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Concerto grosso

Definizione

Il concerto grosso è la forma orchestrale barocca basata sul contrasto tra due gruppi:

  • il concertino: un piccolo gruppo di solisti (nel modello di Corelli due violini e un violoncello, più il continuo);
  • il ripieno (o concerto grosso propriamente detto, o tutti): l'orchestra d'archi completa con il basso continuo (clavicembalo o organo, violoncelli, contrabbassi, a volte tiorba).

Il principio è quello dell'alternanza solo/tutti: dinamica a terrazze (forte/piano), contrasto di densità e di timbro, dialogo.

Storia in breve

  • Arcangelo Corelli (1653–1713) ne fissa il modello: i 12 Concerti grossi op. 6 (pubblicati postumi ad Amsterdam nel 1714), divisi in otto concerti da chiesa (sequenza di movimenti lenti e veloci, stile più severo) e quattro concerti da camera (con danze). Il n. 8 in Sol minore è il celebre "fatto per la notte di Natale", con la Pastorale finale.
  • Georg Friedrich Händel: 12 Concerti grossi op. 6 (1739), che seguono il modello corelliano.
  • Antonio Vivaldi: nelle raccolte come L'estro armonico op. 3 (1711) alterna concerti per uno, due e quattro violini: il concerto grosso si avvicina al concerto solistico e alla forma con ritornello.
  • J. S. Bach: i sei Concerti brandeburghesi BWV 1046–1051 (dedica del 1721) usano concertini variabilissimi: nel n. 2 tromba, flauto dolce, oboe e violino; nel n. 5 flauto, violino e clavicembalo con una lunghissima cadenza del cembalo nel primo movimento; nel n. 3 tre gruppi di archi senza un vero concertino.
  • Novecento: Bloch, Martinů, e soprattutto Alfred Schnittke, Concerto grosso n. 1 (1977), che usa il modello barocco con citazioni e dissonanze "polistilistiche".

Struttura tipica

  • Concerto da chiesa (Corelli): 4 o più movimenti, schema lento–veloce–lento–veloce (Grave, Allegro fugato, Adagio, Allegro), spesso con movimenti brevi di transizione.
  • Concerto da camera: preludio + danze (allemanda, corrente, sarabanda, giga).
  • Concerto vivaldiano / tardo-barocco: 3 movimenti, veloce–lento–veloce, con i movimenti veloci in forma con ritornello (vedi la scheda "Concerto solistico").

Elementi di scrittura

  • Tutti: tutto l'organico in unisono o a quattro parti, forte, armonie piene, ritmo armonico regolare.
  • Concertino: texture a tre (due violini + violoncello), spesso in imitazione, con passaggi più virtuosistici; il continuo si alleggerisce.
  • Echi: una frase forte del tutti ripetuta piano dal concertino (dinamica a terrazze).
  • Progressioni (catene di settime, quinte discendenti) come materiale di collegamento.

Ascolto guidato (Corelli, op. 6 n. 8, "Per la notte di Natale")

  • Vivace–Grave iniziali: accordi del tutti con dissonanze sospese.
  • Allegro: imitazioni tra concertino e ripieno.
  • Pastorale finale (Largo, 12/8): pedale di tonica e terze parallele dei due violini solisti che imitano gli zampognari.

Applicazione per un produttore

Il principio concertino contro ripieno è un modello di arrangiamento sempre valido:

  • strofa = "concertino" (pochi elementi: chitarra, voce, basso, kit leggero);
  • ritornello = "ripieno" (tutto l'arrangiamento, archi, synth, cori);
  • un eco (la stessa frase ripetuta più piano, filtrata o con meno strumenti) crea profondità senza materiale nuovo.

Nel mix: il concertino può stare più vicino e asciutto (meno riverbero, più presenza intorno a 2–5 kHz), il ripieno più largo e distante (riverbero di sala con pre-delay 20–40 ms).

Collegamenti

Concerto solistico e forma con ritornello, Suite barocca, Orchestrazione: famiglie, estensioni e impasti, Sequenze armoniche, Basso numerato (basso continuo).

Fonti

Lezioni collegate