Cos'è
Elements of Sonata Theory (Oxford, 2006) di James Hepokoski e Warren Darcy propone di leggere la forma sonata non come uno stampo, ma come un insieme di norme e aspettative del Settecento: il compositore fa scelte rispetto a queste norme (default di primo, secondo, terzo livello) e le "deformazioni" sono scelte espressive. È, con Caplin, il modello più usato oggi nei corsi di analisi; i due approcci sono complementari (Caplin guarda le funzioni di frase, Hepokoski–Darcy le grandi tappe e le "rotazioni").
Le sigle
| Sigla | Significato | Cosa fa |
|---|---|---|
| P | Primary theme (tema principale) | afferma la tonica |
| TR | Transition | aumenta l'energia, spesso modula, termina con la MC |
| MC | Medial caesura | la "pausa centrale": semicadenza (I:HC o V:HC) seguita da uno stacco (pausa o riempimento) che apre la porta al tema secondario |
| S | Secondary theme | nella nuova tonalità, punta alla EEC |
| EEC | Essential Expositional Closure | la prima cadenza perfetta soddisfacente nella nuova tonalità che chiude S: il punto più importante dell'esposizione |
| C | Closing zone | materiale post-cadenzale dopo la EEC |
| ESC | Essential Structural Closure | l'equivalente della EEC nella ripresa, in tonica: il vero traguardo del movimento |
Tipi di esposizione
- Bipartita (two-part): con medial caesura chiara, P–TR | MC | S–C.
- Continua (continuous): senza MC; l'energia della transizione "trascina" fino alla cadenza nella nuova tonalità senza una netta separazione. Frequente in Haydn.
- Blocco trimodulare (TMB): due MC successive, con un primo S che "non parte" e un secondo che si stabilizza.
Le rotazioni
Il materiale dell'esposizione (P–TR–S–C) viene ripercorso in ordine nelle sezioni successive: lo sviluppo è spesso una rotazione parziale (inizia con P o con C e procede), la ripresa è una rotazione completa in tonica. Pensare per rotazioni aiuta a capire anche forme ottocentesche e brani pop (ogni "giro" strofa–ritornello è una rotazione).
I cinque tipi di sonata
| Tipo | Descrizione | Esempi |
|---|---|---|
| Tipo 1 | esposizione e ripresa, senza sviluppo | ouverture d'opera, movimenti lenti |
| Tipo 2 | binaria: la seconda rotazione inizia con uno sviluppo di P e prosegue con S in tonica (non c'è una ripresa di P in tonica) | Domenico Scarlatti, molti movimenti del primo classicismo |
| Tipo 3 | la sonata "da manuale": esposizione, sviluppo, ripresa | Mozart, Beethoven |
| Tipo 4 | sonata-rondò | finali di Mozart e Beethoven |
| Tipo 5 | sonata del concerto (ritornello orchestrale + esposizione solistica) | concerti di Mozart |
Esempio applicato (Mozart, Sinfonia n. 40 in Sol minore K. 550, I, linee generali)
- P: il celebre tema degli archi in Sol minore.
- TR: forte, energico, verso la dominante del relativo; MC su una semicadenza in Si bemolle, seguita da una pausa.
- S: tema cromatico discendente scambiato tra archi e fiati in Si bemolle maggiore, con espansioni prima della EEC.
- C: codette basate sul motivo di P.
- Sviluppo: rotazione basata su P, con modulazioni lontane.
- Ripresa: S torna in Sol minore (non in maggiore): la ESC chiude in minore, e la "tragedia" del movimento è proprio in questa scelta.
Perché serve a un produttore
- Il concetto di medial caesura è utilissimo: prima di un nuovo tema o di un ritornello serve una semicadenza + uno stacco (un break di batteria, un buco di mezzo battito, un riser che si ferma). Senza "pausa" il nuovo tema arriva come una continuazione.
- La EEC corrisponde alla prima cadenza piena dell'hook: se la eviti (cadenza d'inganno) e la rimandi, crei il "ritornello esteso" che il pop usa nell'ultima ripetizione.
Collegamenti
La forma sonata, Funzioni formali di Caplin, Forma sonata monotematica e altre varianti, Sonata-rondò, Concerto solistico, Ambiguità e aspettativa (Bernstein).