Musica italiana115–130 BPM6 progressioni

Italo disco

Storia e carattere

Origini

L'italo disco è la musica dance elettronica prodotta in Italia tra la fine degli anni '70 e la fine degli anni '80, evoluta dal post-disco, dal synth-pop, dall'Hi-NRG e dall'eurodisco. Il precursore è Giorgio Moroder (che lavorava a Monaco: "I Feel Love" con Donna Summer, 1977; "From Here to Eternity", 1977), insieme a Cerrone, Bobby Orlando e Patrick Cowley.

Artisti e brani

Kano ("I'm Ready", 1980), Klein + M.B.O. ("Dirty Talk", 1982, molto influente sulla house di Chicago), Doctor's Cat ("Feel the Drive", 1983), Lectric Workers ("Robot Is Systematic", 1982), Charlie ("Spacer Woman", 1983), Gazebo ("I Like Chopin", 1983, musica e produzione di Pierluigi Giombini; n. 1 in diversi paesi europei, n. 2 in Italia), Ryan Paris ("Dolce vita", 1983, anch'essa di Giombini), Righeira ("Vamos a la playa", 1983, prodotta da La Bionda), Savage ("Don't Cry Tonight", 1983), Raf ("Self Control", 1984), Den Harrow, Baltimora ("Tarzan Boy", 1985), Fun Fun, Valerie Dore, Scotch, Spagna ("Call Me", 1987), Sabrina ("Boys (Summertime Love)", 1987). Etichette e produttori: Discomagic (Milano), Celso Valli, Mauro Malavasi, La Bionda, Miki Chieregato e Roberto Turatti.

Evoluzione e influenza

Nei primi anni '90 l'italo disco si dissolve in eurobeat, italo house (Black Box, "Ride on Time", 1989) e italo dance (Gigi D'Agostino, Eiffel 65, Alexia). Ha influenzato house e techno (Detroit e Chicago suonavano molti dischi italo), Pet Shop Boys, Erasure, New Order, e un revival internazionale dagli anni 2000 (Italians Do It Better, Chromatics, Purple Disco Machine, la colonna sonora di "Drive").

Estetica

Drum machine e four on the floor, basso sequenziato in crome (spesso in ottave), arpeggi e lead synth melodici, vocoder, voci spesso in inglese approssimativo e con forte accento italiano, melodie immediate da canzone pop italiana, uso abbondante di delay e riverberi (Lexicon), struttura a canzone (non a traccia DJ).

Scale e tonalità

Minore naturale (eolio)

  • Formula: 1 2 b3 4 5 b6 b7 (2-1-2-2-1-2-2).
  • Esempio in La: A B C D E F G.
  • Accordi: Am (i) – Bdim (ii°) – C (III) – Dm (iv) – Em (v) – F (VI) – G (VII).
  • Uso: la tonalità più tipica dell'italo disco: giri i–VI–III–VII e i–VII–VI, melodie malinconiche su ritmo ballabile (la "malinconia da discoteca" è la firma emotiva del genere).

Minore armonica

  • In Re: D E F G A Bb C#; il V maggiore (A) nelle cadenze e negli arpeggi.
  • Uso: le progressioni "classicheggianti" (Giombini cita esplicitamente il gusto classico in "I Like Chopin"); armonie più ricche dello standard a quattro accordi, come nota anche la stampa tecnica a proposito di "Dolce vita" e "I Like Chopin".

Maggiore

  • In Do: C D E F G A B; giri I–V–vi–IV e IV–V–iii–vi.
  • Uso: brani estivi e solari ("Vamos a la playa" ha un'aria allegra nonostante il testo), Sabrina, Spagna.

Dorico (italo funky)

  • In Mi: E F# G A B C# D; vamp i–IV per i brani più funk (Kano).

Come scegliere

MoodScala
Malinconia ballabile (Gazebo, Ryan Paris)eolio, minore armonica
Estate, festa (Righeira, Sabrina)maggiore
Funk elettronico (Kano)dorico
Spazio, futuro (Charlie, Lectric Workers)eolio con arpeggi

Armonia

Giri di 4–8 accordi

L'italo disco usa progressioni più lunghe della house: giri di 4 accordi in strofa e ritornello, spesso con una sezione diversa (bridge) e talvolta modulazioni. Il basso sequenziato in crome segue la fondamentale di ogni accordo.

Elementi tipici

  • i–VI–III–VII (Am–F–C–G) e i–VII–VI–V (Am–G–F–E) in minore.
  • Dominante maggiore della minore armonica nelle cadenze.
  • Pedali di basso sotto accordi che cambiano nelle intro.
  • Progressioni "classiche" con circolo delle quinte (VI–ii–V–i) nei brani più elaborati.

Ritmo armonico

Un accordo per battuta (a 120 BPM ~2 s) o ogni due battute.

Voicing

Pad e string machine in triade o settima nel registro medio, stab di brass sintetici, arpeggi a 16th su triadi, lead in ottava.

