Storia e carattere
La musica colta russa nasce come scuola nazionale con Michail Glinka (1804–1857): le opere Una vita per lo Zar (1836) e soprattutto Ruslan e Ljudmila (1842), dove il mago Černomor è caratterizzato da una scala per toni interi discendente, e l'ouverture orchestrale Kamarinskaja (1848), variazioni su due canti popolari. Dopo di lui Aleksandr Dargomyžskij (Il convitato di pietra, con un recitativo modellato sulla lingua parlata).
Il nucleo della scuola è il Gruppo dei Cinque («Mogučaja kučka», il «Possente mucchietto», definizione del critico Vladimir Stasov), attivo tra il 1856 e il 1870 circa: Milij Balakirev (il leader: Islamey, il poema sinfonico Tamara, raccolte di canti popolari del Volga), César Cui, Modest Musorgskij (Boris Godunov, 1869/1874; Chovanščina; Una notte sul Monte Calvo; Quadri di un'esposizione per pianoforte, 1874, orchestrati da Ravel nel 1922; i cicli di canti Senza sole e Canti e danze della morte), Aleksandr Borodin (chimico di professione: l'opera Il principe Igor con le Danze polovesiane; Nelle steppe dell'Asia centrale; due quartetti), Nikolaj Rimskij-Korsakov (Shéhérazade 1888, Capriccio spagnolo, La grande Pasqua russa, quindici opere tra cui Il gallo d'oro e Sadko; il trattato Principi di orchestrazione, pubblicato postumo; maestro di Glazunov, Ljadov, Respighi, Stravinskij). I Cinque erano in gran parte autodidatti e si contrapponevano al sinfonismo di impronta tedesca del Conservatorio di San Pietroburgo di Anton Rubinštejn; attingevano a canti contadini, danze cosacche e caucasiche, canto liturgico ortodosso, suono delle campane, e a un orientalismo (Caucaso, Asia centrale) ricco di cromatismi e seconde eccedenti.
Accanto a loro Čajkovskij (vicino al linguaggio europeo ma profondamente russo nelle melodie), poi Glazunov, Ljadov (Baba-Jaga, Kikimora), Arenskij, Ippolitov-Ivanov, Rachmaninov (Vespri, 1915, sul canto liturgico) e il giovane Igor Stravinskij, che con i balletti per i Ballets Russes di Djagilev — L'uccello di fuoco (1910), Petruška (1911), La sagra della primavera (1913) — porta l'eredità dei Cinque (ottatonica, folklore, colore orchestrale) nel Novecento. In epoca sovietica la linea nazionale prosegue in Prokof'ev, Šostakovič, Chačaturjan (Gayaneh, Spartacus), Sviridov.
Scale e tonalità
Il linguaggio russo unisce la tonalità europea, i modi del canto popolare e liturgico e due scale simmetriche (esatonale e ottatonica) che diventano la firma della scuola. Numeri romani in minore relativi al minore naturale.
Modi popolari: eolio, dorico, misolidio
- Eolio 1 2 b3 4 5 b6 b7 — Re: D E F G A Bb C. Accordi: i ii° III iv v VI VII.
- Dorico 1 2 b3 4 5 6 b7 — Re: D E F G A B C. Accordi (relativi al minore naturale): i ii III IV v #vi° VII.
- Misolidio 1 2 3 4 5 6 b7 — Sol: G A B C D E F. Accordi: I ii iii° IV v vi bVII.
- Nota caratteristica: assenza di sensibile (b7): le cadenze russe arrivano alla tonica per grado dalla b7 o dalla 2, oppure in modo plagale.
- Mutabilità modale (peremennost'): la stessa melodia oscilla tra due centri, tipicamente un minore e il suo relativo maggiore (Re minore ↔ Fa maggiore): la melodia «non sa» dove finirà. È una caratteristica del canto contadino russo.
- Esempio: Musorgskij — Quadri di un'esposizione, «Promenade» (melodia pentatonico-modale con metri alternati 5/4 e 6/4).
