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Storia della teoria della fuga 1: da Zarlino a Fux

Dalle origini al Cinquecento

Nel Medioevo il termine fuga indica qualsiasi composizione in cui una voce segue un'altra imitandola, compreso quello che oggi chiamiamo canone. Il primo uso teorico si trova nello Speculum musicae di Jacobus di Liegi (1330 circa). Nel Rinascimento l'imitazione diventa la tecnica base del mottetto e della messa: ogni frase del testo riceve un motivo, le voci lo imitano, poi una cadenza chiude il punto d'imitazione.

Gioseffo Zarlino

Zarlino (1517–1590), maestro di cappella a San Marco a Venezia e allievo di Adrian Willaert, pubblica Le istitutioni harmoniche (1558). La terza parte è dedicata al contrappunto; la quarta ai modi. Contributi principali:

  • Distingue la fuga legata, in cui la seconda voce imita integralmente la prima (il nostro canone), dalla fuga sciolta, in cui l'imitazione riguarda solo l'inizio.
  • Chiama fuga l'imitazione esatta agli intervalli perfetti (unisono, quarta, quinta, ottava) e imitazione quella agli altri intervalli o non esatta; descrive anche l'imitazione per moto contrario.
  • Spiega il divieto di quinte e ottave consecutive in termini di varietà e di autonomia delle voci, e studia la falsa relazione.
  • Fonda l'armonia sulla triade e sul senario (rapporti da 1 a 6): è l'inizio della teoria armonica moderna.
  • Nelle Dimostrationi harmoniche (1571) rinumera i dodici modi partendo da C.

Il metodo delle specie esiste già in forma embrionale: Lanfranco (1533) e Zarlino descrivono gli esercizi per gradi; Diruta (Il Transilvano, 1610) e Zacconi (Prattica di musica, 1619) li presentano in modo più sistematico.

Dal Seicento a Fux

Nel Seicento la fuga diventa un genere strumentale (ricercare, canzona, capriccio, fantasia) con Frescobaldi, Sweelinck, Froberger, poi Buxtehude e Pachelbel. La teoria distingue stile antico (polifonia vocale) e stile moderno (monodia, basso continuo); i trattati di Bernhard e Berardi descrivono le figure e i diversi stili.

Johann Joseph Fux

Il Gradus ad Parnassum (Vienna, 1725) codifica le cinque specie e poi dedica una parte alla fuga:

  • Fuga nei modi: soggetto e risposta si scambiano quinta e quarta dell'ottava modale.
  • Fughe a due, tre e quattro voci con soggetti brevi in valori lunghi.
  • Contrappunto doppio all'ottava, alla decima e alla dodicesima, come strumento della fuga.
  • Stile ecclesiastico a cappella e stile misto.

La sua visione è conservatrice (il modello è Palestrina), ma la chiarezza didattica rende il libro il fondamento dell'insegnamento europeo per oltre un secolo. Alfred Mann ne ha tradotto e commentato la parte sulla fuga in The Study of Fugue (1958), insieme ai testi di Marpurg, Albrechtsberger e Martini.

Linee di continuità

AutoreOperaApporto alla teoria della fuga
ZarlinoLe istitutioni harmoniche, 1558fuga legata e sciolta, intervalli d'imitazione
ZacconiPrattica di musica, 1619esercizi sistematici di contrappunto
FuxGradus ad Parnassum, 1725specie, fuga modale, contrappunto doppio
MatthesonDer vollkommene Capellmeister, 1739terminologia (Gegenfuge per la contrafuga)

Errori tipici di lettura storica

  • Confondere la fuga rinascimentale (imitazione) con la fuga tonale barocca.
  • Attribuire a Fux l'invenzione delle specie: Fux le ha sistemate, non inventate.
  • Pensare che il Gradus descriva lo stile di Bach: descrive lo stile vocale antico, e la sua parte sulla fuga è modale.

Applicazione moderna

  • Composizione per film in stile antico: conoscere la differenza tra imitazione rinascimentale e fuga barocca permette di scegliere lo stile giusto per un'ambientazione (un mottetto imitativo per il Cinquecento, una fuga tonale per il Settecento).
  • Didattica: seguire la sequenza storica (imitazione, canone, fuga modale, fuga tonale) è un percorso di studio efficace anche oggi.
  • Cori: il repertorio rinascimentale imitativo è il miglior allenamento per un coro che vuole affrontare una fuga barocca.

Collegamenti

Gradus ad Parnassum di Fux, fuga nei modi, imitazione, tipi di canone, storia della teoria della fuga 2.

Fonti

Lezioni collegate