L'accordo
L'accordo di Tristano è il primo accordo del Preludio di Tristan und Isolde di Richard Wagner (composto 1857–59, prima rappresentazione a Monaco nel 1865). Note (dal basso): F – B – D# – G#. Enarmonicamente equivale a un accordo semidiminuito: F – Ab – Cb – Eb (Fø7). Rispetto al basso F contiene una quarta eccedente (B), una sesta eccedente (D#) e una nona eccedente (G#).
Il contesto (prime 3 battute, La minore implicito)
- I violoncelli suonano A (levare) e poi F – E – D#.
- Sul D# arriva l'accordo F – B – D# – G#.
- L'oboe sale G# – A – A# – B.
- Si arriva a E7 (E – G# – D – B): la dominante di La minore, che però non risolve su La. Il Preludio ripete il gesto più volte, trasponendolo, rimandando continuamente la risoluzione.
Le interpretazioni
Non c'è accordo su "che cosa sia". Le principali letture:
- Sesta francese (F – B – D# – A) con G# appoggiatura di A: predominante in La minore che va su V7 (Benward–Saker, Lerdahl).
- Sesta eccedente su F (F – A – D#), con altre note come ornamenti (Alfred Lorenz).
- V/V con fondamentale B (Piston, Schoenberg).
- Accordo semidiminuito (Fø7) di funzione sottodominante.
- Accordo ibrido ("Zwitterakkord", Mayrberger, 1878).
- Insieme atonale 4–27 (Allen Forte).
Il fatto stesso che ammetta tante letture è il suo significato: è l'emblema dell'ambiguità tonale.
Le tecniche del cromatismo wagneriano
- Appoggiature lunghe e cromatiche che diventano parte dell'armonia (G# → A dell'oboe).
- Dominanti non risolte o risolte in modo d'inganno: tensione continua ("desiderio" senza appagamento).
- Condotta delle voci per semitono: gli accordi cambiano spostando una o due voci di mezzo tono.
- Accordi semidiminuiti e diminuiti usati come snodi enarmonici per modulare.
- Melodia infinita (unendliche Melodie): frasi che non cadenzano mai in modo netto.
- Leitmotiv: motivi armonico-melodici associati a personaggi e idee, trasformati di continuo.
La risoluzione definitiva arriva solo alla fine dell'opera (la Liebestod), che si chiude in Si maggiore: oltre quattro ore dopo il primo accordo.
Eredità
- Debussy lo cita in tono parodico in Golliwogg's Cakewalk (Children's Corner); Berg lo cita nella Suite lirica.
- Bernard Herrmann ne fa un uso esplicito in Vertigo (1958); Lars von Trier usa il Preludio in Melancholia (2011).
- Leonard Bernstein, in The Unanswered Question (1973), vede nel Tristano il punto in cui l'ambiguità tonale arriva al limite, aprendo la strada a Schoenberg.
Come usarlo oggi
- Un semidiminuito che va a una dominante senza risolvere crea tensione cinematografica: Fø7 → E7 → (silenzio) → Fø7 → E7, trasposto una terza minore sopra a ogni ripetizione.
- In un ii–V minore (Bø7 – E7 – Am) prova a spostare il ii a Fø7 (enarmonia del Tristano): stessa funzione, colore più "romantico".
Esercizio per il produttore
- Archi (ensemble) a 60 BPM: violoncello A (levare) – F – E – D#; poi accordo F – B – D# – G#; oboe G# – A – A# – B su E7.
- Ripeti la figura una terza minore sopra (come fa Wagner) senza mai risolvere su Am.
- Alla fine, dopo 16 battute di tensione, risolvi finalmente su A maggiore (terza piccarda): senti la potenza della risoluzione rimandata.
Collegamenti
Accordi di sesta eccedente, accordo di settima diminuita, voice leading cromatico, progressione omnibus, Schoenberg (introduzione), ambiguità e aspettativa (Bernstein).