Oltre le regole di base
Le regole della scrittura a quattro parti (condotta delle voci, raddoppi, quinte parallele) sono nella scheda "Scrittura a quattro parti SATB". Qui si tratta della scrittura per coro reale: tessitura, testo, respiro, divisi, densità, colore. Riferimenti: Aldwell-Schachter per la condotta delle voci, la tradizione inglese delle cattedrali (Royal School of Church Music), la coralità contemporanea (Whitacre, Lauridsen, Rutter, Arvo Pärt).
Tessitura prima dell'estensione
Un coro canta bene quando ogni sezione sta nella sua tessitura comoda per gran parte del brano (vedi Estensioni vocali). Una regola pratica: le note estreme si toccano, non si tengono. Esempio: soprani fino a G5 per una nota lunga in forte nel climax; per il resto tra D4 e D5.
Spaziatura (spacing)
- Massimo un'ottava tra soprano e contralto e tra contralto e tenore; tra tenore e basso si può arrivare a una dodicesima.
- Posizione stretta (le tre voci superiori entro un'ottava): suono compatto e omogeneo.
- Posizione aperta: suono ampio e risonante, ideale per i climax.
- Evitare terze strette nel grave (bassi e tenori a distanza di terza sotto C3).
Divisi: SSAATTBB e oltre
- I divisi raddoppiano le possibilità armoniche ma dimezzano il volume di ogni parte: per un coro di 24 persone, un divisi a 8 significa 3 voci per parte.
- Divisi tipici: soprani in terza per un accordo aperto, bassi in ottava per il fondamento (B1 o C2 con i bassi profondi).
- Cluster: accordi di note per grado congiunto (seconde), molto usati nella coralità contemporanea. Eric Whitacre, Lux Aurumque (2000): accordi con seconde aggiunte che "brillano" quando il coro è ben intonato.
Accordi e tensioni nel coro
- Il coro intona per orecchio: tensioni (9, 11, 13) sono più facili se arrivano per grado e se la nota di tensione è preparata in un'altra voce.
- Note comuni tenute tra accordi aiutano l'intonazione.
- Accordi add9 e sus sono caratteristici della coralità moderna (Morten Lauridsen, O Magnum Mysterium, 1994).
Testo e prosodia corale
- Sillabico (una nota per sillaba) per chiarezza; melismatico per espressione.
- Mettere le consonanti finali insieme in tutte le voci (indicarle in partitura: "chiudere la n sul tempo 3").
- Vocali aperte sulle note acute lunghe.
- Il testo deve essere comprensibile: se tutte le voci cantano parole diverse in contrappunto, il testo si perde (si risolve con passaggi omoritmici nei punti chiave).
Tessiture e ruoli che cambiano
- Melodia ai tenori o ai contralti: con le altre voci in accompagnamento su "oo" o "mm".
- Bocca chiusa (humming): pad corale, morbido, ottimo sotto un solista.
- Ostinato vocale: una sezione ripete una figura (spesso i bassi), le altre cantano il tema.
- Antifonia: due semicori che si rispondono (doppio coro, tradizione veneziana di Giovanni Gabrieli).
Respiro
Ogni frase lunga deve avere punti di respiro indicati; per note lunghissime si usa il respiro a catena (staggered breathing): ogni cantante respira in un momento diverso, il suono resta continuo.
Esempi
- Rachmaninov, Vespro op. 37 (1915): divisi ampi e bassi profondi.
- Samuel Barber, Agnus Dei (1967, arrangiamento corale del suo Adagio per archi).
- Eric Whitacre, Lux Aurumque; Arvo Pärt, Magnificat (1989) con la tecnica tintinnabuli.
Esercizio pratico
Armonizza per coro SATB (con divisi SSAATTBB nel climax) un testo di 4 versi in Re maggiore. Usa almeno: un passaggio a bocca chiusa sotto un solo di soprano, un accordo add9 preparato per grado, un cluster di tre note nei soprani divisi, un climax in posizione aperta con i soprani su F#5 per due battute. Segna tutti i respiri.
Collegamenti
Scrittura a quattro parti SATB, Armonie vocali e voicing per coro, Estensioni vocali, Coro cinematografico, Canone e imitazione.