Sound designAvanzato3 min di lettura

Bassi reese e wobble

Il reese: origine e principio

Il reese è un basso formato da due (o più) dente di sega leggermente scordate che producono battimenti e cancellazioni di fase in continuo movimento: il suono «ruggisce» e ondeggia. Il nome deriva da Reese, alias di Kevin Saunderson (Detroit techno), e dal brano «Just Want Another Chance» (1988). Negli anni '90 il drum and bass (dalla jungle alla neurofunk: Ed Rush & Optical, Noisia e molti altri) lo ha trasformato nel suo basso simbolo, filtrato, distorto e processato in parallelo.

Ricetta di principio (reese)

  • Due saw, detune ±10–25 cent (o unison 2–4 voci); fase libera (non retrigger) per un movimento sempre diverso.
  • LP 24 dB a 300–1200 Hz, risonanza bassa; LFO lento sul cutoff (0,2–1 Hz) o automazione.
  • Sub separato: sinusoide mono un'ottava sotto (o alla stessa ottava se il basso è alto), con HP sul reese a 100–150 Hz. È il passo che distingue un reese professionale: il sub resta stabile mentre il reese si muove.
  • Distorsione (soft clip, poi hard clip) e chorus/flanger leggeri; OTT parallelo per le armoniche.
  • Mono sotto i 150 Hz; stereo e larghezza solo sulla parte alta.

Il wobble: principio

Il wobble è un basso il cui filtro (o posizione wavetable o formante) è modulato da un LFO sincronizzato al tempo: il suono «parla» a ritmo («wub wub»). È la firma del dubstep britannico (Skream, Benga, Caspa, Rusko, metà anni 2000) e poi del brostep americano (Skrillex, «Scary Monsters and Nice Sprites», 2010), oltre che di riddim e drum and bass.

Ricetta di principio (wobble)

  • Oscillatori: saw + quadra o una wavetable ricca; sub sinusoidale separato.
  • LP 24 dB con risonanza 20–40%; LFO a forma sinusoidale o triangolare sul cutoff, rate a tempo: 1/4, 1/8, 1/8 terzina, 1/16. Cambiare il rate a ogni mezza battuta crea il «parlato» ritmico.
  • LFO retrigger a ogni nota: il wobble inizia sempre nello stesso punto.
  • Alternative al filtro: modulare un filtro formante (vocali A-E-I-O-U), la posizione wavetable, o un wavefolder.
  • Distorsione dopo il filtro, EQ, OTT; sidechain dal kick.

Programmare il ritmo del wobble

A 140 BPM (dubstep, rullante sul 3):

Mezza battutaRate LFOEffetto
tempi 1–21/4lento, pesante
tempi 3–41/8più parlato
battuta 2, tempi 1–21/8Trotolante
battuta 2, tempi 3–41/16ronzio veloce prima del fill

In Serum/Vital si automatizza il rate o si usano più LFO commutati; in FL Studio con Fruity Envelope Controller o con un'automazione del rate, oppure con un LFO disegnato in Fruity Love Philter.

Esempio in La minore

Drop dubstep a 140 BPM: sub sinusoidale su A1 (55 Hz) per due battute, poi F1, G1, E1. Wobble su A2 (un'ottava sopra) con il pattern di rate della tabella, LP risonante, distorsione. Reese per la sezione drum and bass (174 BPM) nella stessa tonalità: due saw ±18 cent, cutoff automatizzato da 400 a 900 Hz su 8 battute, sub su A1 sotto.

Mix

  • Sub: mono, −6/−10 dB sotto il picco della cassa, controllato in un analizzatore (deve essere stabile).
  • Reese/wobble: HP a 100–150 Hz, area di presenza a 500 Hz–2 kHz, controlla 3–5 kHz con un EQ dinamico.
  • Sidechain o «ducking» dal kick (e dal rullante nei generi in half-time) di 3–8 dB.
  • Compatibilità mono: verifica che il reese non sparisca.

Errori comuni

  • Unison e detune anche sul sub: basse che «pompano» da sole e cancellazioni.
  • LFO libero (non sincronizzato) nel wobble: perde il ritmo.
  • Troppa risonanza: fischi e picchi oltre il limiter.

Esercizio

  1. Costruisci un reese con e senza sub separato e confronta in un mix a 174 BPM.
  2. Programma 4 battute di wobble con 4 rate diversi e scrivi sopra una batteria dubstep (cassa sull'1, rullante sul 3).

Collegamenti

«Progettare 808 e bassi», «Filtri», «Unison, detune e supersaw», «Distorsione come sound design», «Layering dei suoni: sub, corpo, top».

Fonti

Lezioni collegate