Genere100–180 BPM9 progressioni

J-Pop

Storia e carattere

«J-pop» (Japanese popular music) è il termine che dalla fine degli anni '80 indica il pop giapponese moderno di stampo occidentale. Secondo la storia più diffusa nasce intorno alla radio J-Wave e inizialmente indicava solo artisti «occidentali» come Pizzicato Five e Flipper's Guitar; nel 1990 la filiale giapponese di Tower Records lo definisce come la musica delle major giapponesi. Sostituisce il vecchio kayōkyoku (la canzone popolare dagli anni '20 agli '80) e si distingue dall'enka, la ballata tradizionale. Le radici sono nel rock giapponese ispirato ai Beatles, nel movimento Group Sounds degli anni '60, nella «new music» dei cantautori anni '70 (Yumi Arai/Matsutoya, Off Course), nel city pop e nella Yellow Magic Orchestra (Haruomi Hosono, Ryuichi Sakamoto, Yukihiro Takahashi), e negli idol degli anni '70–'80 (Momoe Yamaguchi, Seiko Matsuda, Akina Nakamori).

Gli anni '90 sono il boom: il «Being system» (B'z, ZARD, WANDS) domina il 1990–93 con le canzoni tie-up (abbinate a drama, pubblicità e anime); il produttore Tetsuya Komuro e la sua «famiglia» (TRF, Namie Amuro, globe) portano dance e techno pop in testa alle classifiche nel 1994–97; Mr. Children (Atomic Heart, 3,43 milioni di copie), Glay, Dreams Come True, Spitz, Southern All Stars; nel 1999 First Love di Hikaru Utada diventa l'album più venduto della storia Oricon (7,65 milioni). Negli anni 2000 Ayumi Hamasaki, Koda Kumi, Arashi, Perfume (technopop di Yasutaka Nakata), poi il periodo degli idol di massa (AKB48, Momoiro Clover Z) e Kyary Pamyu Pamyu. Negli anni 2010–2020 il J-pop si apre al mondo con lo streaming e l'anime: Kenshi Yonezu (Lemon, KICK BACK), YOASOBI (Yoru ni Kakeru, Idol, prima canzone in giapponese in testa alla Billboard Global Excl. US), Official Hige Dandism, King Gnu, Aimer, LiSA, Ado, Fujii Kaze, Vaundy, Creepy Nuts.

Caratteri musicali: melodie lunghe ed elaborate con molte note e grande estensione, armonia densa con molti cambi di accordo, accordi di passaggio, dominanti secondarie e modulazioni (molto più del pop occidentale), forme lunghe con A-melo, B-melo e sabi (strofa, pre-ritornello, ritornello), intro strumentali, legame stretto con l'immagine (anime, drama, pubblicità, giochi). Secondo l'analisi della «royal road progression», nel 2023 il 40% dei venti singoli più venduti di sempre in Giappone contiene questa progressione.

Scale e tonalità

Nei modi i numeri romani sono riferiti alla scala del modo; in minore alla minore naturale.

Maggiore (ionio) con molti accordi di passaggio

  • Formula: 1 2 3 4 5 6 7 (T T S T T T S). In Do: C D E F G A B.
  • Nota caratteristica: sensibile (B) e 3ª maggiore; nel J-pop però il centro emotivo è spesso il vi e il iii.
  • Accordi: I C – ii Dm – iii Em – IV F – V G – vi Am – vii° Bdim; con settime Cmaj7 Dm7 Em7 Fmaj7 G7 Am7 Bø7.
  • Uso: base di quasi tutto il J-pop; royal road (IVmaj7–V7–iii7–vi), giro I–V–vi–iii–IV–I–IV–V (canone).
  • Esempio: molti singoli più venduti in Giappone, da Sotsugyō Shashin a YOASOBI — Tabun (royal road).
  • Errori: armonia troppo povera: il J-pop si aspetta movimento (un accordo ogni 2 tempi nel ritornello).

