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Rhythm changes come forma: struttura, arrangiamento e contrafact

Cos'è (dal punto di vista della forma)

I rhythm changes sono il giro armonico di "I Got Rhythm" di George e Ira Gershwin (musical Girl Crazy, 1930), diventato dopo il blues la seconda forma più usata del jazz. Qui ci interessa come forma: lo schema AABA a 32 battute, come lo si arrangia, come lo si improvvisa e come si costruiscono nuovi temi (contrafact) sulla stessa struttura. Per l'armonia dettagliata e le sostituzioni vedi la scheda "Rhythm changes (I Got Rhythm)".

La struttura (in Si bemolle, la tonalità tradizionale)

SezioneBattuteArmonia di base
A11–8giri I–vi–ii–V (B♭ Gm7 Cm7 F7) ×2, poi I–I7–IV–iv (o #iv°) e I–V–I
A29–16come A1, chiude in tonica
B (bridge)17–24III7 (D7) – VI7 (G7) – II7 (C7) – V7 (F7), due battute ciascuno: una catena di dominanti per quinte
A325–32come A2

La canzone originale di Gershwin ha una coda di 2 battute nell'ultima A (34 battute in tutto); i jazzisti la eliminano e suonano 32 battute regolari.

Il contrasto formale

  • Le A sono dense: un accordo ogni due battiti, ritmo armonico veloce, giri ripetuti.
  • Il bridge è più largo: un accordo ogni due battute, dominanti "aperte" che permettono frasi lunghe, tensioni alterate, cambi di colore.

Questo contrasto è il cuore della forma: chi improvvisa "corre" nelle A e "respira" (o costruisce una linea lunga) nel bridge.

Contrafact famosi

Un contrafact è un tema nuovo scritto sopra gli accordi di un brano esistente. Sui rhythm changes:

  • Charlie Parker / Dizzy Gillespie, "Anthropology"; Parker, "Moose the Mooche";
  • Sonny Rollins, "Oleo" (1954), con il bridge lasciato improvvisato nel tema;
  • Thelonious Monk, "Rhythm-a-ning";
  • Duke Ellington, "Cotton Tail" (1940);
  • Lester Young, "Lester Leaps In";
  • la sigla dei Flintstones (Hoyt Curtin) è anch'essa costruita su questa forma.

Come si arrangia un rhythm changes in un piccolo gruppo

  1. Intro: spesso 4 o 8 battute di batteria, o il giro I–vi–ii–V del pianoforte.
  2. Head (tema): uno o due chorus completi (AABA), con il tema all'unisono di sax e tromba nelle A; nel bridge a volte il tema lascia spazio a un solo (come in "Oleo").
  3. Assoli: ogni solista suona uno o più chorus da 32 battute; il ritmo armonico è veloce (tempi tipici del bebop: ♩ = 200–300).
  4. Trading fours / eights: solisti e batteria si alternano ogni 4 o 8 battute.
  5. Head out e finale: spesso un tag (ripetizione delle ultime 2–4 battute) o un finale "a stop".

Segnali di forma: i musicisti devono sentire dove inizia il bridge (battuta 17): un fill di batteria o un cambio di groove (per esempio da swing a latin nelle A e swing nel bridge in alcuni arrangiamenti) aiuta tutti a non perdere il punto.

Come analizzare un contrafact

  1. Verifica che la forma sia AABA da 32 battute in B♭.
  2. Confronta la melodia con gli accordi: che note cadono sui tempi forti dei giri I–vi–ii–V?
  3. Nel bridge individua le note guida (F♯ su D7, B su G7, E su C7, A su F7).
  4. Annota le sostituzioni suggerite dalla melodia.

Esercizio per un produttore

Costruisci un beat a 90 BPM (in stile jazz-hop) sulla struttura AABA dei rhythm changes: A con il giro B♭ Gm7 Cm7 F7 campionato o suonato al Rhodes, bridge con D7 – G7 – C7 – F7 di due battute ciascuno, con un cambio di batteria (cassa più piena, hi-hat aperto). Fai rappare o suonare un lead solo sul bridge: la forma AABA ti dà automaticamente un "verse–hook–bridge".

Collegamenti

Rhythm changes (I Got Rhythm), La forma della canzone americana a 32 battute, Head–assoli–head nel jazz, Standard jazz e forme armoniche, Dominanti secondarie e dominanti estese, Analisi di un brano jazz da lead sheet.

Fonti

Lezioni collegate