festosi. Nei movimenti lenti spesso tacciono; quando suonano piano creano attesa (Haydn, Sinfonia n. 103 «Col rullo di timpani», 1795, che inizia con un rullo solo).
- Beethoven emancipa i timpani: assolo d'apertura del Concerto per violino op. 61 (cinque colpi di timpano sul Re), timpani accordati in ottava (Fa–Fa) nella Sinfonia n. 8 e n. 9, il pedale ossessivo del passaggio scherzo-finale della Quinta.
- Banda turca (grancassa, piatti, triangolo, a volte ottavino): colore «alla turca» nell'opera (Mozart, Die Entführung aus dem Serail, 1782), nelle marce, nel finale della Nona di Beethoven (marcia «alla turca» del tenore). Haydn la usa nella Sinfonia n. 100 «Militare» (1794).
Come pensano ritmicamente
- I timpani suonano la radice dell'armonia (I o V) sui tempi forti e nei ribattuti cadenzali (es. Do–Sol–Do in crome negli ultimi accordi).
- La pulsazione è data dagli archi; le percussioni scandiscono la forma (inizio di un tutti, cadenza, coda).
- Dinamica a blocchi: f o p, con crescendi sempre più frequenti da Mannheim in poi.
Errori tipici
Timpani su note diverse da tonica e dominante (impossibile con due timpani non riaccordati nel corso del brano), timpani in ogni battuta, piatti in una sinfonia di Haydn che non li prevede, rulli troppo lunghi e romantici.
Basso
- Violoncelli e contrabbassi sulla stessa linea (contrabbassi all'ottava inferiore); da Beethoven i violoncelli si staccano sempre più spesso per suonare melodie (Sinfonia n. 5, Andante; Sinfonia n. 9, recitativo dei bassi nel finale).
- Fagotti raddoppiano il basso o lo colorano; nelle sinfonie di Haydn e Mozart hanno anche brevi assoli.
- Fortepiano: basso albertino, ottave spezzate, basso armonico semplice.
- Linee: fondamentali sui tempi forti, scale che conducono alle cadenze (4–#4–5), pedali di tonica (inizio) e di dominante (ritransizione), bassi «tamburo» ribattuti in crome negli Allegri.
- Frequenze: contrabbasso classico fino a Mi1 (41 Hz) o, nei contrabbassi viennesi dell'epoca, accordature diverse.
Strumenti armonici
- Archi (cuore dell'orchestra): violini I melodia, violini II e viole armonia e accompagnamento (ribattuti, tremoli, arpeggi), violoncelli e contrabbassi basso.
- Fiati a due: oboi e flauti per la melodia e i raddoppi; clarinetti (diffusi negli anni 1780, amatissimi da Mozart: Concerto K. 622 e Quintetto K. 581) per il calore; fagotti per il basso e il «terzo strato»; corni naturali per i pedali armonici e i segnali di caccia; trombe e timpani per i tutti.
- Fortepiano (Stein, Walter, Broadwood): solista nei concerti e nelle sonate; nelle orchestre il continuo scompare gradualmente.
- Quartetto d'archi: quattro voci reali, dialogo tra pari (Haydn op. 33 e op. 76, Mozart quartetti dedicati a Haydn, Beethoven op. 18 e Razumovsky op. 59).
- Voicing: armonia a 4 voci negli archi con raddoppio della fondamentale; fiati che tengono terze e quinte (pedali «riempitivi»); melodia raddoppiata all'ottava (violini + flauto) nei tutti.
Melodia e voci
- Temi costruiti su motivi brevi e caratterizzati (ritmici, armonici, intervallari), pensati per essere sviluppati; contrasto tra un primo tema energico e un secondo tema cantabile.
- Periodicità (4+4) con asimmetrie volute (frasi di 5, 6 o 7 battute in Haydn); cadenze chiare.
- Ornamenti per lo più scritti (appoggiature, gruppetti, trilli cadenzali); nei concerti e nelle arie il solista improvvisa cadenze e varia le riprese (Eingänge).
- Voci: opera buffa con arie sillabiche e veloci («aria di catalogo»), ensembles d'azione e finali concertati in cui tutti i personaggi cantano insieme con caratteri diversi (Mozart, finale del II atto delle Nozze di Figaro); arie di bravura per soprano (Regina della notte, Zauberflöte, fino al Fa6); recitativo secco accompagnato dal fortepiano; Singspiel con dialoghi parlati.
- Cori: messe e oratori (Haydn, La creazione, 1798), il Requiem di Mozart, il finale della Nona (coro e solisti su versi di Schiller).
