Definizione
Il trillo è la rapida alternanza di una nota con la sua nota superiore (di tono o di semitono, secondo la scala). Si indica con tr seguito talvolta da una linea ondulata che ne mostra la durata. Un'alterazione piccola sopra il segno modifica la nota superiore: tr con un diesis sopra un Do significa alternare Do e Re#.
Le tre parti del trillo
- Inizio: dalla nota superiore o dalla nota principale, oppure con una o più note di preparazione scritte in piccolo (dal basso o dall'alto).
- Corpo: l'alternanza vera e propria, regolare o in accelerando.
- Terminazione (in tedesco Nachschlag): due note finali, la nota inferiore e la principale, che collegano il trillo alla nota successiva. Spesso è scritta in piccolo; quando manca, l'esecutore la aggiunge se il trillo porta a una nota più alta.
Come cambia con le epoche
| Epoca | Inizio | Carattere |
|---|---|---|
| Barocco (Bach, Händel, Couperin) | quasi sempre dalla nota superiore, sul tempo | il trillo è una catena di appoggiature: la prima nota, dissonante, va appoggiata e spesso allungata |
| Classico (Haydn, Mozart, Beethoven giovane) | ancora spesso dalla superiore; dalla principale se la nota superiore è appena stata suonata | terminazione quasi sempre presente nei trilli cadenzali |
| Dall'inizio dell'Ottocento (Hummel, Chopin, Liszt) | di regola dalla nota principale | il trillo diventa colore e vibrazione più che dissonanza |
La velocità non è fissa: dipende dal tempo, dallo strumento e dal carattere. Un trillo lento in un Adagio barocco può cominciare con poche oscillazioni misurate e accelerare.
Il trillo cadenzale
Nella cadenza perfetta barocca e classica il trillo cade sulla sopratonica (o sulla sensibile) sopra l'accordo di dominante: in Do maggiore, trillo su Re sopra Sol, che si chiude sul Do della tonica. Nei concerti classici la cadenza del solista si chiude con un lungo trillo sulla dominante, segnale per l'orchestra che sta per rientrare.
Varianti
- Trillo doppio: due voci che trillano insieme, in terze o in seste (pianoforte, violino).
- Trillo con mordente o trillo legato a una nota precedente uguale: si comincia dalla principale per evitare di ribattere.
- Trillo continuo: su note lunghissime, come una nota tenuta che vibra.
- Tremolo: alternanza rapida di note distanti più di un tono o ripetizione della stessa nota; non è un trillo e si scrive con tagli sul gambo.
Errori tipici
- Cominciare dalla nota principale nella musica di Bach o di Händel: si perde la dissonanza.
- Suonare il trillo come una figura misurata e rigida, senza tensione.
- Dimenticare l'alterazione della nota superiore indicata sopra il segno o richiesta dalla tonalità.
- Saltare la terminazione quando la nota successiva è più alta: il collegamento risulta brusco.
Esempi
- Tartini, Sonata "Il trillo del diavolo": trilli lunghissimi del violino, anche doppi, mentre la stessa mano suona una melodia.
- Beethoven, Sonata op. 111, ultimo movimento: catene di trilli lunghissimi che diventano tessitura sonora.
- Chopin, Studio op. 25 n. 6: studio interamente dedicato ai trilli in terze.
- Mozart, Concerti per pianoforte: la cadenza del solista si chiude tradizionalmente con il trillo sulla dominante.
- Nell'orchestra, i trilli di flauti e archi creano luccichii e tensione: un trillo dei violini su una nota acuta tenuta è un classico dell'orchestrazione romantica.
Come usarlo in composizione
- Usa il trillo sulla penultima nota di una frase per intensificare la cadenza.
- In orchestrazione un trillo di legni o archi su un accordo tenuto rende la sonorità viva senza aggiungere note nuove.
- Nelle librerie orchestrali scegli l'articolazione "trill" di semitono o di tono in base alla scala: un trillo di tono su una sensibile suona sbagliato.
- Nella produzione elettronica un trillo rapido può essere sostituito da un LFO a onda quadra sul pitch (due semitoni di escursione).
Esercizio
- Suona una cadenza Re–Do sopra Sol–Do con trillo barocco (da Mi, appoggiato) e romantico (da Re): confronta l'effetto.
- Scrivi tre trilli con terminazione diversa e notali correttamente.
- Programma nel DAW un trillo di violini che accelera da otto a sedici note per movimento.
Collegamenti
Ornamenti; Acciaccatura e appoggiatura; Mordente e gruppetto; Cadenze; Concerto solistico e forma con ritornello; Tecniche degli archi.