Yonanuki maggiore (pentatonica «senza 4ª e 7ª»)

  • Formula: 1 2 3 5 6 (tolti il 4° e il 7° grado, da cui il nome yo-na-nuki). In Do: C D E G A.
  • Nota caratteristica: nessun semitono: melodia «nostalgica», tipica del kayōkyoku, dell'enka moderna e delle melodie J-pop che devono suonare «giapponesi».
  • Uso: melodie del ritornello, temi di sigle, idol pop.
  • Errori: usarla per tutta la melodia: il J-pop moderno inserisce 4ª e 7ª nei punti di tensione.

Yonanuki minore

  • Formula: 1 2 b3 5 b6 (rispetto alla minore: tolti 4° e 7°). In La: A B C E F.
  • Nota caratteristica: il semitono B–C e E–F: malinconia «da enka».
  • Uso: melodie tristi, ballate, colori tradizionali.

Minore naturale e armonico

  • Minore naturale: 1 2 b3 4 5 b6 b7 — in La: A B C D E F G.
  • Minore armonico: 7ª alzata (G#) per il V maggiore (E7): fondamentale nel J-pop/J-rock e nelle sigle anime (VI–VII–V7–i).
  • Accordi: i Am – III C – iv Dm – V E (armonico) – VI F – VII G.
  • Esempio: LiSA — Gurenge (minore, 135 BPM; la sensibile nel V maggiore dà la spinta).

Dorico e misolidio (colori)

  • Dorico: 1 2 b3 4 5 6 b7, in Re: D E F G A B C — city pop e funk (vamp i7–IV7).
  • Misolidio: 1 2 3 4 5 6 b7 — in Sol: G A B C D E F — J-rock e power pop.

Scala Ryukyu (Okinawa) come colore

  • Formula: 1 3 4 5 7. In Do: C E F G B. Sapore tropicale e insulare (Shima Uta dei The Boom, brani con sanshin).

Come scegliere

ColoreScala
Pop luminoso e riccoMaggiore con accordi di passaggio
Nostalgia «giapponese»Yonanuki maggiore
Malinconia enkaYonanuki minore
Dramma anime / J-rockMinore armonico (V maggiore)
Funk e city popDorico
Okinawa / tropicaleRyukyu

Armonia

Densità e ritmo armonico

Il J-pop è il pop mainstream con l'armonia più ricca: un accordo ogni 2 tempi (spesso ogni tempo nei ritornelli), molti rivolti, accordi di passaggio cromatici, dominanti secondarie (III7, VI7, II7), accordi diminuiti di passaggio, sus4 e add9. I loop esistono, ma spesso con varianti a ogni ripetizione.

Progressioni firma

  • Royal road (ōdō shinkō): IVmaj7–V7–iii7–vi. Usata da Yumi Arai/Matsutoya negli anni '70, diffusa dal city pop, rafforzata dall'Eurobeat negli anni '90. Varianti: ii7–V7–iii7–vi7, IVmaj7–V7–III7–vi7 (con la dominante del vi), IVmaj7–V7–I–vi7. Il produttore Seiji Kameda l'ha chiamata anche «koakuma» (piccolo diavolo) in un programma NHK del 2014.
  • «Marusa» / Just the Two of Us: IVmaj7–III7–vi7–v7–I7 (in Do: Fmaj7 E7 Am7 Gm7 C7), sofisticato e urbano; diffusissimo nel J-pop recente, in molte varianti (in Giappone è noto anche con nomi propri legati ai brani che l'hanno reso popolare).
  • Canone: I–V–vi–iii–IV–I–IV–V per ritornelli epici e ballate.

Modulazioni

Comunissime: ultimo ritornello +1 o +2 semitoni; ritornello in una tonalità diversa dalla strofa; modulazioni per terza; pivot sulla dominante secondaria. Anche il cambio di tonalità tra A-melo e B-melo è frequente.

Cadenze

Il J-pop usa più cadenze del pop occidentale, ma ama finire sul vi o su IV–V–vi (cadenza d'inganno) per mantenere tensione; la cadenza IV–V–I completa arriva spesso solo alla fine del ritornello finale.

