1. Dati di base
BPM, metro, tonalità (cerca la tonica con il basso e la nota su cui la melodia «si siede»), durata.
2. Mappa formale
Timestamp e numero di battute per ogni sezione (intro, strofa, pre, chorus, post, bridge). Annota dove entra l'hook per la prima volta.
3. Armonia
Accordi e numeri romani per sezione, ritmo armonico, cadenze o assenza di cadenze, prestiti modali, modulazioni, pedali.
4. Melodia
Estensione per sezione, contorno (sale, scende, arco), rapporto con gli accordi (note dell'accordo o tensioni sui tempi forti), motivi ripetuti, posizione del titolo.
5. Testo e prosodia
Schema di rime (senza trascrivere il testo), lunghezza dei versi, punto di vista, dove cade il titolo, coerenza tra parole, melodia e armonia.
6. Ritmo e groove
Pattern di batteria, swing o dritto, half-time, sincopi, rapporto cassa–basso.
7. Arrangiamento
Entrate e uscite degli strumenti sezione per sezione, registri occupati, densità, contrasto strofa/chorus.
8. Produzione e mix
Sound principali, effetti, spazio, larghezza stereo, loudness indicativa.
9. Sintesi
Curva di energia del brano e una lista di 3 idee da riutilizzare.
Esempio applicato: «Let It Be» (Beatles, 1970), Do maggiore
- Strofa: C G Am F C G F C (I V vi IV I V IV I).
- Ritornello: Am G F C, poi C G F C: si chiude con una cadenza plagale.
- Melodia: strofa raccolta e discorsiva, ritornello che ripete il titolo come un inno.
- Arrangiamento: parte con pianoforte e voce in stile gospel, poi entrano gradualmente basso, batteria, organo, cori e un assolo di chitarra; la curva di energia cresce per addizione.
- Idea da rubare: un giro di quattro accordi diatonici, una melodia semplice e un arrangiamento che aumenta a ogni giro.