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Analisi: Fuga in Do maggiore BWV 846 (Clavicembalo ben temperato I)

Dati

  • Prima fuga del primo libro del Clavicembalo ben temperato (raccolta datata 1722).
  • Quattro voci, 27 battute, metro 4/4.
  • Una delle fughe più dense di Bach: il soggetto è presente quasi senza interruzioni e la scrittura è dominata dagli stretti; non ci sono veri divertimenti.

Il soggetto

Inizia al contralto dopo una pausa di croma, sale per grado da C a F, scende, poi procede con un disegno di salti e un gruppo di semicrome fino a chiudersi su E nella seconda battuta: C D E F – G F E – A D G – A G F E. È lungo circa una battuta e mezza, diatonico, con un profilo che sale, scende e risale.

  • Testa: la scala C D E F, facilissima da riconoscere anche in stretto.
  • Coda: la figura in semicrome, che fornisce materiale di raccordo.

L'esposizione

  • Contralto: soggetto in Do.
  • Soprano: risposta reale in Sol (G A B C…), perché il soggetto non mette in rilievo la dominante nelle prime note.
  • Tenore e basso completano l'esposizione. L'ordine è soggetto, risposta, risposta, soggetto: un'eccezione all'alternanza abituale.
  • Non c'è un controsoggetto regolare: le voci libere accompagnano con contrappunto variabile.

La parte centrale

  • Il soggetto rientra in quasi tutte le battute, spesso in stretto a distanze diverse (mezza battuta, un quarto) e a intervalli diversi.
  • Le entrate si spostano alla dominante (con un passaggio in sol minore prima di arrivare a sol maggiore) e ad altre tonalità vicine, sempre senza episodi di collegamento.
  • Nelle battute 14–15 quattro entrate si succedono in un canone a quattro voci: è il punto di massima densità.

La conclusione

  • Le ultime entrate tornano alla tonica.
  • La fuga si chiude con quattro battute costruite sopra la tonica, con il basso fermo su C (pedale di tonica), e con un'ultima allusione al soggetto nelle voci superiori.

Che cosa insegna

  1. Una fuga può fare a meno dei divertimenti: la varietà nasce dagli stretti e dalle tonalità.
  2. Il soggetto è progettato per lo stretto: per grado, con armonia semplice, combinabile con sé stesso a molte distanze.
  3. La risposta reale è la scelta naturale per un soggetto che parte dalla tonica e si muove per grado.
  4. La densità cresce fino al canone a quattro voci, poi si scioglie sul pedale.

Come studiarla

  1. Segna in partitura ogni entrata del soggetto (testa evidenziata) e la voce che lo canta.
  2. Per ogni stretto annota distanza e intervallo tra le voci.
  3. Scrivi la mappa tonale: in quali battute il soggetto è in Do, Sol, la minore, re minore.
  4. Suona le voci a coppie per sentire le combinazioni.

Errori tipici nell'analisi

  • Cercare episodi che non ci sono.
  • Contare come entrate le sole teste: in una fuga a stretto è utile distinguere entrate complete e incomplete.
  • Confondere il pedale finale con una semplice nota lunga del basso: sopra il pedale l'armonia cambia.

Applicazione moderna

  • Produzione: un motivo semplice per grado può essere sovrapposto a sé stesso a distanze diverse (un quarto, mezza battuta) creando densità crescente, come negli stretti di questa fuga; è una tecnica utile nei build della musica elettronica e del minimalismo.
  • Colonne sonore: il canone a quattro voci come punto culminante, seguito da un pedale di tonica, è un modello di climax e risoluzione.
  • Cori: un soggetto per grado come questo è ideale per un fugato corale anche con coristi non professionisti.

Collegamenti

Fuga: piano formale, stretto, pedale e coda, risposta tonale e mutazione, Clavicembalo ben temperato: panoramica delle fughe, preludio.

Fonti

Lezioni collegate