- Errore comune: armonizzare un canto modale con V7 e sensibile a ogni cadenza: si perde il carattere popolare.
Pentatonica
- 1 2 3 5 6 — Do: C D E G A (anemitonica). Esempio: il coro d'apertura del Principe Igor (Borodin) usa C D E G A. Colore «primitivo», arcaico o «orientale».
Scala esatonale (per toni interi)
- 1 2 3 #4 #5 b7 — Do: C D E F# G# A#. Due sole trasposizioni.
- Nota caratteristica: nessun semitono; produce solo triadi aumentate.
- Uso: il male, il magico, il mostruoso. Esempio storico: Glinka — Ruslan e Ljudmila, il tema di Černomor (scala per toni interi discendente al basso).
Ottatonica («scala di Korsakov»)
- Semitono–tono: C Db Eb E F# G A Bb; tono–semitono: C D Eb F Gb Ab A B. Tre sole trasposizioni.
- Nota caratteristica: simmetria per terze minori: contiene quattro triadi maggiori (C, Eb, F#, A) e quattro minori, quattro settime di dominante e i due accordi diminuiti.
- Nel circolo di Rimskij-Korsakov era chiamata «gamma di Korsakov»; Stravinskij la usa ampiamente in Petruška e nella Sagra (fonte: Wikipedia, Octatonic scale).
- Uso: fantastico, magia, sortilegi (Rimskij, Sadko, Il gallo d'oro), tensione armonica sopra seste eccedenti francesi.
Scale «orientali»
- Minore con #4 (minore ungherese/«zingaro»): 1 2 b3 #4 5 b6 7 — La: A B C D# E F G#. Frigio dominante: 1 b2 3 4 5 b6 b7 — Mi: E F G# A B C D.
- Nota caratteristica: seconda eccedente e melismi cromatici: la «sensualità» orientale (Borodin, Danze polovesiane; Rimskij, Shéhérazade; Balakirev, Islamey).
Modi liturgici ortodossi
Il canto znamennyj e i suoi otto «glasy» (toni) sono modali e diatonici, spesso armonizzati a cappella con bassi profondi: la base dei Vespri di Rachmaninov.
Come scegliere
Modi popolari e mutabilità per il popolo e la natura; pentatonica per l'arcaico; esatonale per il mostro e la magia nera; ottatonica per il fantastico e il soprannaturale; scale orientali per l'Oriente e l'esotico; modi liturgici per il sacro e le campane.
Armonia
Principi
- Armonizzazione modale: triadi diatoniche senza sensibile, cadenze plagali (iv–i, IV–I) e cadenze «VII–i» al posto di V–I.
- Pedali e bordoni: quinte vuote al basso che imitano i bordoni degli strumenti popolari (gusli, ghironde, cornamuse) o il ronzio delle campane.
- Eterofonia (podgolosočnaja polifonija): più voci che variano contemporaneamente la stessa melodia, come nel coro contadino; Musorgskij e Stravinskij la trasferiscono all'orchestra.
- Campane: sovrapposizione di accordi e di intervalli dissonanti (seconde, settime, tritoni) che imitano gli armonici delle campane ortodosse. Esempio celebre: la scena dell'incoronazione del Boris Godunov, dove secondo le analisi più diffuse si alternano due accordi di settima di dominante a distanza di tritono (La b7 e Re7) sopra un pedale.
- Relazioni di terza e di tritono: tonalità a distanza di terza minore (ottatonica) o di tritono.
- Accordi del «Gallo d'oro» e del fantastico: triadi aumentate, accordi ottatonici, catene di settime diminuite.
- Armonizzazione «primitiva» di Musorgskij: quinte parallele, accordi giustapposti senza preparazione, dissonanze non risolte, declamato sopra accordi statici.
Ritmo armonico
Spesso lentissimo (pedali, campane, ostinati per decine di battute) con il colore affidato all'orchestrazione; più rapido nelle sezioni di danza.
Orchestrazione come armonia
Rimskij-Korsakov considera il timbro una parte dell'armonia: raddoppi brillanti (ottavino + glockenspiel + violini), armonici, divisi, accordi suddivisi tra famiglie diverse; nel suo trattato gli esempi sono tratti dalle sue opere.
