Definizione
Un'armonia vocale può muoversi in due modi rispetto alla melodia:
- parallela: segue la melodia con lo stesso ritmo e a distanza (quasi) costante, ad esempio sempre una terza sopra. È il suono del "duetto" e delle armonie da gruppo vocale.
- indipendente: ha un proprio profilo, spesso in moto contrario o obliquo, e talvolta un ritmo diverso. Viene dal contrappunto e dalla scrittura corale.
La maggior parte degli arrangiamenti mescola i due approcci.
Armonia parallela
- Diatonica: la distanza segue la scala (terze maggiori e minori a seconda del grado). In Do maggiore, melodia C–D–E–F–G con terza sopra: E–F–G–A–B.
- Cromatica / esatta: la distanza resta identica in semitoni (sempre terza maggiore). Produce note fuori tonalità: si usa per effetti (planing, cori "spettrali") o in contesti modali.
- Intervalli tipici: terze e seste (dolci), quarte e quinte (potenti, arcaiche, rock), ottave (peso).
- Pregi: semplice da cantare, immediata, testo chiarissimo (tutte le voci dicono le stesse sillabe insieme).
- Rischi: monotonia; note armonizzate che contraddicono l'accordo; quinte e ottave parallele che fondono le voci (nel pop spesso volute, nel coro classico evitate).
Armonia indipendente
- Moto contrario: la voce sale mentre la melodia scende.
- Moto obliquo / pedale: una voce tiene una nota (spesso la quinta o la tonica) mentre la melodia si muove.
- Ritmo diverso: note lunghe sotto una melodia sillabica, o risposte negli spazi.
- Guide tone: una voce che collega le terze e le settime degli accordi (vedi Guide tone lines).
- Pregi: ricchezza, profondità, condotta delle voci più bella; fa emergere la melodia per contrasto.
- Rischi: più difficile da cantare e da intonare; testo meno chiaro se le parole non coincidono.
Esempio su C–Am–F–G
Melodia (una nota per battuta, ipotetica): E4 – C4 – A4 – B4.
- Parallela una terza sopra (diatonica): G4 – E4 – C5 – D5.
- Indipendente con note comuni: G4 – A4 – A4 – G4 (resta vicina, tiene la nota comune A tra Am e F, incontra la melodia all'unisono su F e risolve su G sotto la B4 della melodia).
La seconda linea è più facile da intonare (si muove di un tono al massimo) e crea moto contrario con la melodia.
Quando usare cosa
| Situazione | Scelta tipica |
|---|---|
| Ritornello da cantare insieme | parallela a terze, più ottave |
| Duetto country o folk | parallela (terza sopra o sotto) |
| Pad vocale dietro la lead | indipendente, note lunghe |
| Bridge emotivo | indipendente, con pedale o moto contrario |
| Coro gospel | blocchi paralleli in posizione stretta, con risposte |
| Coro classico | indipendente secondo le regole di condotta |
Tecniche miste
- Parallela nella prima metà della frase, indipendente verso la cadenza (le voci convergono sulla nota finale).
- Parallela sopra la melodia e indipendente sotto (es. terza sopra + pedale sulla quinta sotto).
- Planing: accordi interi che si spostano paralleli (Debussy; nel pop i cori a triadi parallele).
Esempi
- The Everly Brothers — All I Have to Do Is Dream (1958): terze parallele quasi costanti, modello del duetto close harmony.
- Simon & Garfunkel — The Sound of Silence (1964/1965): armonia parallela in terze e seste.
- The Beach Boys — God Only Knows (1966): nel finale più linee vocali indipendenti si sovrappongono come un canone.
- Crosby, Stills & Nash — Suite: Judy Blue Eyes (1969): mescolanza di parallele e linee indipendenti.
Esercizio pratico
Prendi una melodia di 8 battute in Do maggiore. Scrivi una terza sopra parallela diatonica e correggi le note che contrastano con gli accordi. Poi scrivi un'armonia indipendente sotto la melodia che si muova al massimo di un tono per volta e tenga le note comuni. Registra entrambe e confronta: usa la parallela nel ritornello e l'indipendente nel bridge.
Collegamenti
Arrangiamento corale pop, Controcanto e contromelodia, Regole di condotta delle voci, Guide tone lines, Barbershop e close harmony.