Il principio
Si parte da una forma d'onda ricca di armonici e si toglie con un filtro ciò che non serve. È il metodo dei synth analogici classici (Minimoog, Jupiter-8, Prophet-5) e della maggior parte dei synth virtuali.
Percorso del segnale
- Oscillatori: dente di sega (tutti gli armonici, brillante), quadra e pulse (dispari, cava; la larghezza dell'impulso cambia il timbro), triangolare, sinusoide. Spesso due o tre oscillatori leggermente scordati (±5–15 cent) per spessore.
- Mixer e rumore: bianco per soffi e attacchi, rosa per texture.
- Filtro: passa-basso 12 dB/oct (morbido) o 24 dB/oct (classico, più deciso); cutoff (frequenza di taglio) e risonanza (enfasi intorno al cutoff). Il key tracking fa aprire il filtro sulle note acute.
- Amplificatore con inviluppo.
- Modulazioni: inviluppi e LFO su pitch, filtro, volume, larghezza d'impulso.
Ricette di principio
- Basso: saw + sub a quadra un'ottava sotto, LP 24 dB con cutoff 300–800 Hz, inviluppo del filtro con decay corto per un attacco «parlato».
- Pad: due saw scordate, attacco lento, filtro semi-chiuso, chorus.
- Brass: saw, inviluppo del filtro con attacco di 50–100 ms che apre il suono come un fiato.
- Lead: saw o quadra, glide 30–80 ms, vibrato con LFO a 5–6 Hz entrato in ritardo.
Legame con la teoria
I filtri lavorano sugli armonici: con il cutoff a 1 kHz un C2 (65 Hz) conserva circa i primi 15 armonici, un C5 (523 Hz) solo il primo: per questo serve il key tracking.
Esempio reale
Il riff di «Jump» dei Van Halen (1984) è suonato su un Oberheim OB-Xa: onde a dente di sega filtrate e scordate, un suono sottrattivo brass diventato iconico. Nel funk, il basso Minimoog di Bernie Worrell in «Flash Light» dei Parliament (1977) è un altro classico.