Definizione
Una dominante (V7 o dominante secondaria) ha una risoluzione regolare: la sua tonica, una quinta sotto. Quando invece va su un altro accordo si parla di risoluzione irregolare. Non è un errore: è uno dei mezzi principali per allungare le frasi, sorprendere l'ascoltatore e collegare tonalità diverse. Il principio che le rende convincenti è che almeno le note con tendenza (sensibile e settima) si muovano in modo logico, anche se l'accordo d'arrivo è inatteso.
Le risoluzioni irregolari più comuni del V7 (in Do)
| Successione | Accordi | Che cosa succede alle voci |
|---|---|---|
| V7 – vi (d'inganno) | Sol7 – La min | sensibile sale a Do, settima scende a Mi, basso sale a La |
| V7 – IV6 | Sol7 – Fa/La | il basso sale a La, la settima Fa resta come nota comune |
| V7 – V7/IV | Sol7 – Do7 | la tonica arriva già con la settima (Sib): Si scende cromaticamente a Sib |
| V7 – V7/V o vii°7/V | Sol7 – Re7 o Fa#°7 | si torna "indietro" verso una nuova preparazione della cadenza |
| V7 – bVI | Sol7 – Lab | cadenza d'inganno cromatica (prestito dal minore) |
| V7 – I6/4 | Sol7 – Do/Sol | risoluzione ritardata: la cadenza vera arriva dopo |
Catene di dominanti
Quando una dominante secondaria risolve su un'altra dominante invece che su una triade, si forma una catena: Mi7 – La7 – Re7 – Sol7 – Do. A quattro voci la condotta è elegantissima: terza e settima di ogni accordo scendono di semitono e si scambiano di ruolo. In Mi7 la terza Sol# e la settima Re diventano in La7 la settima Sol e la terza Do#.
Ellissi
Si ha un'ellissi quando una dominante va a un'altra dominante saltando la tonica attesa (per esempio V7/ii che va direttamente al V7/V senza passare per il ii). L'orecchio "completa" mentalmente il passaggio mancante. È tipica dell'armonia romantica e del jazz.
Regole pratiche
- In ogni risoluzione irregolare controlla la sensibile (deve salire o restare come nota comune) e la settima (deve scendere o restare).
- Quando la settima non può scendere, tienila come nota comune nell'accordo successivo.
- Le catene di dominanti funzionano meglio con accordi alternati completi e incompleti (senza quinta).
- Dopo una o due risoluzioni irregolari serve una cadenza regolare, altrimenti la tonalità si indebolisce.
Errori tipici
- Far salire la settima senza motivo nella risoluzione irregolare.
- Usare tante risoluzioni irregolari di fila senza una meta: si perde il senso della tonalità.
- Scrivere le catene di dominanti in stato fondamentale complete, con quinte parallele.
Esempi
- Beethoven, Prima sinfonia: l'introduzione comincia con un Do7 che risolve su Fa (V7/IV – IV) e poi con una dominante che va su un accordo minore; la tonica di Do maggiore si fa attendere a lungo.
- Ponte dei Rhythm changes: Re7 – Sol7 – Do7 – Fa7 (in Sib), catena di dominanti per quinte.
- «Sweet Georgia Brown»: una lunga catena di dominanti che arriva alla tonica solo alla fine.
- Corali di Bach: risoluzioni V – vi e V – IV6 nelle frasi interne per allungare il discorso.
- Chopin e Liszt: ellissi di dominanti che scivolano cromaticamente l'una nell'altra.
Come usarlo in composizione
- Per allungare una frase, sostituisci la cadenza attesa con V7 – vi o V7 – IV6 e poi ripeti la cadenza in forma regolare.
- Per un bridge, costruisci una catena di dominanti che parte da un grado lontano e arriva alla dominante principale.
- Nel pop, V – IV6 (Sol – Fa/La) è una variante elegante della cadenza d'inganno.
Esercizio
- Scrivi a quattro voci in Fa maggiore: I – V7 – vi – ii6 – V7 – I e I – V7 – IV6 – V7 – I.
- Scrivi la catena La7 – Re7 – Sol7 – Do7 – Fa con terze e settime che scendono di semitono.
- Riarmonizza la cadenza finale di un tuo brano con una risoluzione irregolare seguita da una regolare.
Collegamenti
Accordo di settima di dominante; Cadenza d'inganno e varianti; Dominanti secondarie e dominanti estese; Progressioni tonali e modulanti; Rhythm changes; Tonicizzazione.