Voicing

Piano e chitarre con accordi di 4 note e settime; archi densi; cori in terze; basso spesso in rivolto per linee che scendono per grado.

Progressioni tipiche

NomeTonalitàAccordiGradiCome si usa
Royal roadDo maggioreFmaj7 G7 Em7 AmIVmaj7 V7 iii7 viLa progressione più emblematica del J-pop: sale e sospende sul vi.
Marusa (Just the Two of Us)Do maggioreFmaj7 E7 Am7 Gm7 C7IVmaj7 V7/vi vi7 v7 I7Il giro urbano e sofisticato del J-pop recente: Gm7–C7 è un ii–V verso il IV che fa ripartire il ciclo.
CanoneDo maggioreC G Am Em F C F GI V vi iii IV I IV VPer ritornelli epici e ballate (struttura del Canone di Pachelbel).
Royal road con dominante del viRe maggioreGmaj7 A7 F#7 Bm7IVmaj7 V7 V7/vi vi7Variante più drammatica, con F#7 al posto di F#m7.
Minore animeLa minoreF G E7 AmVI VII V7 iIl V7 dal minore armonico: la spinta delle sigle.
Modulazione finaleDo maggiore → Re maggioreF G A7 DIV V V/V I(nuova)L'A7 è la dominante di Re: l'ultimo ritornello riparte un tono sopra.
Discesa cromaticaDo maggioreC B7/D# Em Eb° Dm7 G7 CI V7/iii iii bIII°7 ii7 V7 IIl basso scende C–D#–E–Eb–D: armonia ricca alla Kenshi Yonezu.
Vamp city popRe doricoDm7 G9i7 IV9Groove funk su due accordi per le strofe in stile anni '80.
Ballata con susMi bemolle maggioreAbmaj7 Bbsus4 Bb Gm7 Cm7 Fm7 Bb7IVmaj7 Vsus4 V iii7 vi7 ii7 V7Royal road allungata con ii–V: la chiusura classica di un ritornello di ballata.

Ritmo e groove

Feel prevalentemente dritto, ma con grande varietà: «16 beat» del city pop (hat in semicrome a due mani, groove funk), 8-beat rock veloce delle sigle e del J-rock, dance-pop e technopop a 128 (Perfume — Polyrhythm è a 128 BPM e contiene una sezione poliritmica), ballate a 65–90, brani Vocaloid e anime a 170–200. Swing 0–10% nel pop, 54–58% nel city pop più funky. I ritmi delle sillabe giapponesi (more) portano melodie con molte note brevi e regolari: la voce riempie le semicrome. Frequenti gli stop, i break di chitarra e le «kime» (accenti d'insieme della band nelle sigle).

Batteria

Cassa

Pop: 1 e 3 con varianti (step 1, 7, 9, 11); dance: in quattro; anime/J-rock: 8-beat con anticipo (1, 4, 7, 9 in sedicesimi) e doppia cassa nei ritornelli più duri; city pop: sincopata funk.

Rullante

Sul 2 e 4; nelle sigle rullate di semicrome alla fine di ogni frase di 4 battute; ghost note nel city pop.

Hi-hat, ride, piatti

16 beat (semicrome) nel city pop e nel pop; crome aperte o ride nei ritornelli rock; crash frequenti (ogni 2–4 battute) nei ritornelli anime.

Percussioni

Tamburello e shaker nel pop; percussioni latine nel city pop; taiko e percussioni tradizionali in brani con colore giapponese; percussioni elettroniche nel technopop.

Interazione

La batteria spesso esegue le kime con basso e chitarre (accenti sincopati comuni alla fine delle frasi), segue la forma A-melo/B-melo/sabi e lascia spazio alla melodia densa.

Per sezione

Intro strumentale piena; A-melo: batteria più leggera (hat chiuso, rim); B-melo: cassa in crescendo o metà tempo, build; sabi: tutto pieno, ride/crash; interludio strumentale (assolo); D-melo (bridge): stop o cambio; ultimo sabi modulato con fill.

