Cos'è
Il corale è l'inno congregazionale luterano: melodie strofiche semplici, spesso cinquecentesche, cantate dall'assemblea. J. S. Bach ne scrisse centinaia di armonizzazioni a quattro voci come numeri conclusivi di cantate, Passioni e oratori. Dopo la sua morte il figlio C. P. E. Bach e il suo allievo J. P. Kirnberger raccolsero 371 di questi corali (edizione Breitkopf, 1784–1787); l'edizione Riemenschneider (Schirmer, 1941) dei "371 Chorales" è ancora oggi il testo d'esercizio standard nei conservatori e nei college (Berklee, RCM, programmi ABRSM di armonia avanzata).
Le caratteristiche dello stile
- Quattro voci vocali (soprano, contralto, tenore, basso), il soprano porta la melodia del corale, spesso raddoppiata da strumenti.
- Frasi segnate dalle corone (fermate): ogni corona è la fine di un verso del testo e quasi sempre una cadenza. Le corone non indicano necessariamente un rallentamento lungo, ma la fine della frase.
- Ritmo armonico veloce: di solito un accordo nuovo a ogni semiminima, a volte due per battito.
- Basso molto attivo e cantabile: si muove per grado, spesso in crome di passaggio, e dialoga in moto contrario con il soprano.
- Voci interne ricche di note di passaggio, ritardi (4–3, 7–6, 9–8) e anticipazioni, che creano un flusso continuo di crome anche quando la melodia ha solo semiminime.
- Settime frequenti: non solo V7, ma anche ii6/5, vii°7, settime sugli accordi di sottodominante, accordi di settima diminuita per tonicizzare.
- Tonicizzazioni e modulazioni rapide: dominanti secondarie a ogni frase, cadenze nelle tonalità vicine (V, vi, IV, ii, iii; in minore III, v, iv, VII).
- Finale in minore spesso con terza piccarda.
- Estensioni vocali: soprano circa C4–G5, contralto G3–C5/D5, tenore C3–G4/A4, basso E2/F2–C4/D4; distanza massima di un'ottava tra le voci superiori.
Cadenze tipiche
| Cadenza | Come appare nei corali |
|---|---|
| Perfetta autentica | V(7)–I con ritardo 4–3 o con la sensibile che sale, spesso preceduta da ii6/5 o IV |
| Semicadenza | ii6–V, IV–V, oppure V/V–V; frequente nelle frasi interne |
| Frigia (in minore) | iv6–V: il basso scende di semitono (6→5) |
| Plagale | IV–I come "Amen" o appendice dopo l'autentica, più rara |
| Cadenze nelle tonalità vicine | V/vi–vi, V/V–V… a metà del corale |
Esempi famosi
- "O Haupt voll Blut und Wunden" (melodia di Hans Leo Hassler): armonizzata più volte nella Passione secondo Matteo BWV 244, ogni volta in modo diverso: è un ottimo esercizio di confronto.
- "Wachet auf, ruft uns die Stimme": corale finale della cantata BWV 140.
- "Jesu, meine Freude": base del mottetto BWV 227.
- "Es ist genug" (cantata BWV 60): apertura per toni interi (tritono melodico) che Alban Berg citò nel Concerto per violino (1935).
Come si studia
- Copia un corale e scrivi i numeri romani sotto ogni battito.
- Segna le note estranee (passaggio, volta, ritardo) di ogni voce interna.
- Isola la linea di basso e cantala: noterai che è una melodia, non un sostegno.
- Confronta due armonizzazioni della stessa melodia.
Perché serve a un produttore
La densità di movimento delle voci interne nei corali è la stessa che rende "vivo" un pad o una sezione d'archi: invece di tenere accordi statici, fai muovere le voci centrali di grado, con un ritardo prima della cadenza. È anche un ottimo modello per arrangiamenti corali pop e gospel.
Collegamenti
Armonizzazione di un corale, Scrittura a quattro parti SATB, Note estranee all'accordo, Cadenze, Dominanti secondarie, Forme sacre: cantata e oratorio.