Scale e modiIntermedio4 min di lettura

Modi ecclesiastici (gregoriani): autentici, plagali, finalis e corda di recita

Definizione

I modi ecclesiastici (o gregoriani) sono il sistema con cui il Medioevo classificava il canto liturgico. Non sono semplicemente "scale che partono da note diverse": ogni modo è definito da una finalis (la nota su cui la melodia conclude), da un ambitus (l'estensione della melodia) e da una corda di recita (la nota più ripetuta, detta anche tenor o repercussio). Il sistema classico conta otto modi, organizzati in quattro coppie.

Autentici e plagali

  • I modi autentici (numeri dispari) hanno un ambitus che va dalla finalis all'ottava superiore.
  • I modi plagali (numeri pari, prefisso ipo-) condividono la stessa finalis, ma l'ambitus va dalla quarta sotto alla quinta sopra: la finalis sta al centro della melodia.
ModoNomeFinalisAmbitusCorda di recita
IProtus autentico (dorico)ReRe–ReLa
IIProtus plagale (ipodorico)ReLa–LaFa
IIIDeuterus autentico (frigio)MiMi–MiDo
IVDeuterus plagale (ipofrigio)MiSi–SiLa
VTritus autentico (lidio)FaFa–FaDo
VITritus plagale (ipolidio)FaDo–DoLa
VIITetrardus autentico (misolidio)SolSol–SolRe
VIIITetrardus plagale (ipomisolidio)SolRe–ReDo

Regola di memoria: nei modi autentici la corda di recita è una quinta sopra la finalis (tranne il III, dove la quinta sarebbe il Si instabile e si sale al Do); nei plagali è una terza sotto quella dell'autentico corrispondente (con eccezioni quando cadrebbe sul Si).

Il Si bemolle e la musica ficta

Nella pratica il Si poteva essere abbassato per evitare il tritono con il Fa. Nel modo V (lidio) il Sib è così frequente che il modo suona spesso come un Fa maggiore. Nel modo I il Sib dà al dorico il colore di un re minore naturale. I cantori aggiungevano anche altre alterazioni non scritte (musica ficta), soprattutto per creare sensibili nelle cadenze.

Glareano e i dodici modi

Nel 1547 il teorico svizzero Glareano, nel trattato Dodecachordon, aggiunse quattro modi: eolio (finalis La) e ipoeolio, ionico (finalis Do) e ipoionico. Eolio e ionico sono i progenitori diretti del nostro minore e del nostro maggiore. Il locrio (finalis Si) rimase teorico, per la quinta diminuita sopra la finalis.

Differenze con i modi moderni

  • Nei modi moderni (jazz, pop) conta il colore della scala sopra una fondamentale; nei modi ecclesiastici conta il comportamento melodico: dove la melodia si ferma, dove recita, quanto si estende.
  • Un modo plagale e il suo autentico hanno le stesse note e la stessa finalis: cambia solo la posizione della melodia.
  • Due canti in modi diversi possono avere lo stesso ambitus (il I e l'VIII modo si muovono entrambi tra Re e Re): li distingue la finalis, Re nel primo e Sol nel secondo.

Errori tipici

  • Pensare che l'ipodorico sia una "scala da La": la finalis resta Re.
  • Ignorare la corda di recita: è la nota che dà identità al modo nell'ascolto.
  • Applicare la sensibile moderna (Do# in modo I) dappertutto: snatura il modo; nella musica antica si usa solo nelle cadenze.

Esempi

  • Dies irae: sequenza gregoriana in modo I (dorico), citata da Berlioz, Liszt, Rachmaninov e in molte colonne sonore.
  • Pange lingua: inno in modo III (frigio).
  • Veni Creator Spiritus: inno in modo VIII.
  • Quasi modo geniti: introito in modo VI.
  • Vaughan Williams, Fantasia su un tema di Thomas Tallis: il tema di Tallis è nel terzo modo, il frigio, e il suo colore arcaico pervade tutta la composizione.

Come usarlo in composizione

  • Per evocare il sacro o il medievale, scegli finalis e corda di recita e costruisci la melodia attorno a loro, per gradi congiunti e con ambitus limitato.
  • Scrivi una melodia plagale (finalis al centro) per un carattere raccolto, autentica (finalis in basso) per un carattere più aperto e ascendente.
  • Armonizzando, evita la dominante con sensibile: usa triadi diatoniche del modo e cadenze per moto contrario tra le voci.

Esercizio

  1. Scrivi una melodia di dieci note in modo I autentico e una in modo II plagale con la stessa finalis Re.
  2. Individua la corda di recita in una melodia gregoriana e conta quante volte compare.
  3. Armonizza una frase in modo VII senza usare il Fa#.

Collegamenti

Modo dorico; Modo frigio; Modo lidio; Modo misolidio; I modi della scala maggiore; Origini della notazione; Contrappunto di prima specie; Forme sacre: la messa e il mottetto.

Fonti

Lezioni collegate