Storia e carattere
L'opera nasce in Italia: a Firenze, intorno al 1600, la Camerata de' Bardi e i compositori Jacopo Peri e Giulio Caccini inventano il recitar cantando (Euridice, 1600); Claudio Monteverdi ne fa teatro musicale con L'Orfeo (Mantova, 1607) e L'incoronazione di Poppea (Venezia, 1643). Con l'apertura del primo teatro d'opera pubblico (San Cassiano, Venezia, 1637) l'opera diventa spettacolo cittadino. Nel Settecento dominano l'opera seria metastasiana (Alessandro Scarlatti, Hasse, Vinci, Porpora, Händel a Londra; arie da capo per castrati e primedonne) e l'opera buffa napoletana (Pergolesi, La serva padrona 1733; Galuppi, Piccinni, Paisiello, Cimarosa), che influenza Mozart nei suoi capolavori su libretti di Da Ponte.
L'Ottocento è il secolo d'oro: il belcanto di Gioachino Rossini (Il barbiere di Siviglia 1816, La Cenerentola 1817, Semiramide 1823, Guillaume Tell 1829 a Parigi), Vincenzo Bellini (Norma 1831, La sonnambula 1831, I puritani 1835) e Gaetano Donizetti (L'elisir d'amore 1832, Lucia di Lammermoor 1835, Don Pasquale 1843); poi Giuseppe Verdi (Nabucco 1842, Macbeth 1847, la «trilogia popolare» Rigoletto 1851, Il trovatore e La traviata 1853, Un ballo in maschera, La forza del destino, Don Carlos, Aida 1871, il Requiem 1874, Otello 1887 e Falstaff 1893 con Arrigo Boito). A fine secolo il verismo porta in scena la vita popolare e la violenza: Pietro Mascagni (Cavalleria rusticana, 1890), Ruggero Leoncavallo (Pagliacci, 1892), Umberto Giordano (Andrea Chénier, 1896), Francesco Cilea; e Giacomo Puccini (Manon Lescaut 1893, La bohème 1896, Tosca 1900, Madama Butterfly 1904, La fanciulla del West 1910, Turandot postuma 1926), che unisce melodia italiana, orchestra tardo-romantica e colori impressionisti ed esotici.
L'estetica dell'opera italiana è centrata sulla voce: melodia, «canto spianato», virtuosismo di agilità (belcanto), poi forza drammatica e «parola scenica» (Verdi), infine continuità sinfonico-melodica (Puccini). L'orchestra accompagna, commenta, raddoppia; i numeri chiusi (aria, duetto, concertato) si fondono progressivamente in scene continue. Il canto lirico italiano è stato iscritto da UNESCO nel Patrimonio culturale immateriale nel 2023.
Scale e tonalità
Il linguaggio dell'opera italiana è tonale e melodico, dal Seicento modale-tonale al cromatismo pucciniano. Numeri romani in minore relativi al minore naturale.
Maggiore (belcanto e Verdi)
- Formula 1 2 3 4 5 6 7 — Mi bemolle maggiore: Eb F G Ab Bb C D; Re bemolle maggiore (tonalità «d'amore» frequente in Verdi e Puccini): Db Eb F Gb Ab Bb C.
- Nota caratteristica: la sesta e la sensibile su cui la melodia si appoggia prima della cadenza (le appoggiature «all'italiana»).
- Accordi: I ii iii IV V vi vii°; nell'accompagnamento prevalgono I, IV, V7, ii6, con dominanti secondarie e 6/4 cadenzale.
- Uso: cantabili e cabalette, cori popolari (Va', pensiero, Nabucco, in fa diesis maggiore), brindisi (Libiamo, Traviata, in si bemolle maggiore).
- Errore comune: armonizzare la melodia belcantistica con troppi accordi: la regola è armonia semplice e chiara, melodia ornata.
Minore
- Naturale: 1 2 b3 4 5 b6 b7 — Sol minore: G A Bb C D Eb F. Armonico: G A Bb C D Eb F#. Melodico ascendente: G A Bb C D E F#.
- Accordi: i ii° III iv V VI vii°, napoletana (Ab/C), seste eccedenti.
- Nota caratteristica: b6 e sensibile per il pathos; la «svolta» al maggiore parallelo nella cabaletta o nel finale dell'aria (minore → maggiore).
- Esempi: Verdi — preludio della Traviata (si minore → mi maggiore nel tema d'amore).