Progressioni tipiche

NomeTonalitàAccordiGradiCome si usa
Malinconia eoliaLa minoreAm F C Gi VI III VIIIl giro più tipico: triste e ballabile allo stesso tempo, con basso in crome.
Andalusa da discotecaMi minoreEm D C Bi VII VI VDiscesa con dominante maggiore (B): drammaticità mediterranea su four on the floor.
Circolo classicheggianteRe minoreDm Gm C F Bb Gm Ai iv VII III VI iv VCircolo delle quinte con la dominante finale: l'armonia 'colta' alla Giombini.
Estate maggioreDo maggioreC G Am FI V vi IVGiro pop solare per i brani estivi.
Pedale spazialeFa minoreFm Db/F Eb/F Fmi VI/1 VII/1 iAccordi sopra un pedale di basso F: intro e brani 'space disco'.
Funk doricoMi minore (dorico)Em7 A7i7 IV7Il vamp funk dell'italo più vicino al boogie (Kano).

Ritmo e groove

Four on the floor

Cassa su tutti i quarti, rullante e clap su 2 e 4, hi-hat chiusi in sedicesimi con aperto in levare; tempo intorno a 120 BPM, griglia dritta.

Il basso come motore

Il groove lo fa il basso sequenziato in crome (spesso con alternanza d'ottava: nota grave–ottava sopra, "octave bass" tipico della disco elettronica alla Moroder) o in sedicesimi.

Arpeggi

Arpeggi di synth in sedicesimi sincronizzati con il sequencer, a volte con delay a 1/8 puntato.

Fill

Tom elettronici Simmons in discesa ogni 4–8 battute; crash sull'inizio dei ritornelli.

Batteria

Cassa

Su tutti i quarti, corta e punchy (LinnDrum, Oberheim DMX, TR-808 o campioni); velocity costante.

Rullante / clap

Su 2 e 4, rullante elettronico con riverbero (anche gated) e clap sintetico stratificato.

Hi-hat

Chiusi in sedicesimi (con accento sui levare) o crome in levare; aperto sul levare di ogni quarto.

Tom e percussioni

Tom Simmons/elettronici per i fill, cowbell e clap aggiuntivi, percussioni sintetiche (laser, zap) come fx.

Interazione

La cassa in quarti e il basso in crome formano il motore; il rullante segna il backbeat; gli arpeggi riempiono.

Sezioni

Intro con batteria e basso (pensata per i DJ), strofa, ritornello con crash e più clap, break con solo synth e vocoder, outro strumentale.

Errori tipici

Suoni moderni troppo grossi (sub enorme): l'italo ha casse medie e brillanti; swing (deve essere dritto); fill troppo frequenti.

Basso

Basso sequenziato

Synth bass (Minimoog, Roland SH, Korg MS, Juno, Jupiter) in crome dritte, spesso in ottave alternate (nota grave sul tempo, ottava sopra sul levare), filtro con inviluppo breve e un po' di risonanza.

Note

La fondamentale di ogni accordo; passaggi rapidi sulle sincopi; nelle intro pedale di tonica.

Timbro

Sega o quadra filtrata, attacco netto, decay breve; corpo a 80–200 Hz, poco sub.

Rapporto con la cassa

La cassa sui quarti coincide con le note gravi; l'ottava cade sui levare tra le casse: incastro perfetto senza sidechain.

Strumenti armonici

  • Synth polifonici: Roland Jupiter-8 e Juno-60, Oberheim OB-X/OB-Xa, Sequential Prophet-5, Korg Polysix e Poly-61, Elka Synthex (molto amato da Giombini), PPG Wave, Yamaha DX7, Crumar.
  • Campionatori: E-mu Emulator I e II, Fairlight CMI (cori e orchestra hit).
  • String machine e pad, brass sintetici, arpeggi.
  • Pianoforte (introduzioni "classiche" come in "I Like Chopin").
  • Vocoder per voci robotiche.

Melodia e voci

  • Voce: maschile o femminile, spesso in inglese (testi semplici, accento italiano), a volte in italiano o spagnolo; melodie da canzone pop italiana, immediate e cantabili, spesso malinconiche.
  • Vocoder e voci trattate (robot, pitch).
  • Cori: raddoppi, cori femminili negli hook.
  • Lead synth: melodie strumentali tanto importanti quanto quella vocale (gli hook di synth sono spesso il vero ritornello).
  • Effetti: delay e riverbero abbondanti (Lexicon 224, PCM70; delay PCM41).

Strumenti

Drum machine (LinnDrum, Oberheim DMX, TR-808, E-mu Drumulator, Simmons), synth polifonici (Jupiter-8, Juno-60, OB-Xa, Prophet-5, Polysix, Elka Synthex, PPG, DX7), synth bass, campionatori (Emulator, Fairlight), vocoder, pianoforte, voce, riverberi e delay Lexicon.

