Definizione
Il notturno (nocturne) per pianoforte è un brano lirico, di tempo lento o moderato, ispirato all'atmosfera della notte: una melodia cantabile alla mano destra, spesso ornata come un'aria d'opera belcantistica, sopra un accompagnamento ad arpeggi larghi alla mano sinistra che sfrutta il pedale di risonanza. Il genere viene creato dall'irlandese John Field (primi notturni pubblicati nel 1812) e portato al massimo da Fryderyk Chopin, che ne scrive 21. Prima di Field il termine "notturno" (o serenata notturna) indicava musiche d'intrattenimento serale per piccoli gruppi (Mozart, Serenata notturna K. 239).
Forma tipica
- Ternario A–B–A′ (la forma più frequente in Chopin):
- A: melodia cantabile in tonica, frasi regolari, ornamenti crescenti alle ripetizioni.
- B: contrasto di carattere (più agitato o corale), spesso in una tonalità lontana o nel modo parallelo.
- A′: ritorno della melodia, più ornata o abbreviata, coda con cadenze e accordi lunghi.
- Alcuni notturni sono strofici con variazioni ornamentali (op. 9 n. 2).
Caratteristiche di scrittura
- Accompagnamento: arpeggi della mano sinistra che coprono oltre un'ottava (basso sul tempo forte, poi accordo aperto), sostenuti dal pedale: la "nuvola" armonica.
- Melodia: lunghe linee, appoggiature, gruppi irregolari (fioriture di 7, 11, 22 note contro l'accompagnamento regolare), rubato.
- Armonia: cromatismi nelle voci interne, dominanti secondarie, modulazioni per terza, pedali.
- Metri: 12/8, 6/8, 3/4, 4/4 lenti.
Esempi di Chopin
- Notturno op. 9 n. 2 in Mi bemolle maggiore (1830–32): 12/8, melodia ripetuta con ornamenti sempre più ricchi, cadenza finale virtuosistica: il modello del notturno "belcantistico".
- Notturno op. 27 n. 2 in Re bemolle maggiore: melodia raddoppiata in seste e terze, accompagnamento ampio.
- Notturno op. 48 n. 1 in Do minore: A cupo e declamato, B corale in Do maggiore che cresce fino a un ritorno di A agitato (doppio movimento) con ottave ribattute: il notturno diventa dramma.
- Notturno in Do diesis minore op. postuma (Lento con gran espressione): famoso anche per il cinema.
Dopo Chopin
- Fauré: 13 notturni per pianoforte, armonia modale e sfumata.
- Debussy, Nocturnes per orchestra (1897–99: Nuages, Fêtes, Sirènes): il termine diventa un'impressione timbrica, non più una forma pianistica.
- Satie, Notturni (1919); Lowell Liebermann, notturni contemporanei.
Esempio da scrivere (Mi bemolle maggiore, 12/8, ♪ = circa 120)
- Mano sinistra: E♭2 sul primo ottavo di ogni gruppo, poi l'accordo G3–B♭3–E♭4 sul secondo e sul terzo (basso + accordo, come nell'op. 9 n. 2).
- Mano destra: melodia di 4 battute che sale fino a G5 con un'appoggiatura A♭–G e scende; ripetila con una fioritura di sette note al posto di una minima.
- B: passa a Do minore (vi) e poi a La bemolle (IV) con accordi ribattuti più agitati.
- A′: melodia con ornamenti, coda su pedale di tonica con accordi di Mi bemolle e un'ultima scala discendente leggerissima.
Per un produttore
Il notturno è il modello della piano ballad e del lo-fi/ambient piano: un arpeggio largo sostenuto (sustain pedal → nel piano roll note lunghe sovrapposte o CC64), melodia con rubato (sposta a mano le note di 10–40 ms), riverbero lungo (hall 2,5–3,5 s, pre-delay 20–30 ms) e voci interne che si muovono di semitono. Per il mix del piano: taglio sotto 40 Hz, eventuale attenuazione di 2–3 dB intorno a 250–400 Hz se l'arpeggio diventa fangoso.
Collegamenti
Forma binaria, ternaria e AABA, Voci interne e linee nascoste, Ornamenti, Studio, Preludio, Ballata e forma libera romantica.