Modi e colori «esotici» (Verdi, Puccini)
- Pentatonica: 1 2 3 5 6 — su Do: C D E G A. Puccini la usa per l'Oriente: Madama Butterfly cita melodie giapponesi reali; Turandot melodie cinesi (Mo Li Hua, la canzone del gelsomino, nel coro dei bambini).
- Esatonale: 1 2 3 #4 #5 b7 — Puccini in passaggi isolati (Tosca, accordi del tema di Scarpia: Si b – La b – Mi, successione di triadi che descrive un tritono).
- Scale con seconda eccedente e modi per l'Egitto di Aida (la danza sacerdotale, le scale «orientali» in Aida, con il frigio dominante: 1 b2 3 4 5 b6 b7 — su Mi: E F G# A B C D).
- Modale ecclesiastico per le scene sacre (Verdi, Forza del destino: coro dei frati; Otello: «Ave Maria»).
Cromatismo verista e pucciniano
Linee cromatiche, quinte vuote e accordi paralleli (Puccini: accordi di settima e nona in moto parallelo, quinte parallele negli ottoni all'inizio del III atto della Bohème), dissonanze non risolte, accordi aumentati.
Come scegliere
Maggiore per l'amore felice, la festa, la gloria; minore per la maledizione, la gelosia, la morte (Rigoletto, Otello); minore → maggiore per la svolta drammatica; pentatonica ed esatonale per l'esotico e il sogno (Puccini).
Armonia
Armonia «al servizio della voce»
- Accompagnamento semplice: I–V7–I con 6/4 cadenzale, ii6 e IV come predominanti; dominanti secondarie per le salite melodiche; sesta napoletana e settima diminuita per i momenti drammatici.
- Ritmo armonico lento nei cantabili (un accordo per battuta o per due), più rapido nelle cadenze (dove il cantante esegue la cadenza vocale ad libitum sulla dominante).
- Cadenza finale dell'aria: I6/4 con corona (il cantante improvvisa o esegue una cadenza scritta) → V7 → I, spesso con «puntatura» (nota acuta aggiunta per tradizione: il Do acuto di «Di quella pira», Trovatore).
- Crescendo rossiniano: un ostinato armonico semplice (I–V) ripetuto mentre l'orchestrazione e la dinamica crescono (più strumenti, registro più acuto), spesso preceduto da un'unica frase ripetuta più volte.
- Modulazioni al relativo, alla dominante, per terza (Verdi), con passaggi minore → maggiore parallelo.
- Verdi maturo e Puccini: cromatismo, accordi di nona, pedali, accordi paralleli, modulazioni continue che seguono il dramma; leitmotiv o «temi di reminiscenza» (il tema d'amore in Traviata, il tema del bacio in Otello, il tema di Scarpia in Tosca).
Voicing orchestrale
- Accompagnamento «a chitarrone»: archi pizzicati o staccati con basso sull'1 e accordi in levare (oom-pa-pa nel 3/4 o oom-pa nel 2/4).
- Raddoppio della voce (Puccini e verismo): violini e talvolta legni raddoppiano la melodia vocale all'unisono o all'ottava nei momenti culminanti («melodia all'unisono»), per ingrandirla.
- Arpeggi d'arpa o di archi per i notturni e le preghiere; tremoli per la tensione; ottoni per i cori, le marce, le maledizioni.