Pattern di batteria

Synth e suoni

  • Jup-8 V — Pad, brass e arpeggi: Il Jupiter-8 è il synth simbolo dell'epoca: brass a due seghe, pad e arpeggiatore interno in sincrono.
  • Jun-6 V — Pad con chorus e basso: Juno-60 con chorus e arpeggiatore per accordi e bassi sequenziati.
  • OP-Xa V — Stab e brass: Brass e stab brillanti tipici di molte produzioni italo.
  • Prophet-5 V — Lead e sequenze: Lead melodici e sequenze; poly-mod per suoni metallici.
  • Mini V — Basso in ottave: Sega, filtro con inviluppo breve (decay 150–250 ms), risonanza moderata; suona crome in ottave.
  • Vocoder V — Voci robotiche: Il vocoder è un timbro chiave (Kano, Lectric Workers).
  • Emulator II V — Cori e orchestra hit: Campioni anni '80 di cori 'aah' e orchestra hit.
  • Synclavier V — Bell e campane digitali: Timbri digitali brillanti tipici del pop elettronico europeo dei primi anni '80.

Struttura del brano

SezioneBattuteCosa succede
Intro8–16batteria e basso, poi arpeggi e lead (per i DJ)
Strofa 116voce, basso, pad
Pre / bridge8
Ritornello16lead synth + voce, crash
Strumentale8–16assolo di synth o vocoder
Strofa 2 + ritornello16 + 16
Break8solo synth, basso sospeso
Ritornello finale + outro16 + 16lead, fade o versione strumentale

Singoli radio 3:30–4:30; extended mix 5:30–7:30 sui 12".

Mix e master

Obiettivo sonoro

Brillante, spazioso e "lucido": cassa e basso definiti (più medi che sub), synth larghi con delay e riverbero abbondanti, voce in primo piano con molto ambiente. Riferimenti: Gazebo "I Like Chopin" (1983), Ryan Paris "Dolce vita" (1983), Baltimora "Tarzan Boy" (1985), Klein + M.B.O. "Dirty Talk" (1982), e per il revival Purple Disco Machine. Bilanciamento: voce 0, cassa −3, basso −3, rullante −4, lead −4, pad −8.

Cassa

HP 35 Hz; corpo 70–100 Hz (non sub estremo); click 3–5 kHz; compressione leggera; mono.

Rullante / clap

HP 150 Hz; corpo 200 Hz; schiocco 3–5 kHz; aria 10 kHz; plate o gated reverb 1,5 s (gate 300 ms) a −12 dB.

Hi-hat

HP 500 Hz; brillanti (shelf +2 dB 10 kHz); pan ±15; aperti ±20.

Tom elettronici

HP 60 Hz; pan da sinistra a destra nei fill; riverbero.

Basso

HP 35 Hz; corpo 80–150 Hz; presenza 800 Hz–1,5 kHz (si deve sentire l'ottava); compressione 3:1 2–3 dB; mono.

Synth (pad, brass, arpeggi, lead)

  • EQ: HP 150–250 Hz; presenza 2–4 kHz sui lead; nessun taglio eccessivo delle alte (il suono è brillante).
  • Spazio: delay 1/8 puntato o 1/4 (feedback 25–40%), riverbero hall/plate 2–3 s (Lexicon 224 style) a −12/−16 dB.
  • Stereo: arpeggi in ping-pong, pad larghi, lead al centro con delay laterali.
  • Modulazioni: chorus (Juno, Dimension D style).

Voce

  • EQ: HP 100 Hz; −2 dB 300 Hz; presenza 3–5 kHz; aria 12 kHz.
  • Compressione: 4–6 dB.
  • Spazio: plate 2 s a −12 dB, delay 1/8 puntato a −16 dB (molto anni '80).
  • Vocoder: HP 200 Hz, presenza 1–3 kHz, pan centro o stereo.

Bus, master

Drum bus 2 dB; synth bus con chorus/glue. Master: per lo stile originale −12/−10 LUFS; per il revival club −9/−7. True peak −1 dBTP.

Errori comuni

Sub moderno enorme; delay e riverbero insufficienti (suona "secco" e moderno); basso senza medi (l'ottava non si sente); voce troppo pulita e asciutta.

Brani di riferimento per il mix

  • Gazebo — I Like Chopin (1983)
  • Ryan Paris — Dolce vita (1983)
  • Baltimora — Tarzan Boy (1985)
  • Klein + M.B.O. — Dirty Talk (1982)

Ascolti di riferimento

  • Kano — I'm Ready (1980)
  • Klein + M.B.O. — Dirty Talk (1982)
  • Gazebo — I Like Chopin (1983)
  • Ryan Paris — Dolce vita (1983)
  • Righeira — Vamos a la playa (1983)
  • Savage — Don't Cry Tonight (1983)
  • Raf — Self Control (1984)
  • Baltimora — Tarzan Boy (1985)
  • Spagna — Call Me (1987)
  • Sabrina — Boys (Summertime Love) (1987)

Fonti

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