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Coltrane changes e Giant Steps

Definizione

Le Coltrane changes (dette anche Coltrane matrix, multi-tonic changes) sono una sostituzione del ii–V–I in cui il centro tonale si sposta per terze maggiori, dividendo l'ottava in tre parti uguali (come una triade aumentata). Ogni nuovo centro è preparato dalla sua dominante. John Coltrane le portò all'estremo nel 1959 con Giant Steps (album omonimo uscito nel 1960).

La formula

ii–V–I in Do su 4 battute: | Dm7 | G7 | Cmaj7 | Cmaj7 |

Versione Coltrane: | Dm7 Eb7 | Abmaj7 B7 | Emaj7 G7 | Cmaj7 |

  • Eb7 → Abmaj7 (V–I in Lab)
  • B7 → Emaj7 (V–I in Mi)
  • G7 → Cmaj7 (V–I in Do)

Le toniche C – Ab – E formano una triade aumentata: tre centri a distanza di terza maggiore. La versione "senza ii" parte direttamente da C: | C Eb7 | Ab B7 | E G7 | C |.

Giant Steps: la struttura (16 battute)

BattuteAccordiCentri
1–4Bmaj7 D7 / Gmaj7 Bb7 / Ebmaj7 / Am7 D7B → G → Eb (terze maggiori discendenti)
5–8Gmaj7 Bb7 / Ebmaj7 F#7 / Bmaj7 / Fm7 Bb7G → Eb → B
9–12Ebmaj7 / Am7 D7 / Gmaj7 / C#m7 F#7Eb, G (ii–V–I)
13–16Bmaj7 / Fm7 Bb7 / Ebmaj7 / C#m7 F#7B, Eb, ritorno a B

Le tre tonalità sono B, G, Eb. Nella prima metà il cambio avviene ogni 2 movimenti con dominanti dirette; nella seconda metà ogni centro è preparato da un ii–V completo. Il tempo dell'incisione è molto rapido (dell'ordine di 280–290 BPM): il pianista Tommy Flanagan, nell'assolo, si limitò quasi solo a note lunghe, a dimostrazione della difficoltà.

Precedenti e brani collegati

  • Have You Met Miss Jones? (Rodgers, 1937): il bridge in Fa passa per Bb – Gb – D, centri a terza maggiore: Bbmaj7 | Abm7 Db7 | Gbmaj7 | Em7 A7 | Dmaj7 | Abm7 Db7 | Gbmaj7 | Gm7 C7.
  • Countdown (Coltrane): riarmonizzazione di Tune Up. Inizia con | Em7 F7 | Bbmaj7 Db7 | Gbmaj7 A7 | Dmaj7 |, cioè un ii–V–I in Re "esploso" in tre centri.
  • 26-2 (su Confirmation), Satellite (su How High the Moon), l'arrangiamento di Body and Soul (bridge) e di But Not for Me.
  • Teoricamente il ciclo di terze maggiori ha radici nel cromatismo romantico e nel Thesaurus of Scales and Melodic Patterns di Slonimsky (1947), studiato da Coltrane.

Come si improvvisa e si accompagna

  • Pattern digitali 1–2–3–5 su ogni accordo maggiore e dominante (Coltrane li usò sistematicamente): su Bmaj7 B C# D# F#, su D7 D E F# A…
  • Note guida: Bmaj7 (D# – A#) → D7 (F# – C) → Gmaj7 (B – F#) → Bb7 (D – Ab) → Ebmaj7 (G – D). Le terze e settime si muovono quasi sempre per semitono.
  • Pianisti e chitarristi spesso usano voicing a 3 note (terza, settima, tensione) per non perdersi alla velocità.
  • Nel comping, i ii–V della seconda metà sono il punto di respiro.

Come usarle oggi

  • In un ponte pop o in un'intro cinematica: Cmaj7 – Eb7 – Abmaj7 – B7 – Emaj7 – G7 – Cmaj7 crea un "viaggio" che torna a casa in 4 battute.
  • Con synth pad e basso sintetico a 85–100 BPM la sequenza suona sognante e non "jazz da conservatorio".
  • Si possono usare solo due centri (Lazy Bird ne usa due a terza maggiore nella sezione A).

Esercizio

  1. Scrivi le Coltrane changes in Do con voicing a 4 parti (drop 2) e fai muovere ogni voce del minimo possibile.
  2. Trasponi in Fa: | Gm7 Ab7 | Dbmaj7 E7 | Amaj7 C7 | Fmaj7 |. Verifica: Ab7 → Db, E7 → A, C7 → F.
  3. Improvvisa con l'arpeggio di ogni accordo, metronomo a 120, poi alza di 10 BPM al giorno.

Collegamenti

Mediant cromatiche, il ii–V–I del jazz, ii–V correlati e secondari, sostituzione per terze, analisi armonica jazz.

Fonti

Lezioni collegate