Progressioni tipiche
| Nome | Tonalità | Accordi | Gradi | Come si usa |
|---|---|---|---|---|
| Cadenza d'aria con 6/4 e corona | Si bemolle maggiore | Bb Eb/G Cm7/Eb Bb/F F7 Bb | I IV6 ii6/5 I6/4 V7 I | Il 6/4 cadenzale con corona è il punto della cadenza vocale (variazione ad libitum o puntatura acuta); poi l'orchestra chiude con V7–I e, spesso, una coda in fortissimo per l'applauso. |
| Crescendo rossiniano | Re maggiore | D A7 D A7 D A7 D A7 | I V7 I V7 I V7 I V7 | Lo stesso motivo su I–V7 ripetuto 4–8 volte con orchestrazione e dinamica crescenti (archi soli pp → legni → corni → tutti ff con grancassa e piatti). Il «motore» delle sinfonie e dei finali di Rossini (Il barbiere, La gazza ladra, Guillaume Tell). |
| Svolta minore → maggiore | Fa minore → Fa maggiore | Fm Db Bbm C7 F C7 F | i VI iv V7 I V7 I | L'aria che parte in minore (dolore) e si apre al maggiore (speranza o decisione) per la cabaletta o il finale: gesto drammatico tipico di Verdi e del belcanto. |
| Accompagnamento «chitarrone» in 3/4 | Mi bemolle maggiore | Eb Eb Bb7 Bb7 Eb Ab Bb7 Eb | I I V7 V7 I IV V7 I | Basso sull'1 e accordi su 2 e 3 (oom-pa-pa), armonia di due-tre accordi: la base di cantabili e valzer del belcanto e del Verdi popolare (Rigoletto, «La donna è mobile», in si maggiore, è un esempio celebre di questa semplicità). |
| Napoletana drammatica | Do minore | Cm Ab Db/F Cm/G G7 Cm | i VI bII6 i6/4 V7 i | La napoletana per il pathos e la maledizione, seguita dal 6/4 e dalla dominante: la chiusura tragica delle arie di Verdi e dei veristi. |
| Tema di Scarpia (triadi lontane) | Si bemolle (sospeso) | Bb Ab E | I bVII #IV | Le tre triadi maggiori in fortissimo che aprono Tosca (Puccini, 1900): Si bemolle, La bemolle, Mi (a distanza di tritono dalla prima). Descrivono il villain senza una tonalità definita. |
| Accordi paralleli pucciniani | Do maggiore (modale) | C D Em D C | I II iii II I | Triadi in moto parallelo (quinte parallele volute) per colore e atmosfera, come nelle quinte vuote all'inizio del III atto della Bohème (la neve alla Barrière d'Enfer). Schema indicativo. |
| Pentatonica orientale (Turandot) | Mi maggiore (pentatonico) | E C#m A B E | I vi IV V I | Armonizzazione tonale semplice sotto una melodia pentatonica (Mo Li Hua, la canzone cinese del gelsomino, citata nel coro dei bambini di Turandot). Il colore viene dalla melodia e dall'orchestrazione (gong, xilofono, celesta). |
Ritmo e groove
- Recitativo: secco (Settecento, solo continuo) o accompagnato dall'orchestra; ritmo della parola, nessuna pulsazione fissa.
- Cantabile: tempo lento, metro 4/4, 3/4, 12/8 o 6/8, accompagnamento regolare (arpeggi, accordi ribattuti), grande rubato vocale.
- Cabaletta: tempo veloce, ritmo marcato (2/4, 4/4 con figure puntate, 6/8 «saltellante»), ripetuta due volte (la seconda con variazioni).
- Danze e canzoni: brindisi in 3/8 o 3/4 (Traviata, Cavalleria), valzer (Bohème, il valzer di Musetta), marce trionfali (Aida, con le trombe egizie), tarantella e saltarello (opera comica), habanera (non italiana ma in Carmen, influente).
- Stretta: accelerazione finale di un'aria o di un finale d'atto (tutti in fortissimo, accordi ripetuti).
- Puccini: cambi di metro e tempo frequenti, sezioni «parlanti» su ostinati orchestrali, rubato scritto (allargando, rallentando, sostenuto).
Batteria
Le percussioni nell'opera italiana
- Timpani: tensione e dramma (rulli nelle scene di tempesta e di morte), colpi alle cadenze dei tutti.
- Grancassa e piatti: nei crescendo rossiniani, nelle strette, nelle marce e nei cori festosi; famosa la «banda» rumorosa del primo Verdi.
- Banda sul palco (banda di scena): fiati e percussioni in scena per marce, feste e balli (Rigoletto, scena del ballo; Aida, marcia trionfale con le trombe egizie; Traviata).
- Campane (Tosca, Te Deum del I atto e campane del mattino nel III; Cavalleria), tam-tam e gong (Turandot, Butterfly), xilofono e glockenspiel (colori pucciniani), macchina del vento e del tuono (tempeste: Rigoletto III atto, Otello inizio).
- Incudini (Verdi, Il trovatore: il «coro degli zingari» con le incudini percosse a tempo).
Come pensano ritmicamente
- Le percussioni sottolineano l'azione e il colore locale; nei crescendo e nelle strette la grancassa sui tempi forti e i piatti sugli apici sono la «batteria» del finale.
- Nell'accompagnamento delle arie non ci sono percussioni: la pulsazione è nei pizzicati e negli accordi degli archi.
