Definizione
Una progressione (o marcia armonica, sequence) ripete un modello di due o più accordi a diverse altezze, spostandolo ogni volta dello stesso intervallo. Esistono due grandi famiglie:
- la progressione tonale (o diatonica), che resta nella tonalità e adatta il modello alle note della scala: alcuni intervalli cambiano qualità (una terza maggiore diventa minore);
- la progressione reale (o modulante), che ripete il modello esattamente, con tutte le alterazioni necessarie: ogni ripetizione si trova in una tonalità diversa.
Progressione tonale
- Esempio in Do: Do – Fa | Si° – Mi min | La min – Re min | Sol – Do (quinte discendenti diatoniche): ogni coppia ripete il movimento di quarta ascendente, ma le qualità degli accordi seguono la scala.
- Nella progressione tonale per quinte si accetta il IV–vii° (quinta diminuita nel basso, Fa–Si): è l'unico punto dove la quinta non è giusta.
- Il risultato è una spinta continua senza cambio di tonalità.
Progressione reale e modulante
- Esempio: il modello Do – Sol7 – Do (I–V7–I in Do) ripetuto un tono sopra diventa Re – La7 – Re (in Re maggiore), poi Mi – Si7 – Mi (in Mi maggiore).
- Una catena di dominanti secondarie è una progressione che tonicizza ogni accordo: Mi7 – La7 – Re7 – Sol7 – Do.
- Nel Settecento italiano la ripetizione di una frase un tono sopra si chiamava rosalia, dal nome di una canzone popolare che usava questo schema; il termine è passato anche nella teoria tedesca.
Due schemi brevi molto usati
- Monte (sale): V7/IV – IV – V7/V – V. In Do: Do7 – Fa – Re7 – Sol. Una piccola salita di grado, con tonicizzazioni di IV e V.
- Fonte (scende): V7/ii – ii – V7 – I. In Do: La7 – Re min – Sol7 – Do. Un gradino in minore, poi lo stesso un tono sotto in maggiore.
Regole pratiche
- Due o tre ripetizioni bastano: alla quarta la progressione diventa meccanica.
- La condotta delle voci deve essere identica in ogni ripetizione; per questo nelle progressioni si tollerano raddoppi insoliti (anche della sensibile, quando il modello lo impone).
- Interrompi la progressione con una cadenza o con un cambio di modello per non perdere il senso della forma.
- In una progressione modulante, l'ultima ripetizione deve confermare la nuova tonalità con una cadenza, altrimenti si resta in una zona instabile.
Errori tipici
- Cambiare voicing tra le ripetizioni: la progressione non si percepisce più come tale.
- Spingere una progressione reale troppo lontano senza un piano: si arriva a tonalità remote senza saper tornare.
- Confondere tonale e reale nell'analisi: controlla se le qualità degli accordi restano uguali.
Esempi
- «Fly Me to the Moon»: La min7 – Re min7 – Sol7 – Domaj7 – Famaj7 – Si m7(b5) – Mi7 – La min, una progressione tonale per quinte.
- «Sweet Georgia Brown»: una catena di dominanti (VI7 – II7 – V7 – I) che tonicizza ogni accordo.
- Ponte dei Rhythm changes: III7 – VI7 – II7 – V7, progressione di dominanti per quinte.
- Vivaldi e Bach: gli episodi dei concerti e delle fughe sono costruiti su progressioni per quinte, spesso modulanti.
- Mozart, Sinfonia n. 40, sviluppo del primo movimento: il tema principale viaggia in progressione attraverso diverse tonalità.
Come usarlo in composizione
- Usa una progressione tonale per creare tensione in un bridge senza cambiare tonalità.
- Usa una progressione modulante per raggiungere una tonalità lontana in modo logico: l'orecchio accetta la destinazione perché ha capito il modello.
- Nel pop, ripetere una frase un tono sopra (rosalia) prima dell'ultimo ritornello è un modo elegante di alzare l'energia.
Esercizio
- Scrivi un modello di due accordi (I–IV) e realizza una progressione tonale discendente per gradi in Sol maggiore.
- Scrivi una progressione reale ascendente per toni con il modello I–V7–I partendo da Fa maggiore e chiudi in La maggiore con una cadenza.
- Scrivi un monte e una fonte in Re maggiore a quattro voci.
Collegamenti
Sequenze armoniche e progressione per quinte; Schemi galanti 2: sequenze e cadenze; Dominanti secondarie; Tecniche di modulazione; Modulazione cromatica, diretta e «truck driver».