Strumenti
Archi (violini I e II, viole, violoncelli, contrabbassi), 2 flauti, 2 oboi, 2 clarinetti, 2 fagotti, 2 corni naturali, 2 trombe naturali, timpani; in aggiunta ottavino, controfagotto, tromboni (musica sacra e opera; Beethoven li porta nella sinfonia con la Quinta), banda turca (grancassa, piatti, triangolo); fortepiano, organo (sacro); glass harmonica (Mozart, K. 617); mandolino (Don Giovanni); voci soliste e coro.
Pattern di batteria
Synth e suoni
- Piano V — Pianoforte/fortepiano per sonate e concerti: Scegli un modello con attacco chiaro e poco sustain, pedale usato con parsimonia: avvicina il suono al fortepiano viennese per le sonate di Haydn, Mozart e del primo Beethoven.
- Augmented Strings — Archi di studio per quartetto e orchestra: Per abbozzare l'orchestrazione: articolazioni brevi negli accompagnamenti, legato nei temi, dinamica con il macro.
- Augmented Voices — Coro di studio: Per provare un coro a 4 voci di una messa classica o un finale d'opera.
- Mellotron V — Arrangiamenti crossover: Flauti e archi a nastro per versioni «pop/prog» di temi classici (es. riletture di Mozart negli anni '70).
Struttura del brano
Forma sonata (primo movimento, spesso anche finale e ouverture)
| Sezione | Proporzione tipica | Contenuto |
|---|---|---|
| (Introduzione lenta) | 0–30 battute | in Haydn e Beethoven, spesso in minore o sulla dominante |
| Esposizione (ripetuta) | 60–150 battute | primo tema (tonica) – transizione modulante – secondo tema (V o III) – codetta |
| Sviluppo | 40–250 battute | frammentazione, sequenze, modulazioni, contrappunto, falsa ripresa (Haydn), ritransizione su pedale di V |
| Ripresa | come l'esposizione | primo e secondo tema nella tonica, transizione modificata |
| Coda | 10–140 battute | conferma della tonica; in Beethoven un secondo sviluppo |
Ciclo sinfonico e cameristico
- Allegro in forma sonata. 2. Movimento lento (Andante/Adagio) in forma ternaria, sonata senza sviluppo o variazioni. 3. Minuetto e trio (Haydn, Mozart) o Scherzo e trio (Beethoven). 4. Finale: rondò (A–B–A–C–A–B–A), sonata-rondò o forma sonata veloce.
Concerto classico
Primo movimento con doppia esposizione (orchestra, poi solista con orchestra), sviluppo, ripresa, cadenza del solista (preparata dal 6/4 cadenzale e chiusa da un trillo sul V7), coda orchestrale; poi movimento lento e rondò finale.
Altre forme
Tema e variazioni (Mozart, K. 331, I movimento; Haydn, Quartetto «Imperatore» op. 76 n. 3, II movimento), rondò, divertimento e serenata (Eine kleine Nachtmusik, K. 525, 1787), opera buffa (numeri chiusi: aria, duetto, terzetto, finale), Singspiel, messa sinfonica.
Arrangiamento
Piano: archi soli o legni soli; mezzo: archi con fiati che tengono; forte/tutti: trombe e timpani, archi in ottava, fiati che raddoppiano l'armonia. Il contrasto tra temi coincide spesso con un cambio di orchestrazione (primo tema tutti, secondo tema archi e legni dolci).
Mix e master
Obiettivo sonoro
Equilibrio e trasparenza: melodia sempre leggibile, accompagnamento leggero, fiati che «galleggiano» sopra gli archi, timpani e trombe che danno brillantezza ai tutti senza coprire. Spazio da sala da concerto di medie dimensioni (Musikverein di Vienna come ideale: circa 2 s di riverbero a sala piena). Le registrazioni su strumenti originali (Gardiner, Harnoncourt, Hogwood, Pinnock, Brüggen, Minkowski) sono più leggere e veloci di quelle con orchestre moderne (Karajan, Böhm, Bernstein, Kleiber).
Orchestra (30–60 elementi)
- Microfonazione: Decca tree o coppia principale A–B/ORTF + outrigger + ambient; spot per legni, corni, timpani, solista.
- Archi: passa-alto violini 80 Hz, viole 60, violoncelli 40, contrabbassi 30; −1/−2 dB a 250–400 Hz sugli spot; nessuna compressione.
- Legni: spot a 1,5–2 m per sezione, livelli bassi (servono a definire, non a portare avanti); passa-alto 100–120 Hz.
- Corni e trombe naturali: lontani; i corni naturali hanno note chiuse più deboli, non cercare di «livellarle».
- Timpani: suono asciutto e articolato (bacchette dure nell'esecuzione storica): passa-alto 40 Hz, nessuna compressione, livello che non sommerga i bassi.