Errori tipici
Percussioni sotto la voce nei cantabili, grancassa in Bellini dove l'orchestra è leggera, gong e xilofono in un'opera belcantistica (sono colori pucciniani), banda di scena troppo vicina (deve sembrare in scena, non in buca).
Basso
- Violoncelli e contrabbassi in buca: basso dell'accompagnamento, pizzicato (oom-pa-pa), note tenute nei corali, tremoli drammatici.
- Cimbasso (Verdi lo chiede come basso degli ottoni fino a Otello e Falstaff, per un suono più compatto della tuba), tromboni, fagotti.
- Linee: fondamentali sui tempi forti (accompagnamento a chitarrone), scale ascendenti verso la cadenza, pedali di dominante prima della cabaletta, bassi cromatici discendenti per il lamento (Puccini).
- Voci gravi: basso cantante (Filippo II in Don Carlos), basso buffo (Dulcamara, Don Bartolo, Don Pasquale), baritono verdiano (Rigoletto, Germont, Iago) che spesso sostiene i concertati come «basso» vocale.
Strumenti armonici
- Archi: accompagnamento (pizzicati, ribattuti, arpeggi), melodie in unisono con la voce (Puccini), tremoli, divisi (preludio della Traviata: violini divisi in pianissimo).
- Legni: soli che dialogano con la voce (flauto con il soprano di coloratura nella scena della pazzia di Lucia, in origine con la glassarmonica; corno inglese nei momenti di malinconia; clarinetto nelle romanze), raddoppi.
- Ottoni: cori e marce, maledizioni (la «maledizione» di Monterone in Rigoletto), corali solenni; trombe egizie nella marcia di Aida.
- Arpa: preghiere, serenate, notturni.
- Clavicembalo/fortepiano nel recitativo secco (Settecento e primo Ottocento: Rossini usa ancora il recitativo secco nel Barbiere).
- Coro: elemento drammatico e collettivo (popolo, soldati, sacerdoti, zingari), spesso all'unisono nei cori patriottici di Verdi (Va', pensiero).
- Voicing: la buca deve lasciar passare la voce: accompagnamenti nel registro medio-grave quando la voce canta nel medio, raddoppi solo nei culmini.
Melodia e voci
- Belcanto: legato perfetto, «canto spianato» (melodie lunghe e sostenute: Bellini, «Casta diva»), agilità (scale, trilli, gruppetti, picchettati: Rossini), messa di voce, variazioni nel da capo e nella ripresa della cabaletta.
- Verdi: melodia più diretta e drammatica, frasi spezzate dall'emozione, slanci verso l'acuto, «parola scenica» (la parola decisiva che rivela la situazione), grandi concertati (quartetto di Rigoletto: quattro personaggi con caratteri melodici diversi).
- Verismo e Puccini: melodia che nasce dal parlato, slanci improvvisi e appassionati, ripetizioni della frase culminante raddoppiate dall'orchestra, «declamato» su ostinati orchestrali.
- Tipi vocali: soprano leggero/di coloratura (Gilda, Lucia), lirico (Mimì), lirico-spinto e drammatico (Tosca, Aida), mezzosoprano e contralto (Rosina, Azucena, Amneris; il contralto rossiniano en travesti), tenore di grazia (Nemorino, Almaviva), lirico (Rodolfo, Alfredo), spinto e drammatico (Radamès, Otello, Calaf), baritono (Figaro, Rigoletto, Scarpia), basso cantante e buffo.
- Estensioni tipiche: soprano Do4–Do6 (coloratura fino a Fa6), mezzosoprano La3–La5, tenore Do3–Do5 (il Do acuto, «do di petto», resa popolare da Gilbert Duprez nel 1837), baritono La2–La4 (Sol4/La b4 nel baritono verdiano), basso Mi2–Fa4.
- Coro: SATB, cori maschili (soldati, cospiratori), cori femminili (ancelle, sacerdotesse), cori fuori scena (Butterfly: il «coro a bocca chiusa»).
Strumenti
Orchestra d'opera (in buca): archi, 2 flauti (uno anche ottavino), 2 oboi (corno inglese), 2 clarinetti (clarinetto basso in Verdi tardo e Puccini), 2 fagotti, 4 corni, 2 trombe (cornette nel primo Ottocento), 3 tromboni, cimbasso o tuba, timpani, grancassa, piatti, triangolo, arpa; poi celesta, glockenspiel, xilofono, gong, campane (Puccini); banda di scena; clavicembalo o fortepiano per il recitativo secco (fino al primo Ottocento); organo per le scene di chiesa; voci soliste, coro, coro di voci bianche.
