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Sesta napoletana

Che cos'è

È la triade maggiore costruita sul secondo grado abbassato (bII), quasi sempre in primo rivolto: da qui il nome «sesta napoletana» (N6). Ha funzione di predominante.

  • In La minore: Bb/D (Bb D F).
  • In Do maggiore (in prestito dal minore/frigio): Db/F (Db F Ab).

Risoluzione tipica

  • In La minore: Bb/D – E7 – Am, oppure Bb/D – Am/E (6/4 cadenzale) – E7 – Am.
  • In Do: Db/F – G7 – C.

Condotta: il basso (D in La minore) sale a E; la nota Bb scende verso G# passando eventualmente per A (Bb–A–G#), creando la tipica terza diminuita melodica Bb–G#. Nel primo rivolto si raddoppia di norma il basso (la terza dell'accordo).

Perché suona così

Il bII ha una relazione cromatica con la dominante: Bb e F di Bb/D distano un semitono da A ed E, la nota caratteristica (Bb) sta un semitono sopra la tonica. Il risultato è un'ombra dolorosa subito prima della cadenza.

Nel pop e nel cinema

L'accordo di bII allo stato fondamentale è comune nelle musiche frigie, nel metal e nella trap scura: Am – Bb – Am. Non è una vera N6 funzionale ma ne condivide il colore.

Esempio reale

Il primo movimento della Sonata «al chiaro di luna» di Beethoven (op. 27 n. 2, 1801), in Do# minore, introduce quasi subito un accordo di D maggiore in primo rivolto: è la napoletana che colora l'apertura.

Fonti

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