Definizione
La sonata-rondò combina il ritorno periodico del refrain del rondò con la logica tonale della forma sonata. Lo schema base è A B A – C – A B A (coda):
- la prima parte A B A funziona come un'esposizione: A in tonica, B nella tonalità secondaria (V in maggiore, III in minore), ritorno di A in tonica;
- C è la sezione centrale: un episodio nuovo oppure uno sviluppo del materiale di A e B;
- la parte finale A B A è una ripresa: B torna in tonica, come il secondo tema nella ripresa di una sonata.
Hepokoski e Darcy la chiamano sonata di tipo 4. È la forma prediletta per i finali di sonate, concerti e sinfonie del classicismo: ha la leggerezza del rondò (refrain riconoscibile, brillante) e la serietà della sonata (il secondo tema "risolto" in tonica).
Confronto con il rondò semplice
| Forma | Schema | Tonalità di B alla fine |
|---|---|---|
| Rondò a cinque parti | A B A C A | B compare una sola volta |
| Rondò a sette parti | A B A C A B A | B può tornare in un'altra tonalità |
| Sonata-rondò | A B A C A B A + coda | B torna in tonica, C spesso è uno sviluppo |
Varianti
- Il terzo A (dopo C) può essere omesso: A B A – C – B A (coda), con B in tonica che arriva direttamente dopo lo sviluppo (una "ripresa invertita").
- Il passaggio da A a B ha una vera transizione modulante, come in una sonata.
- La coda spesso cita A un'ultima volta in forma ridotta o accelerata.
Esempio: Beethoven, Sonata "Patetica" op. 13, III (Rondo. Allegro), Do minore
| Sezione | Tonalità | Contenuto |
|---|---|---|
| A | Do minore | refrain con ritmo agitato, tema discendente cantabile |
| Transizione + B | Mi bemolle maggiore (III) | tema secondario più brillante, con terzine |
| A | Do minore | ritorno del refrain |
| C | La bemolle maggiore (VI) | episodio contrappuntistico in stile imitativo |
| A | Do minore | refrain |
| B | Do maggiore | il secondo tema ora in tonica (maggiore) |
| A + coda | Do minore | ultimo refrain, coda con scale, cadenza finale fortissimo |
Numeri romani relativi alla minore naturale di Do: III = E♭, VI = A♭.
Altri esempi
- Mozart: molti finali dei concerti per pianoforte (per esempio K. 467, K. 482, K. 488) e delle sonate; spesso con cadenze brevi del solista prima del ritorno del refrain.
- Beethoven, Sinfonia n. 8, finale: sonata-rondò con coda lunghissima e modulazioni a sorpresa.
- Beethoven, Concerto per violino op. 61, finale (Rondo. Allegro): refrain in 6/8 di carattere popolare.
Come costruirla
- Scrivi un refrain A di 8–16 battute chiuso con cadenza perfetta in tonica (un tema "da canticchiare").
- Scrivi una transizione che modula alla dominante e un tema B contrastante (16 battute) con cadenza nella nuova tonalità; una retransizione riporta ad A.
- Per C scegli: episodio nuovo in una tonalità lontana (IV, vi o, in minore, VI) oppure sviluppo di A con progressioni.
- Riprendi A, poi B in tonica (riscrivi la transizione perché non moduli), A finale e coda.
Applicazione al pop e all'elettronica
La sonata-rondò è parente della forma strofa–ritornello: il ritornello è il refrain A, la strofa è un episodio che può cambiare, il bridge è C (sviluppo o materiale nuovo), e l'ultimo ritornello trasposto o arricchito è l'equivalente del "B in tonica": un elemento già sentito che ora arriva risolto. Pensare così ti aiuta a decidere quale materiale far tornare e come trasformarlo.
Collegamenti
Il rondò, La forma sonata, Forma sonata: Sonata Theory di Hepokoski e Darcy, Concerto solistico, Forma strofa–ritornello.