Definizione
Alcuni segni interrompono o sospendono il flusso regolare del tempo:
- la corona (fermata): un semicerchio con un punto, posto su una nota, una pausa o una stanghetta;
- la cesura: due barrette oblique (//) sopra il pentagramma, chiamate anche "binari";
- il respiro: una piccola virgola sopra il rigo;
- la grande pausa (G.P.): silenzio generale di tutto l'organico, scritto sopra una pausa.
La corona
- Su una nota: la nota si prolunga oltre il suo valore, a discrezione dell'esecutore o del direttore (di solito tra una volta e mezza e il doppio, ma conta il contesto).
- Su una pausa: il silenzio si allunga.
- Su una stanghetta: indica una breve sospensione tra due sezioni o, nei brani con da capo, il punto in cui finire (spesso insieme alla parola Fine).
- Nei corali luterani la corona segna la fine di ogni verso: non sempre va tenuta a lungo, indica soprattutto la conclusione della frase e il respiro.
- Nei concerti classici una corona sull'accordo di quarta e sesta cadenzale indica il punto dove il solista inserisce la cadenza; la cadenza si chiude di solito con un trillo sulla dominante.
- Esistono corone brevi (triangolari) e lunghe (quadrate) nella musica del Novecento, e indicazioni testuali come lunga o breve sopra la corona.
Cesura e respiro
- La cesura è un'interruzione netta del suono: il tempo si ferma per un attimo e poi riparte. Non ha durata misurata.
- Il respiro indica dove prendere fiato (cantanti, fiati) o dove staccare brevemente la frase (archi, pianoforte). Il tempo, in genere, non si ferma: il respiro "ruba" una piccola parte della nota precedente.
Grande pausa
La G.P. è un silenzio scritto con valore preciso, ma con un'intenzione drammatica: tutta l'orchestra tace contemporaneamente. Bruckner ne fa un elemento strutturale delle sue sinfonie, separando blocchi sonori come navate di una cattedrale.
Regole pratiche
- La durata di una corona dipende dal tempo: in un Adagio può durare molti secondi, in un Presto poco più del valore scritto.
- Dopo una corona serve un gesto chiaro di ripartenza: in un ensemble decidi prima se la ripartenza avviene "in tempo" o dopo un respiro.
- Nel DAW la corona si realizza con una tempo map (rallentamento brusco su quella nota) o con una battuta di durata diversa; non con una nota semplicemente allungata, altrimenti il click e la griglia si sfasano.
- In una parte orchestrale scrivi la corona in tutte le parti, anche in quelle che hanno pausa, altrimenti qualcuno riparte prima.
Errori tipici
- Trattare la corona come un valore fisso (per esempio "sempre il doppio").
- Confondere cesura e respiro: la cesura è un taglio, il respiro è una piccola separazione.
- Dimenticare di segnare la corona sulle pause degli strumenti che tacciono.
Esempi
- Beethoven, Quinta sinfonia: il motivo iniziale si chiude due volte su una nota lunga sotto corona, che sospende il discorso prima di farlo ripartire.
- Beethoven, Concerto per pianoforte n. 3: la corona su una pausa segnala l'inizio della cadenza, la corona sul trillo ne indica la chiusura.
- Schubert, Sinfonia "Incompiuta", primo movimento: una grande pausa improvvisa interrompe la musica prima di un nuovo blocco.
- Tanti auguri a te: nel canto collettivo la nota acuta della terza frase viene quasi sempre tenuta come se avesse una corona.
- Nel pop, lo stop prima dell'ultimo ritornello (tutta la band tace per una battuta) è l'equivalente moderno della grande pausa.
Come usarlo in composizione
- Una corona su un accordo di dominante crea attesa prima della ripresa o del finale.
- La grande pausa funziona come "punto e a capo": usala per separare sezioni contrastanti.
- Il respiro scritto nelle parti vocali aiuta i cantanti e rende chiaro il fraseggio.
Esercizio
- Scrivi un corale di quattro frasi con corona alla fine di ogni frase e decidi quanto tenere ognuna.
- Nel DAW programma una corona con la tempo map e confrontala con una nota semplicemente allungata.
- Inserisci una battuta di grande pausa prima del ritornello finale di un tuo brano e valuta l'effetto.
Collegamenti
Agogica e indicazioni di tempo; Abbreviazioni, ritornelli e segni di ripetizione; Il corale di Bach; Concerto solistico e forma con ritornello; Tempo map, rubato e cambi di tempo.