Pattern di batteria
Synth e suoni
- Piano V — Pianoforte per riduzioni e prove: L'opera si studia e si prova con il pianoforte (la riduzione canto e piano): usa un timbro a coda chiaro per accompagnare la voce e studiare le arie.
- Augmented Strings — Archi d'accompagnamento: Per bozze di accompagnamenti: pizzicati, tremoli, arpeggi; il lato sintetico va tenuto al minimo per un suono da buca.
- Augmented Voices — Coro di scena: Per provare i cori (unisoni patriottici, cori a bocca chiusa) e il loro equilibrio con l'orchestra.
- Mellotron V — Arrangiamenti crossover e pop-lirico: Archi e cori a nastro per arrangiamenti «popera» di arie celebri (stile anni '70–'90).
Struttura del brano
Forma dell'aria nel primo Ottocento («solita forma»)
| Sezione | Carattere | Contenuto |
|---|---|---|
| Scena | recitativo | situazione drammatica, dialogo |
| Cantabile (o adagio) | lento, lirico | il personaggio esprime il sentimento |
| Tempo di mezzo | azione | arriva una notizia, entra il coro o un altro personaggio |
| Cabaletta | veloce, brillante | reazione decisa, ripetuta due volte con variazioni, coda |
Lo stesso schema si applica ai duetti (con un «tempo d'attacco» iniziale) e ai finali d'atto (concertato lento + stretta).
Opera seria del Settecento
Sinfonia d'apertura (veloce–lento–veloce) + alternanza recitativo secco/aria da capo (A–B–A); pochi ensembles, coro finale.
Opera buffa
Numeri chiusi (arie, duetti, terzetti), finali d'atto concertati sempre più lunghi e articolati (Paisiello, Cimarosa, Rossini), recitativo secco veloce, «aria di catalogo» e sillabato rapido (Figaro, «Largo al factotum»).
Verdi maturo e Puccini
Scene continue, numeri meno separati, temi di reminiscenza; Puccini: atti compatti (La bohème: quattro «quadri»), arie inserite nel flusso («Che gelida manina», «Sì, mi chiamano Mimì», duetto finale del I atto), interludi orchestrali (Intermezzo di Cavalleria rusticana).
Proporzioni
Un'opera belcantistica: 2–3 atti, 2,5–3 ore con recitativi; Verdi: 3–4 atti, 2–3 ore; Puccini: 3–4 atti brevi (La bohème circa 1 h 50 min di musica); verismo in un atto (Cavalleria, circa 70 minuti).
Mix e master
Obiettivo sonoro
La voce al centro dell'esperienza: intelligibile, piena, con il suo spazio, senza diventare «microfonata» come nel pop; l'orchestra in buca presente e drammatica ma non coprente; il palcoscenico (posizioni, movimenti, cori, banda di scena) restituito come immagine stereo. Riferimenti: le registrazioni da studio Decca ed EMI degli anni '50–'70 (Maria Callas con Tullio Serafin; Renata Tebaldi; Luciano Pavarotti, Joan Sutherland; Mirella Freni; la Bohème di Karajan con Freni e Pavarotti, Decca 1972), oltre alle registrazioni dal vivo dei teatri (La Scala, Metropolitan, Arena di Verona).
Voci soliste
- Microfonazione: in studio microfoni a 1–2 m dai cantanti (spesso condensatori a diaframma largo o piccolo, omni o cardioidi), con posizioni «di scena» marcate sul pavimento (tecnica Decca della «stage-like» per gli spostamenti). Dal vivo: microfoni di palco (ribalta) e microfoni appesi.
- EQ: passa-alto 80 Hz (bassi e baritoni 60–70 Hz); −1/−2 dB a 200–300 Hz se c'è rimbombo; per la presenza un leggero +1 dB a 2,5–4 kHz (la «formante del cantante» intorno ai 2,5–3,5 kHz è ciò che permette al cantante lirico di superare l'orchestra: non serve esagerare); controllo delle sibilanti con de-esser leggerissimo.
- Compressione: quasi nulla; le voci liriche hanno dinamiche enormi (pp di 50 dB in meno rispetto al fortissimo): si usa l'automazione dei fader seguendo la partitura; al massimo un limiter dolce sui picchi degli acuti in fortissimo dal vivo.