Fill e suoni

Fill di tom e rullante frequenti e articolati (molto più che nel pop occidentale), batteria acustica brillante, drum machine nel technopop. Errori: batteria troppo minimale per un J-pop «band» (il genere ama i fill); kime non allineate con gli altri strumenti.

Basso

  • Suono: basso elettrico molto presente e melodico (spesso slap nel city pop e nel J-rock alla Official Hige Dandism), basso synth nel technopop, 808 nel J-pop urban recente.
  • Note: linee melodiche con rivolti, cromatismi, note di passaggio, ottave; il basso spesso «canta» una contromelodia.
  • Ritmo: crome e semicrome con ghost note; kime con la batteria.
  • Rapporto con la cassa: incastro ritmico più che sidechain.
  • Esempi: Tatsuro Yamashita (basso funk), Official Hige Dandism — Pretender (basso melodico), Perfume (basso synth).

Strumenti armonici

Piano (fondamentale, accordi con settime e arpeggi), chitarre elettriche (arpeggi puliti, accordi con tensioni, assoli melodici, distorte nel J-rock), archi (molto usati: legati, ostinati e contromelodie), fiati (city pop e big band), synth (pad, pluck, arpeggi nel technopop), organo e Rhodes. Voicing densi con settime e none, rivolti.

Melodia e voci

  • Melodia: lunga, ricca di note (più sillabe per battuta del pop inglese), grande estensione (spesso due ottave), salti espressivi e note tenute nel sabi; la parte più alta nel sabi finale.
  • Forma melodica: A-melo (registro basso-medio, narrativa), B-melo (sale, prepara), sabi (ritornello, apice), a volte C-melo/D-melo (bridge).
  • Voci: solisti con timbri molto diversi (dalla voce eterea di Aimer al belting di LiSA, alla voce «androgina» del J-rock); gruppi idol all'unisono; cori in terza e sesta nel sabi.
  • Effetti: riverbero hall e plate più generosi del pop occidentale, delay a 1/8, doppie, correzione d'intonazione evidente nell'idol pop; Vocaloid come voce sintetica.

Strumenti

Voce e cori, batteria acustica e drum machine, basso elettrico e synth, piano, chitarre (pulite, distorte, acustiche), archi, fiati, synth (pad, pluck, arpeggi), percussioni (latine, taiko), strumenti tradizionali (shamisen, koto, shakuhachi, sanshin) come colore.

Pattern di batteria

Synth e suoni

  • DX7 V — E-piano FM, bell, basso FM: Il suono del J-pop e city pop anni '80–'90: E.PIANO FM, bell e bassi FM.
  • Jup-8 V — Pad e brass: Pad e brass sintetici del J-pop anni '80–'90.
  • Piano V — Piano: Strumento base per ballate e arrangiamenti J-pop.
  • Prophet-5 V — Synth pop e technopop: Pluck e lead (YMO usava Prophet-5).
  • Jun-6 V — Pad e arpeggi: Pad con chorus e arpeggi del technopop e del city pop.
  • Stage-73 V — Rhodes: Accordi di settima del city pop.
  • Augmented Strings — Archi: Archi densi e cinematici per sigle e ballate.
  • Mini V — Basso synth: Bassi del technopop e dei brani dance.

Struttura del brano

Forma tipica (A-melo / B-melo / sabi)

SezioneBattuteCosa succede
Intro4–8Strumentale, spesso con il tema del sabi o un riff
A-melo (strofa)8–16Registro basso-medio, arrangiamento leggero
B-melo (pre-ritornello)8Accordi che salgono (royal road), build
Sabi (ritornello)8–16Apice melodico e armonico
Interludio4–8Riprende l'intro o un riff
A-melo 28 (spesso più breve)
B-melo 28
Sabi 28–16
Assolo / C-melo / D-melo8Assolo strumentale o bridge con nuova melodia
Sabi finale (ochi-sabi + sabi)8–16Spesso preceduto da un «ochi-sabi» (ritornello in versione quieta) e poi modulato
Outro4–8Ripresa dell'intro

Durata 4:00–5:00 (più lunga del pop occidentale); la TV size delle sigle anime è di circa 1:30 (Gurenge ha una versione TV di 1:29).

