Definizione
Si ha una falsa relazione (cross-relation) quando una nota e la sua versione alterata compaiono in due voci diverse, simultaneamente o in accordi consecutivi. Esempio: il soprano canta Fa e, nell'accordo successivo, il basso canta Fa#. L'orecchio percepisce una contraddizione cromatica (Fa contro Fa#) che non nasce da una linea melodica unica, e questo crea un effetto aspro.
Perché si evita (nello stile classico)
Quando il cromatismo resta nella stessa voce (Fa → Fa# nel contralto), l'orecchio segue una linea che si alza di semitono: il movimento è logico. Quando invece il Fa è in una voce e il Fa# in un'altra, l'orecchio sente due tonalità che si contraddicono. Per questo nella condotta delle voci di stile classico la regola è: l'alterazione cromatica di una nota deve avvenire nella stessa voce.
Come correggerla
- Sposta la nota alterata nella voce che aveva la nota naturale: invece di Fa (soprano) → Fa# (tenore), scrivi Fa → Fa# nel soprano.
- Se non è possibile, inserisci un accordo intermedio che separi le due note.
- Introducendo una dominante secondaria, controlla dove si trova nell'accordo precedente la nota che verrà alterata (per esempio il Fa prima di Re7 in Do maggiore).
Quando è accettabile
- Nelle scale minori: una voce scende con il VI e il VII grado naturali (in La minore: La–Sol–Fa–Mi) mentre un'altra sale con quelli alterati (Mi–Fa#–Sol#–La): è la conseguenza naturale della minore melodica usata nelle due direzioni.
- Quando una delle due note è una nota di passaggio cromatica.
- Come effetto espressivo voluto: nel Rinascimento e soprattutto nella musica inglese dei secoli XVI e XVII, la falsa relazione è un colore tipico.
La cadenza inglese
Nella cosiddetta cadenza inglese il VII grado abbassato (in una voce che scende) e la sensibile (in un'altra voce che sale) suonano a brevissima distanza o addirittura insieme: in Sol, Fa naturale contro Fa#. Tallis, Byrd e Purcell ne fanno un'impronta stilistica.
Regole pratiche
- Prima di scrivere un accordo cromatico, guarda quale voce ha la nota naturale nell'accordo precedente e falle fare il movimento cromatico.
- La falsa relazione tra voci esterne è la più evidente: evitala sempre nello stile classico.
- Negli arrangiamenti moderni (archi, coro, pad) vale lo stesso principio: se passi da Do maggiore a Lab maggiore, fai scendere il Mi a Mib nella stessa voce.
Errori tipici
- Introdurre una dominante secondaria con la nota alterata in una voce diversa da quella della nota naturale.
- Considerare falsa relazione anche un cromatismo nella stessa voce: quello è un normale passaggio cromatico.
- Correggerla spostando le voci in modo da creare parallele: risolvi un problema e ne crei un altro.
Esempi
- Byrd, «Ave verum corpus»: Sol# nel tenore e Sol naturale nel basso suonano insieme per un istante, una dissonanza aspra e intenzionale.
- Purcell: le cadenze inglesi nelle sue opere e negli anthem sono un tratto riconoscibile del suo stile.
- Bach, nei passaggi in minore: il VI e il VII grado naturali in una voce discendente e alterati in una voce ascendente compaiono a breve distanza.
- Arrangiamenti pop: il passaggio Do – Lab (interscambio modale) suona più fluido se nel pad il Mi scende a Mib nella stessa voce.
Come usarlo in composizione
- Evitala per ottenere un suono pulito e "classico"; cercala intenzionalmente per un colore arcaico, aspro o tipicamente inglese.
- Nella musica per film, una falsa relazione tra archi e ottoni (maggiore contro minore) crea inquietudine.
- In un coro, le false relazioni sono difficili da intonare: se le usi, scrivile in modo che ogni voce abbia una linea logica.
Esercizio
- Scrivi a quattro voci in Do maggiore I – V/V – V con il Fa del primo accordo nel contralto e il Fa# nel tenore; poi correggi.
- Scrivi una cadenza inglese in Sol maggiore con Fa e Fa# in due voci diverse.
- In una progressione Do – Lab – Sib – Do, distribuisci le voci di un pad in modo da evitare ogni falsa relazione.
Collegamenti
Regole di condotta delle voci; Dominanti secondarie; Interscambio modale; Armonia in tonalità minore; Voice leading cromatico tra accordi; Forme sacre: la messa e il mottetto.