Che cos'è
Il Gradus ad Parnassum (1725) di Johann Joseph Fux (1660 circa – 1741), maestro di cappella alla corte imperiale di Vienna, è il manuale di contrappunto più studiato della storia. Scritto in latino e dedicato all'imperatore Carlo VI, fu tradotto in tedesco già nel 1742 da Lorenz Christoph Mizler, allievo di Bach, e poi in italiano, francese e inglese. L'edizione inglese di riferimento è quella curata da Alfred Mann: The Study of Counterpoint raccoglie la parte sulle specie da due a quattro voci, mentre The Study of Fugue contiene la parte sulla fuga insieme ai trattati di Marpurg, Albrechtsberger e Martini.
Il dialogo
La parte pratica è scritta come un dialogo tra maestro e allievo: il maestro Aloysius rappresenta lo stile di Palestrina, l'allievo Josephus rappresenta Fux stesso. L'allievo propone un esercizio, il maestro lo corregge, spiega l'errore e chiede una nuova versione. È un metodo per prove ed errori: la regola nasce dall'ascolto di un caso concreto, non da un elenco astratto. Per questo il libro funziona ancora oggi come quaderno di esercizi.
Il percorso
- Intervalli e moti: consonanze perfette e imperfette, dissonanze, i quattro moti e le quattro regole fondamentali.
- Cinque specie a due voci su un cantus firmus (canto dato in note lunghe):
- prima specie, nota contro nota;
- seconda specie, due note contro una, con la dissonanza di passaggio;
- terza specie, quattro note contro una, con la nota cambiata;
- quarta specie, sincopi e ritardi (preparazione, percussione, risoluzione);
- quinta specie, contrappunto fiorito che mescola le precedenti.
- Le stesse specie a tre voci e poi a quattro voci, sempre sui sei modi con finali D, E, F, G, A, C.
- Imitazione, fuga e contrappunto doppio, con esempi nei modi.
- Capitoli finali sullo stile ecclesiastico a cappella e sullo stile recitativo.
Fux dichiara che avrebbe voluto proseguire oltre le quattro voci, ma rinuncia per età e malattia.
Perché il metodo funziona
- Una variabile alla volta: in prima specie si studiano solo gli intervalli; in seconda si aggiunge il ritmo e la dissonanza di passaggio; in quarta il ritardo. L'allievo non deve gestire tutto insieme.
- Il cantus firmus fisso toglie il problema dell'invenzione melodica: tutta l'attenzione va alla relazione tra le voci.
- Ogni esercizio si ripete sopra e sotto il canto e in tutti i modi, così le regole si interiorizzano.
- Il riferimento stilistico è unico (la polifonia vocale del Cinquecento), quindi ogni scelta si giudica con un criterio coerente.
Chi lo ha usato
Haydn lavorò da solo tutti gli esercizi e ne trasse un compendio per i suoi allievi; Leopold Mozart lo usò con il figlio; Beethoven lo studiò con Haydn e con Albrechtsberger; una copia stava nella biblioteca di Bach. Nel Novecento la tradizione prosegue nei manuali di Jeppesen, Salzer e Schachter, Kennan e in quasi tutti i corsi di conservatorio.
Errori tipici nello studio
- Saltare le specie: chi passa subito al fiorito senza aver interiorizzato la prima specie scrive linee piene di quinte nascoste.
- Studiare solo sopra il canto: la versione con il contrappunto al basso è più difficile e insegna la funzione del basso.
- Trattare le regole come leggi assolute: sono regole di stile. Fux stesso, nel dialogo, ammette eccezioni quando il risultato suona meglio.
- Lavorare senza cantare: ogni esercizio va cantato o suonato; l'orecchio è il giudice finale.
Applicazione moderna
- Pop e cantautorato: la prima specie è il modo più rapido per scrivere una seconda voce o una linea di basso indipendente dalla melodia.
- Colonne sonore: la quarta specie insegna le catene di ritardi che danno tensione agli archi in un adagio; la quinta specie insegna a scrivere contromelodie fluide.
- Cori: le specie a tre e quattro voci sono un allenamento diretto per arrangiare cori a cappella senza ottave e quinte parallele.
- Routine di studio: un cantus firmus al giorno, una specie alla settimana, sopra e sotto, in almeno due modi diversi. Registrare l'esercizio in DAW con suoni di coro aiuta a sentire i difetti.
Collegamenti
Cantus firmus, modi ecclesiastici, quattro regole del moto, prima-quinta specie, specie a tre e quattro voci, storia della teoria della fuga.