Mix e master

Obiettivo sonoro

Voce chiara e brillante, arrangiamento denso ma ordinato (molti strumenti con ruoli precisi), alti brillanti, basso melodico ben definito, spazio ampio (riverberi più generosi). Riferimenti: Hikaru Utada — First Love, Kenshi Yonezu — Lemon, YOASOBI — Yoru ni Kakeru, Official Hige Dandism — Pretender, Perfume — Polyrhythm.

Cassa

HP 30 Hz, +2 dB a 60 Hz, −3 dB a 350 Hz, +2 dB a 3–4 kHz; compressione 4:1, 3 dB; centro.

Rullante

HP 80 Hz, +2 dB a 200 Hz, +2 dB a 5 kHz; compressione 3–4 dB; plate 1,2–1,5 s; centro.

Hi-hat, piatti, percussioni

HP 300 Hz; hat 20–30% laterale; piatti con −2 dB a 4 kHz se aspri; percussioni larghe.

Basso

HP 35 Hz, +2 dB a 80 Hz, −2 dB a 250 Hz, +2/+3 dB a 800 Hz–1,5 kHz (melodico e definito); compressione 1176 4–6 dB; mono.

Piano, chitarre, archi, synth

  • Piano: HP 60–100 Hz, −2 dB a 300 Hz, stereo naturale.
  • Chitarre: HP 100 Hz, doppie L/R, arpeggi puliti con chorus e delay.
  • Archi: HP 150 Hz, hall 2–2,5 s, larghi, dip dinamico dalla voce.
  • Synth: HP 150–200 Hz, posizionati per non coprire il piano.
  • Automazioni: archi e synth che crescono verso il sabi.

Voce

EQ: HP 80–100 Hz; −2 dB a 250–350 Hz; presenza +2/+3 dB a 3–5 kHz; aria +2/+4 dB a 10–12 kHz (il J-pop ama voci molto brillanti). Compressione seriale 1176 + LA-2A (6–10 dB); de-esser. Spazio: plate o hall 1,5–2 s con pre-delay 30–60 ms, delay 1/8 o 1/4. Riding preciso (melodie dense).

Cori

Terze e seste in pan 30–60%, riverbero più lungo; cori unisoni idol compressi.

FX

Riser e reverse nelle sigle; pochi nel pop band.

Bus e gruppi

Drum bus 2:1, 2–3 dB; bus archi glue 1 dB; vocal bus 1–2 dB.

Sidechain

Raro nel pop band; nel technopop e nel dance J-pop sidechain classico dalla cassa.

Master

Catena EQ → compressore 1–2 dB → limiter. Target −9/−7 LUFS (sigle e J-rock −7/−6, ballate −11/−9), true peak ≤ −1 dBTP, PLR 8–11 dB.

Errori comuni

Voce che si perde tra archi e chitarre (troppi elementi nella fascia 1–4 kHz); basso senza definizione; riverberi impastati; alti esagerati che rendono il mix aspro.

Brani di riferimento per il mix

Hikaru Utada — First Love (1999); Perfume — Polyrhythm (2007); Kenshi Yonezu — Lemon (2018); Official Hige Dandism — Pretender (2019); YOASOBI — Yoru ni Kakeru (2019).

Ascolti di riferimento

  • Yumi Arai — Yasashisa ni Tsutsumareta Nara (1974)
  • Yellow Magic Orchestra — Rydeen (1980)
  • Seiko Matsuda — Akai Sweet Pea (1982)
  • Mr. Children — Innocent World (1994)
  • Namie Amuro — Can You Celebrate? (1997)
  • Hikaru Utada — First Love (1999)
  • Perfume — Polyrhythm (2007)
  • Kyary Pamyu Pamyu — PonPonPon (2011)
  • Kenshi Yonezu — Lemon (2018)
  • Official Hige Dandism — Pretender (2019)
  • YOASOBI — Yoru ni Kakeru (2019)
  • YOASOBI — Idol (2023)

Fonti

Sottogeneri di J-Pop