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Scala maggiore e scale minori

La scala maggiore

Schema di toni (T) e semitoni (S): T T S T T T S. In Do maggiore: C D E F G A B C. I semitoni cadono tra il 3° e il 4° grado (E–F) e tra il 7° e l'8° (B–C): il B è la sensibile, la nota che tira verso la tonica.

Nomi dei gradi: I tonica, II sopratonica, III mediante, IV sottodominante, V dominante, VI sopradominante, VII sensibile (si chiama sottotonica quando dista un tono dalla tonica, come G in La minore naturale).

Le tre minori

  • Naturale (eolia): T S T T S T T. La minore: A B C D E F G. È la relativa di Do maggiore (stesse note, tonica diversa). Accordi tipici: Am Dm Em F G.
  • Armonica: alza il 7° grado. A B C D E F G#. Nasce per avere una dominante maggiore (E = E G# B) e la sensibile G# → A. Tra F e G# si forma una seconda eccedente, suono «orientale» molto usato nel pop dark e nel metal.
  • Melodica: alza 6° e 7° in salita: A B C D E F# G#. Nella pratica classica scende come naturale; nel jazz si usa uguale in entrambe le direzioni e genera accordi come D7 (IV7) e Am(maj7).

Relativa e parallela

  • Relativa: stesse alterazioni, tonica diversa (Do maggiore ↔ La minore).
  • Parallela: stessa tonica, modo diverso (Do maggiore ↔ Do minore: C D Eb F G Ab Bb). La parallela è il serbatoio dell'interscambio modale.

Come le usi

  • Loop minore pop/trap in La minore: Am F C G (i VI III VII), tutto dalla minore naturale.
  • Per una cadenza forte in minore: Dm E7 Am (iv V7 i), con il G# della minore armonica.
  • Per melodie che salgono verso la tonica in minore: F# e G# della melodica evitano la seconda eccedente.

Esempio reale

«Hit the Road Jack» (Ray Charles, 1961) si regge su una discesa i–VII–VI–V: in La minore sarebbe Am G F E. I primi tre accordi vengono dalla minore naturale, l'ultimo (E maggiore) dalla minore armonica: due forme della scala nello stesso giro.

Fonti

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