Definizione
Le settime secondarie (o non di dominante) sono gli accordi di settima costruiti sui gradi diversi dal V: in Do maggiore Imaj7 (Do–Mi–Sol–Si), ii7 (Re–Fa–La–Do), iii7 (Mi–Sol–Si–Re), IVmaj7 (Fa–La–Do–Mi), vi7 (La–Do–Mi–Sol). Nello stile classico la loro settima è una dissonanza da preparare e risolvere; nel jazz e nel pop diventa invece un colore stabile.
Il trattamento classico della settima
- Preparazione: la nota che diventerà settima è presente nella stessa voce nell'accordo precedente come consonanza (per esempio il Do in I, che resta e diventa la settima di ii7).
- Dissonanza: la settima suona sul tempo forte o all'arrivo dell'accordo.
- Risoluzione: scende di grado sull'accordo successivo (Do → Si nel V).
È lo stesso schema del ritardo: per questo nelle progressioni barocche le settime si concatenano come una catena di ritardi.
I singoli accordi
| Accordo | Funzione | Uso tipico | Risoluzione della settima |
|---|---|---|---|
| ii7 (e ii6/5, Fa nel basso) | predominante | ii6/5 – V – I, la più frequente | Do → Si |
| IVmaj7 | predominante | IV7 – V, nelle progressioni per quinte | Mi → Re |
| vi7 | collegamento verso il ii | vi7 – ii7 – V7 – I | Sol → Fa |
| Imaj7 | tonica dissonante, raramente in finale | Imaj7 – IVmaj7 in progressione | Si → La |
| iii7 | collegamento verso il vi | iii7 – vi7 | Re → Do |
| viiø7 | dominante | vedi scheda dedicata | La → Sol |
Le progressioni di settime
Una catena di quinte discendenti con tutte settime diatoniche: Imaj7 – IVmaj7 – viiø7 – iii7 – vi7 – ii7 – V7 – I. Nella condotta classica a quattro voci si alternano accordi completi e incompleti (senza quinta) per evitare parallele: ogni settima si prepara come nota comune e scende sull'accordo successivo, dove diventa la terza.
Regole pratiche
- Nello stile classico, il ii6/5 è la settima secondaria più sicura: il Fa nel basso sale a Sol, il Do (settima) scende a Si.
- Prepara la settima ogni volta che puoi; in alternativa falla entrare per grado come nota di passaggio.
- Nel jazz e nel pop la settima non ha bisogno di preparazione né di risoluzione: Cmaj7 e Fmaj7 possono durare intere battute.
- La settima maggiore (Imaj7, IVmaj7) è più dissonante della minore (ii7, vi7): in stile classico va trattata con più cura.
Errori tipici
- Far salire la settima in una condotta classica.
- Concludere un brano classico su un Imaj7: nello stile tonale settecentesco non è una tonica stabile.
- Raddoppiare la settima.
Esempi
- Bach, Preludio in Do maggiore (Clavicembalo ben temperato, I): nella seconda battuta compare Re min7 con il Do nel basso (ii4/2), preparato dalla tonica precedente; il Do scende poi a Si nel Sol7/Si della battuta successiva.
- Corelli e Vivaldi: progressioni per quinte discendenti con catene di settime nelle sonate a tre e nei concerti.
- «Autumn Leaves»: La min7 – Re7 – Solmaj7 – Domaj7 – Fa#m7(b5) – Si7 – Mi min è la catena di settime diatoniche per quinte.
- «Fly Me to the Moon»: La min7 – Re min7 – Sol7 – Domaj7 – Famaj7 – Sim7(b5) – Mi7 – La min.
Come usarlo in composizione
- Per una progressione barocca, scrivi una catena di quinte discendenti con settime preparate: il risultato è una spinta continua e "inevitabile".
- Nel pop, aggiungere la settima ai gradi ii, IV e vi ammorbidisce il suono senza cambiare la funzione.
- Usa Imaj7 e IVmaj7 per atmosfere sognanti (city pop, neo-soul, bossa nova).
Esercizio
- Scrivi in Sol maggiore a quattro voci: I – ii6/5 – V7 – I, preparando la settima del ii.
- Scrivi la catena completa di settime per quinte in Fa maggiore, alternando accordi completi e incompleti.
- Riarmonizza un giro I – vi – ii – V di una canzone usando solo settime e ascolta il cambio di colore.
Collegamenti
Le qualità degli accordi di settima; Accordi di settima; Sequenze armoniche e progressione per quinte; Ritardi; Il ii–V–I del jazz; Armonia neo-soul.