Progressioni tipiche
| Nome | Tonalità | Accordi | Gradi | Come si usa |
|---|---|---|---|---|
| Campane dell'incoronazione (Boris) | Do maggiore (sospeso) | Ab7 D7 Ab7 D7 | bVI7 II7 bVI7 II7 | Due accordi di settima di dominante a distanza di tritono, che condividono le note Do e Fa#/Sol b, alternati su un pedale: il suono delle campane nella scena dell'incoronazione del Boris Godunov di Musorgskij. Prima che diventasse un'«idea» jazzistica, la sostituzione di tritono era già una campana russa. |
| Černomor (scala esatonale al basso) | Do (esatonale) | C Bbaug Abaug Gbaug Eaug Daug | I bVII+ bVI+ bV+ III+ II+ | Triadi aumentate sopra un basso che scende per toni interi (Do–Si b–La b–Sol b–Mi–Re): il mago malvagio di Ruslan e Ljudmila (Glinka, 1842). Schema indicativo. |
| Ottatonica per terze minori | Do (ottatonica) | C Eb F# A C | I bIII #IV VI I | Quattro triadi maggiori a distanza di terza minore, tutte contenute in un'ottatonica: il «fantastico» di Rimskij-Korsakov (Sadko, Il gallo d'oro) e di Stravinskij (L'uccello di fuoco). |
| Cadenza modale VII–i | Re minore (eolio) | Dm C Dm Bb C Dm | i VII i VI VII i | Cadenza senza sensibile: la tonica arriva dal VII maggiore. È il sapore dei canti contadini armonizzati (Balakirev, Rimskij) e dei cori dell'opera russa. |
| Mutabilità minore ↔ relativo | Re minore / Fa maggiore | Dm Am F C Dm | i v III VII i | La melodia si posa alternativamente su Re e su Fa: due centri tonali possibili. Armonizzazione modale con v minore (nessuna sensibile). |
| Plagale liturgica | Fa maggiore | F Bb Gm F | I IV ii I | Cadenza plagale con il ii come «sottodominante» (stile dei cori ortodossi a cappella, Rachmaninov, Vespri; Čajkovskij, Liturgia). Bassi profondi in ottava. |
| Orientalismo con seconda eccedente | La minore | Am Bb Am G#dim Am | i bII i vii° i | La b2 e la sensibile (Si b e Sol#) intorno alla tonica: il colore delle melodie «orientali» (Borodin, Danze polovesiane; Rimskij, Shéhérazade). La melodia gira cromaticamente su un pedale di tonica. |
| Accordo di Petruška (bitonale) | Do / Fa diesis | C/F# F# | I/#IV | Triadi di Do maggiore e Fa diesis maggiore sovrapposte (entrambe nella stessa ottatonica): il «grido» del burattino nel balletto di Stravinskij (1911). Il simbolo C/F# indica la sovrapposizione delle due triadi. |
Ritmo e groove
- Metri cangianti e irregolari tratti dal canto popolare: 5/4, 7/4, alternanze 5/4–6/4 (Musorgskij, Promenade), 5/4 nel valzer «zoppo» della Sinfonia Patetica di Čajkovskij.
- Danze: trepak (2/4 veloce, cosacco: Lo schiaccianoci), khorovod (danza in cerchio, lenta, 2/4 o 4/4), lezginka (danza caucasica veloce in 6/8, Glinka e Chačaturjan), danze polovesiane (velocità e accenti crescenti), kamarinskaja (2/4, una frase ripetuta molte volte con variazioni d'accompagnamento: la tecnica delle «variazioni Glinka»).
- Ostinati: figure ripetute come motore (Borodin, Nelle steppe: pizzicati in crome; Stravinskij, Sagra).
- Campane e corali: ritmo libero, pesante, «a rintocco».
- Asimmetrie di frase: frasi di 3, 5, 7 battute come nel canto popolare.