- Panning: disposizione antifonale (violini I L 60, violini II R 60) tipica dell'epoca, viole centro-sinistra, violoncelli centro-destra, contrabbassi dietro a destra o al centro; legni al centro (flauti e oboi davanti, clarinetti e fagotti dietro), corni a sinistra, trombe e timpani a destra in fondo.
- Spazio: riverbero naturale; se aggiunto, hall 1,8–2,3 s, pre-delay 20–30 ms.
Pianoforte/fortepiano (sonate e concerti)
- Coppia a 1–2 m (ORTF o A–B) + ambiente; passa-alto 30 Hz; −1/−2 dB a 200–300 Hz se rimbomba; +1 dB a 8–10 kHz se manca brillantezza. Nessuna compressione.
- Nel concerto: solista al centro, davanti; spot solo per la definizione, mai per portarlo «sopra» l'orchestra in modo innaturale.
Quartetto d'archi
- Coppia a 2–3 m (A–B 40–60 cm o ORTF) + spot leggeri; violino I L 40, violino II L 15, viola R 15, violoncello R 40 (o violoncello al centro-destra e viola a destra secondo la disposizione).
- EQ minima: −1 dB a 250 Hz sul violoncello se rimbomba; riverbero di sala da camera 1,2–1,6 s.
Voci e opera
- Solisti a 1,5–3 m (in teatro su microfoni di palco), passa-alto 80–100 Hz, nessuna compressione evidente; nei finali concertati attenzione al bilanciamento tra voci e orchestra con automazione.
- Coro: coppia sopra il coro + spot per sezione; stesso riverbero dell'orchestra.
Con librerie virtuali
- Usa sezioni d'archi piccole o da camera (10–20 elementi), poco vibrato, articolazioni brevi negli accompagnamenti.
- Disegna la dinamica a blocchi (f/p) e i crescendo con CC1; sforzati come accenti di velocity più CC1 rapido.
- Trombe e timpani solo nei tutti; corni morbidi con dinamica moderata.
- Fortepiano: se non disponibile un campione dedicato, usa un piano con poco sustain e pedale limitato.
Bus e gruppi
Archi, legni, ottoni, timpani, solista/voci; un riverbero comune. Nessun limiter.
Sidechain
No.
Master
- Target indicativo: sinfonico −20/−16 LUFS integrati, camera e pianoforte −20/−17, true peak −1 dBTP, LRA 10–18 LU (Beethoven può superarla).
- Catena minima: EQ di bilanciamento, compressione nulla o lentissima, limiter trasparente come protezione.
Errori comuni
- Ottoni e timpani troppo forti nei tutti (coprono gli archi).
- Legni troppo vicini e in primo piano.
- Riverbero lungo da cattedrale che impasta i passaggi veloci di Mozart.
- Nel DAW: archi romantici con troppo vibrato, accompagnamenti con velocity identica, crescendo mancanti.
Brani di riferimento per il mix
- Mozart — Sinfonia n. 40, K. 550 (English Baroque Soloists, Gardiner).
- Mozart — Concerto per pianoforte n. 21, K. 467 (registrazioni moderne di riferimento).
- Haydn — Sinfonie «londinesi» (orchestre su strumenti originali o moderne).
- Beethoven — Sinfonia n. 5 (Carlos Kleiber, Wiener Philharmoniker, DG 1975).
- Beethoven — Sonata op. 13 «Patetica» (registrazioni pianistiche di riferimento).
Ascolti di riferimento
- Joseph Haydn — Quartetti op. 33 (1781)
- Wolfgang Amadeus Mozart — Le nozze di Figaro, K. 492 (1786)
- Wolfgang Amadeus Mozart — Eine kleine Nachtmusik, K. 525 (1787)
- Wolfgang Amadeus Mozart — Sinfonia n. 40 in sol minore, K. 550 (1788)
- Wolfgang Amadeus Mozart — Sinfonia n. 41 in do maggiore «Jupiter», K. 551 (1788)
- Wolfgang Amadeus Mozart — Die Zauberflöte, K. 620 (1791)
- Joseph Haydn — Sinfonia n. 94 «La sorpresa», Hob. I:94 (1791)
- Joseph Haydn — Die Schöpfung (La creazione), Hob. XXI:2 (1798)
- Ludwig van Beethoven — Sonata per pianoforte op. 13 «Patetica» (1798)
- Ludwig van Beethoven — Sinfonia n. 3 in mi bemolle maggiore «Eroica», op. 55 (1804)
- Ludwig van Beethoven — Sinfonia n. 5 in do minore, op. 67 (1808)
- Domenico Cimarosa — Il matrimonio segreto (1792)