Forma e analisiAvanzato3 min di lettura

Forma sonata: la Sonata Theory di Hepokoski e Darcy

Cos'è

Elements of Sonata Theory (Oxford, 2006) di James Hepokoski e Warren Darcy propone di leggere la forma sonata non come uno stampo, ma come un insieme di norme e aspettative del Settecento: il compositore fa scelte rispetto a queste norme (default di primo, secondo, terzo livello) e le "deformazioni" sono scelte espressive. È, con Caplin, il modello più usato oggi nei corsi di analisi; i due approcci sono complementari (Caplin guarda le funzioni di frase, Hepokoski–Darcy le grandi tappe e le "rotazioni").

Le sigle

SiglaSignificatoCosa fa
PPrimary theme (tema principale)afferma la tonica
TRTransitionaumenta l'energia, spesso modula, termina con la MC
MCMedial caesurala "pausa centrale": semicadenza (I:HC o V:HC) seguita da uno stacco (pausa o riempimento) che apre la porta al tema secondario
SSecondary themenella nuova tonalità, punta alla EEC
EECEssential Expositional Closurela prima cadenza perfetta soddisfacente nella nuova tonalità che chiude S: il punto più importante dell'esposizione
CClosing zonemateriale post-cadenzale dopo la EEC
ESCEssential Structural Closurel'equivalente della EEC nella ripresa, in tonica: il vero traguardo del movimento

Tipi di esposizione

  • Bipartita (two-part): con medial caesura chiara, P–TR | MC | S–C.
  • Continua (continuous): senza MC; l'energia della transizione "trascina" fino alla cadenza nella nuova tonalità senza una netta separazione. Frequente in Haydn.
  • Blocco trimodulare (TMB): due MC successive, con un primo S che "non parte" e un secondo che si stabilizza.

Le rotazioni

Il materiale dell'esposizione (P–TR–S–C) viene ripercorso in ordine nelle sezioni successive: lo sviluppo è spesso una rotazione parziale (inizia con P o con C e procede), la ripresa è una rotazione completa in tonica. Pensare per rotazioni aiuta a capire anche forme ottocentesche e brani pop (ogni "giro" strofa–ritornello è una rotazione).

I cinque tipi di sonata

TipoDescrizioneEsempi
Tipo 1esposizione e ripresa, senza sviluppoouverture d'opera, movimenti lenti
Tipo 2binaria: la seconda rotazione inizia con uno sviluppo di P e prosegue con S in tonica (non c'è una ripresa di P in tonica)Domenico Scarlatti, molti movimenti del primo classicismo
Tipo 3la sonata "da manuale": esposizione, sviluppo, ripresaMozart, Beethoven
Tipo 4sonata-rondòfinali di Mozart e Beethoven
Tipo 5sonata del concerto (ritornello orchestrale + esposizione solistica)concerti di Mozart

Esempio applicato (Mozart, Sinfonia n. 40 in Sol minore K. 550, I, linee generali)

  • P: il celebre tema degli archi in Sol minore.
  • TR: forte, energico, verso la dominante del relativo; MC su una semicadenza in Si bemolle, seguita da una pausa.
  • S: tema cromatico discendente scambiato tra archi e fiati in Si bemolle maggiore, con espansioni prima della EEC.
  • C: codette basate sul motivo di P.
  • Sviluppo: rotazione basata su P, con modulazioni lontane.
  • Ripresa: S torna in Sol minore (non in maggiore): la ESC chiude in minore, e la "tragedia" del movimento è proprio in questa scelta.

Perché serve a un produttore

  • Il concetto di medial caesura è utilissimo: prima di un nuovo tema o di un ritornello serve una semicadenza + uno stacco (un break di batteria, un buco di mezzo battito, un riser che si ferma). Senza "pausa" il nuovo tema arriva come una continuazione.
  • La EEC corrisponde alla prima cadenza piena dell'hook: se la eviti (cadenza d'inganno) e la rimandi, crei il "ritornello esteso" che il pop usa nell'ultima ripetizione.

Collegamenti

La forma sonata, Funzioni formali di Caplin, Forma sonata monotematica e altre varianti, Sonata-rondò, Concerto solistico, Ambiguità e aspettativa (Bernstein).

Fonti

Lezioni collegate