Batteria
Le percussioni della scuola russa
- Timpani: pedali, rulli, colpi alle cadenze; ostinati di timpani nelle danze.
- Tamburello, triangolo, piatti, grancassa, tamburo: nelle danze orientali e cosacche (Borodin, Danze polovesiane: tamburello e triangolo; Rimskij, Capriccio spagnolo con nacchere e tamburello; Shéhérazade con piatti, tamburo e tam-tam nella tempesta del finale).
- Campane (tubolari o «campane russe» simulate con tam-tam, pianoforte, ottoni): Musorgskij, Boris Godunov e La grande porta di Kiev (Quadri, orchestrazione di Ravel); Rimskij, La grande Pasqua russa.
- Glockenspiel, xilofono, celesta per il fiabesco (Ljadov, Rimskij, Čajkovskij).
- Percussioni della Sagra (Stravinskij): timpani a 2 esecutori, grancassa, tam-tam, guiro, piatti antichi, tamburello: le percussioni diventano motore ritmico primario.
Come pensano ritmicamente
Le percussioni colorano l'esotico (tamburello, triangolo, nacchere), imitano le campane, sostengono le danze con colpi regolari su ostinati ripetuti, e nei finali si accumulano in crescendo per le apoteosi corali.
Errori tipici
Percussioni «occidentali» generiche sotto un tema orientale (serve il colore specifico: tamburello, triangolo), campane senza riverbero, assenza di dinamica negli ostinati.
Basso
- Voci di basso come simbolo della musica russa: basso profondo e oktavist (che canta un'ottava sotto la parte di basso, fino a La1 o Sol1 nei cori liturgici), basso drammatico (Boris Godunov, Ivan Susanin, Don Chisciotte).
- Orchestra: contrabbassi e violoncelli spesso in pedale; tuba e tromboni per le scene solenni; fagotti e controfagotto per il grottesco (Musorgskij).
- Linee: bordoni di quinta, pedali di tonica per scene corali e campane, bassi ostinati nelle danze, bassi per toni interi (Glinka), bassi cromatici per l'orientale.
- Frequenze: i bassi corali russi scendono a 50–60 Hz con voce umana: nel mix vanno trattati come strumenti gravi (niente passa-alto aggressivi).
Strumenti armonici
- Orchestra brillante alla Rimskij-Korsakov: archi con divisi, armonici e pizzicati; legni solisti (clarinetto, oboe, flauto, fagotto) con melodie ornate; violino solista come voce narrante (Shéhérazade); arpa e celesta per il fiabesco; ottoni per l'epica (corni per la steppa, trombe per le fanfare).
- Pianoforte: virtuosismo (Islamey), campane (La grande porta di Kiev), colori popolari.
- Coro: protagonista dell'opera russa (il popolo nel Boris), dei Vespri, dei finali sinfonici; a cappella nella liturgia ortodossa (che vieta gli strumenti).
- Strumenti popolari (balalaika, domra, gusli, bajan/fisarmonica) imitati dall'orchestra (pizzicati, arpa, tremoli di mandolino) o inseriti nelle orchestre di strumenti popolari (Vasilij Andreev, fine Ottocento).
- Voicing: raddoppi in ottava e doppia ottava delle melodie popolari, accordi aperti con quinte al basso, colori puri (una famiglia per volta) secondo i principi di Rimskij-Korsakov.
Melodia e voci
- Melodie di stile popolare: ambito ristretto, pentatoniche o modali, ripetizione con variazione, frasi irregolari, finali sul 2° o 5° grado; la protjažnaja pesnja (canto «disteso») con lunghi melismi.
- Declamato di Musorgskij: la melodia segue l'intonazione naturale della lingua russa (Boris, Senza sole).
- Orientalismo: melismi cromatici, seconde eccedenti, ornamenti (Borodin, «Danza delle fanciulle polovesiane»; Rimskij, Shéhérazade, il tema del violino).
- Voci: bassi drammatici e profondi, tenori lirici (Lenskij nell'Evgenij Onegin di Čajkovskij), soprani lirici, mezzosoprani scuri (Marfa in Chovanščina); cori di popolo, di boiari, di monaci; coro a cappella liturgico.
