Il principio
Nel jazz gli accordi di base sono accordi di settima con tensioni (9, 11, 13), e il ritmo armonico è spesso veloce (due accordi per battuta). Il pianista o l'arrangiatore non può "saltare" da una posizione all'altra: deve collegare gli accordi con movimento minimo. La regola d'oro: la terza di un accordo diventa la settima del successivo e la settima scende di semitono (o di tono) e diventa la terza quando gli accordi si muovono per quinte (ii–V–I, circolo). È lo stesso principio del corale bachiano applicato agli accordi di settima. (La teoria delle linee guida è nella scheda "Guide tone lines"; qui si estende a voicing completi a quattro e cinque voci.)
La catena delle settime nel ii–V–I in Do
- Dm7: terza F, settima C
- G7: settima F (la terza di Dm7 resta ferma), terza B (la settima di Dm7 scende di semitono C→B)
- Cmaj7: terza E (la settima di G7, F, scende a E), settima B (la terza di G7 resta)
Due sole voci disegnano già l'intera progressione: F/C → F/B → E/B.
Voicing senza fondamentale (rootless, tipo A e tipo B)
Diffusi da pianisti come Bill Evans e Wynton Kelly a fine anni Cinquanta e descritti da Mark Levine (The Jazz Piano Book, The Jazz Theory Book): il bassista suona la fondamentale, il pianista suona quattro note 3–5–7–9 (tipo A) o 7–9–3–5 (tipo B, con la 13 al posto della 5 sulle dominanti).
| Accordo | Tipo A | Tipo B |
|---|---|---|
| Dm9 | F A C E | C E F A |
| G13 | F A B E (7 9 3 13) | B E F A (3 13 7 9) |
| Cmaj9 | E G B D | B D E G |
Collegamento: A → B → A (Dm9 A, G13 B, Cmaj9 A) oppure B → A → B. Nel primo caso: F–A–C–E → F–A–B–E → E–G–B–D: si muovono una o due voci per volta, sempre di grado.
Regole pratiche
- Note comuni ferme, le altre di grado: un voicing ben condotto si muove come quattro linee, non come blocchi.
- Risoluzione delle tensioni: sulle dominanti la ♭9 scende alla 5 dell'accordo successivo (A♭ su G7♭9 → G su C), la 13 scende alla 9 (E → D), la ♯11 o la ♭13 scendono di semitono.
- Registro: i voicing rootless stanno tra circa D3 e C5 (il "limite di intervallo grave": sotto il F3 terze e seconde diventano fangose).
- Moto contrario rispetto al basso quando possibile, per evitare che tutto si muova in parallelo.
- Sostituzione di tritono: G7 e D♭7 condividono le guide F e B (C♭): con la stessa condotta delle voci puoi cambiare basso senza cambiare le voci superiori.
- Planing (eccezione): nello stile modale o nei soli a blocchi si muovono voicing paralleli (quartali alla McCoy Tyner, block chords alla George Shearing): l'effetto è voluto, ma va usato come colore, non come default.
Turnaround e circolo esteso
Nel circolo Em7–A7–Dm7–G7–Cmaj7 la catena 3→7 continua: G/D (Em7) → G/C♯ (A7) → F/C (Dm7) → F/B (G7) → E/B (Cmaj7). Con le tensioni ottieni una linea discendente cromatica interna (D–C♯–C–B) che si sente come una melodia: è il "segreto" del suono di molti standard.
Esempio reale
- "Autumn Leaves" (Kosma; standard): Cm7–F7–B♭maj7–E♭maj7–Am7♭5–D7–Gm. Le guide E♭/B♭ → E♭/A → D/A → D/G → C/G → C/F♯ → B♭/F♯… disegnano una discesa continua.
- Bill Evans, "Waltz for Debby" (Village Vanguard, 1961): ascolta come la mano sinistra lega gli accordi con voicing rootless che cambiano una nota alla volta.
Esercizio per un produttore
- In FL Studio programma un ii–V–I in tutte e 12 le tonalità usando solo voicing tipo A → B → A (o B → A → B), con un basso separato.
- Usa un Rhodes (Stage-73 V) e controlla che nessuna nota salti più di un tono.
- Aggiungi la ♭9 sul V (A♭ su G7) e verifica che scenda su G.
- Riusa la stessa condotta su un loop neo-soul (Dm9 – G13 – Cmaj9 – A7♭13): avrai accordi ricchi senza fango nei medi.
Collegamenti
Guide tone lines, Il ii–V–I del jazz, Voicing: stretto, aperto, drop 2, shell, Estensioni e tensioni, Sostituzione di tritono, Analisi di un brano jazz da lead sheet.