- Spazio: stesso riverbero della buca e del palcoscenico (teatro all'italiana: 1,2–1,6 s, più secco di una sala da concerto), con leggermente più mandata per i solisti in studio.
- Panning: secondo la posizione in scena (duetti L 20 / R 20, concertati distribuiti), spostamenti automatizzati se previsti dalla regia.
Orchestra in buca
- Coppia principale sopra la buca + spot per sezione (archi, legni, ottoni, arpa, percussioni); in studio orchestra disposta come in sala, ma bilanciata per lasciare spazio alle voci.
- Archi: passa-alto per sezione, −1/−2 dB a 300 Hz; legni solisti con spot leggermente più presenti nei dialoghi con la voce.
- Ottoni e cimbasso: dietro, nessuna compressione.
- Percussioni: timpani e grancassa con spazio; campane e gong con riverbero lungo.
Coro
Coppia sopra il coro + spot per sezione; passa-alto 80 Hz; riverbero comune; cori fuori scena con microfono lontano o riverbero più lungo e leggero passa-basso.
Banda di scena
Microfono separato con più riverbero; panning e profondità che la collochino sul palco o dietro le quinte.
Bilanciamento voce/orchestra
La voce deve stare 2–6 dB sopra l'orchestra nei passaggi in cui canta (dipende dalla registrazione: le registrazioni storiche Decca ed EMI mettono la voce molto avanti), ma l'orchestra riprende spazio nei preludi, negli interludi e nei raddoppi pucciniani. Automazione costante.
Con librerie virtuali
- Voci liriche campionate sono limitate: per demo usa cori campionati e strumenti solisti (violino, violoncello, oboe) per «cantare» la linea; le arie vere vanno registrate.
- Orchestra: articolazioni brevi per gli accompagnamenti (pizzicato, staccato), legato per i raddoppi della melodia; crescendo rossiniani disegnati con CC1 e aggiunta progressiva di strumenti.
Bus e gruppi
Voci soliste, coro, archi, legni, ottoni, percussioni, arpa/tastiere, banda; riverbero di teatro comune + riverbero di lontananza per i fuori scena. Niente limiter sui bus.
Sidechain
No.
Master
- Target indicativo: −20/−16 LUFS integrati per registrazioni complete (le antologie di arie spesso tra −18 e −14), short-term negli acuti in fortissimo −10/−8, true peak −1 dBTP, LRA 12–20 LU.
- Catena: EQ minima, limiter trasparente solo sui picchi degli acuti.
Errori comuni
- Comprimere la voce lirica come nel pop: perde il pianissimo e la «messa di voce».
- Voce sepolta dall'orchestra nei raddoppi pucciniani o, al contrario, orchestra ridotta a sottofondo.
- Esagerare la presenza (2–5 kHz): voce stridente negli acuti.
- Riverbero da cattedrale per un'opera buffa (perdita dell'articolazione delle parole).
Brani di riferimento per il mix
- Puccini — La bohème (Karajan, Freni, Pavarotti, Berliner Philharmoniker, Decca 1972).
- Verdi — La traviata (registrazioni di riferimento in studio).
- Bellini — Norma, «Casta diva» (Maria Callas, EMI).
- Rossini — Il barbiere di Siviglia (registrazioni di riferimento).
- Verdi — Aida, marcia trionfale (registrazioni con banda di scena).
Ascolti di riferimento
- Claudio Monteverdi — L'Orfeo (1607)
- Claudio Monteverdi — L'incoronazione di Poppea (1643)
- Giovanni Battista Pergolesi — La serva padrona (1733)
- Gioachino Rossini — Il barbiere di Siviglia (1816)
- Vincenzo Bellini — Norma: Casta diva (1831)
- Gaetano Donizetti — Lucia di Lammermoor (1835)
- Giuseppe Verdi — Nabucco: Va', pensiero (1842)
- Giuseppe Verdi — Rigoletto: La donna è mobile (1851)
- Giuseppe Verdi — La traviata (1853)
- Giuseppe Verdi — Aida (1871)
- Pietro Mascagni — Cavalleria rusticana: Intermezzo (1890)
- Giacomo Puccini — La bohème (1896)
- Giacomo Puccini — Tosca (1900)
- Giacomo Puccini — Turandot: Nessun dorma (1926)