- Temi ciclici e leitmotiv: Shéhérazade usa due temi principali (il sultano negli ottoni gravi e Shéhérazade al violino solo) che ritornano in tutti i quattro movimenti.
Strumenti
Orchestra sinfonica romantica con forte peso di legni solisti, arpa, percussioni (tamburello, triangolo, piatti, tam-tam, campane, glockenspiel, xilofono, nacchere), pianoforte, celesta; coro misto e coro maschile; voci di basso profondo; strumenti popolari: balalaika, domra, gusli, bajan (fisarmonica a bottoni), žaleika, rožok (corno da pastore), campane ortodosse.
Pattern di batteria
Synth e suoni
- Piano V — Campane e virtuosismo pianistico: Per Quadri di un'esposizione e Islamey: modello a coda con risonanza ricca, pedale lungo per le «campane» della Grande porta di Kiev.
- Augmented Strings — Archi di studio: Per abbozzare le melodie modali raddoppiate in ottava e i pizzicati delle danze.
- Augmented Voices — Cori liturgici e popolari: Pad corale scuro (vocali «oh», registro grave) per provare cori a cappella in stile ortodosso.
- Synclavier V — Campane russe: Sintesi additiva/FM per campane gravi con armonici non armonici (rapporti inarmonici), utili per simulare i carillon ortodossi.
- Mellotron V — Cori e archi a nastro: Per arrangiamenti prog di temi russi (il rock progressivo anni '70 ha riletto spesso Musorgskij, es. Emerson, Lake & Palmer con Pictures at an Exhibition, 1971).
Struttura del brano
Forme tipiche
- Poema sinfonico e quadro sinfonico (Borodin, Nelle steppe dell'Asia centrale; Musorgskij, Notte sul Monte Calvo; Ljadov): forma libera narrativa, spesso con due temi (russo e orientale) che si sovrappongono.
- Suite sinfonica a programma (Shéhérazade: quattro movimenti, temi ciclici).
- Variazioni a ostinato («variazioni Glinka»): un canto popolare ripetuto molte volte con accompagnamento che cambia (Kamarinskaja).
- Opera storica ed epica (Boris Godunov, Il principe Igor, Chovanščina) con scene di massa corali, e opera fiabesca (Rimskij: La fanciulla di neve, Sadko, Il gallo d'oro).
- Balletto (Čajkovskij; Stravinskij con i Ballets Russes): numeri di danza e scene pantomimiche.
- Ciclo pianistico a quadri (Quadri di un'esposizione: dieci quadri collegati dalla Promenade variata).
Arrangiamento e proporzioni
Ripetizione con variazione di timbro (lo stesso tema passa dal clarinetto al flauto al violino all'orchestra piena), crescendo per accumulo, finali corali o con campane. Un poema sinfonico: 8–20 minuti; un'opera: 3–4 ore; Shéhérazade circa 42–46 minuti.
Mix e master
Obiettivo sonoro
Brillantezza e colore orchestrale (ogni solista chiaro, percussioni scintillanti), profondità e potenza nei cori e nei bassi, campane e tutti con grande spazio. Riferimenti: registrazioni sovietiche Melodiya (suono più crudo e presente), registrazioni Decca, DG, Philips e RCA (Fritz Reiner con Chicago in Shéhérazade, 1960; Valery Gergiev con il Mariinskij; Evgenij Svetlanov).
Orchestra
- Microfonazione: tree + outrigger + ambient; spot per legni solisti, violino solista, arpa, percussioni, celesta.
- Legni solisti: spot a 1–1,5 m, livelli che permettano al solo di emergere senza «avvicinarlo» troppo (automazione +2/+3 dB nei soli).
- Violino solista (Shéhérazade): spot a 1–1,5 m sopra lo strumento, passa-alto 150 Hz, −1 dB a 3 kHz se aspro, riverbero comune.
- Archi: passa-alto per sezione, −1/−2 dB a 300 Hz; pizzicati con un po' più di spot per definizione.
- Ottoni: corni a sinistra, trombe e tromboni a destra dietro; nessuna compressione.
- Percussioni: tamburello e triangolo con spot leggero (alte frequenze già brillanti: niente boost), piatti e tam-tam con molta coda; campane con riverbero lungo (3–4 s).
- Spazio: hall 2–2,5 s.
Cori (opera e liturgia)
- Coro a cappella ortodosso: chiesa o sala riverberante (3–5 s); coppia principale + spot per i bassi profondi; non applicare passa-alto sopra 50 Hz sui bassi (perdi gli oktavisty); −1/−2 dB a 150–250 Hz se la chiesa rimbomba.
- Coro d'opera: coppia sopra il coro + spot per sezione; riverbero comune all'orchestra.
Voci soliste (opera russa)
Spot a 1,5–2 m; bassi drammatici con corpo (non tagliare sotto 70 Hz), passa-alto 60 Hz; nessuna compressione; automazione nei declamati.
Pianoforte (Musorgskij, Balakirev)
Coppia a 1,5–2,5 m; risonanza e pedale ben conservati nelle campane; −1/−2 dB a 200 Hz se gonfia; nessuna compressione.
Con librerie virtuali
- Legni solisti espressivi (patch con vibrato e legato), violino solo dedicato, percussioni etniche e orchestrali (tamburello, triangolo, campane tubolari).
- Melodie popolari raddoppiate per ottave: attenzione all'intonazione e alla dinamica coerenti tra le patch.
- Cori: patch di coro maschile grave per il colore russo; aggiungi un patch di basso «profundo» un'ottava sotto se disponibile.
Bus e gruppi
Archi, legni, ottoni, percussioni/campane, arpa/celesta/pianoforte, voci, coro; riverbero comune + riverbero lungo per campane e cori sacri.
Sidechain
No.
Master
- Target indicativo: −20/−16 LUFS integrati per orchestrale; −22/−18 per cori liturgici; true peak −1 dBTP; LRA 12–20 LU.
- Catena minima: EQ, limiter trasparente per i soli picchi di piatti e grancassa.
Errori comuni
- Percussioni brillanti troppo forti (tamburello e triangolo dominano gli acuti).
- Bassi corali tagliati da passa-alto «di routine».
- Soli dei legni sepolti o, al contrario, troppo ravvicinati.
- Campane senza spazio (diventano «suonerie»).
Brani di riferimento per il mix
- Rimskij-Korsakov — Shéhérazade (Fritz Reiner, Chicago Symphony, RCA 1960).
- Musorgskij/Ravel — Quadri di un'esposizione (registrazioni di riferimento).
- Borodin — Danze polovesiane con coro (registrazioni di riferimento).
- Rachmaninov — Vespri, op. 37 (registrazioni di cori russi o di ensemble come il coro della Radio svedese).
- Stravinskij — L'uccello di fuoco (registrazioni di riferimento).
Ascolti di riferimento
- Michail Glinka — Ruslan e Ljudmila: Ouverture (1842)
- Michail Glinka — Kamarinskaja (1848)
- Modest Musorgskij — Una notte sul Monte Calvo (1867; versione Rimskij-Korsakov 1886)
- Modest Musorgskij — Boris Godunov: scena dell'incoronazione (1874)
- Modest Musorgskij — Quadri di un'esposizione (1874; orch. Ravel 1922)
- Aleksandr Borodin — Nelle steppe dell'Asia centrale (1880)
- Aleksandr Borodin — Il principe Igor: Danze polovesiane (1890, postumo)
- Milij Balakirev — Islamey (1869)
- Nikolaj Rimskij-Korsakov — Capriccio spagnolo, op. 34 (1887)
- Nikolaj Rimskij-Korsakov — Shéhérazade, op. 35 (1888)
- Sergej Rachmaninov — Vespri (Veglia di tutta la notte), op. 37 (1915)
- Igor Stravinskij — L'uccello di fuoco (1910)
- Igor Stravinskij — Petruška (1911)