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Master per vinile

Il supporto

Nel vinile il suono è inciso come un solco a spirale: il movimento laterale della puntina rappresenta la somma dei canali (Mid), quello verticale la differenza (Side). Il master viene «tagliato» su una lacca (o su rame nel DMM) da un ingegnere con un tornio (lathe), poi si producono le matrici e si stampano i dischi. Il vinile ha limiti fisici che il master digitale non ha: il mastering per vinile li rispetta.

I limiti fisici e le soluzioni

  • Durata e livello: più lungo è il lato, più stretto deve essere il solco, quindi più basso il livello e meno basse. Indicazioni tipiche di stamperie: 12" a 33 1/3 giri fino a circa 22 minuti per lato (meglio sotto i 18–20 per la qualità), 12" a 45 giri fino a circa 12–15 minuti, 7" a 45 giri intorno ai 4–5 minuti per lato. Verifica sempre con la stamperia.
  • Basse in mono: le basse fuori fase (Side) producono un forte movimento verticale del solco che può far saltare la puntina o rendere il taglio impossibile. Le basse sotto circa 150–250 Hz vanno rese mono (molte stamperie indicano 250 Hz o 300 Hz come soglia prudente). Si usa un HP sul Side o un «elliptical EQ».
  • Sibilanti e acuti intensi: le alte frequenze ad alto livello richiedono accelerazioni enormi della puntina (distorsione, «sibilanti spezzate»). De-essing accurato e controllo dei picchi sopra 10–16 kHz.
  • Distorsione del solco interno: verso il centro del disco la velocità lineare diminuisce e la distorsione aumenta, soprattutto sugli acuti. Metti i brani più tranquilli e meno brillanti alla fine del lato.
  • Fase e correlazione: evita correlazione negativa (master con allargatori estremi).
  • Rumble subsonico: HP a 10–20 Hz.
  • Equalizzazione RIAA: in taglio si attenuano le basse e si enfatizzano le alte, in riproduzione il preamplificatore fono fa il contrario; è automatica, ma spiega perché alte e basse estreme sono critiche.

Loudness e limiter

Il vinile non ha un limite di 0 dBFS: il livello di taglio è deciso dall'ingegnere in base a durata e contenuto. Un master digitale molto limitato non suona più forte sul vinile: è il tornio a decidere. Per questo si fornisce spesso un master separato, meno compresso e senza limiter aggressivo (picchi intorno a −1/−3 dBFS, loudness più basso del master streaming), che conserva transienti e dinamica.

Sequenza dei lati

  • Bilancia la durata dei lati (lato A e B simili).
  • Brani più forti e con più basse all'inizio del lato.
  • Pause tra i brani: indicale nel cue sheet o includile nei file (le stamperie chiedono di solito un file per lato o un file per brano con le pause).

Consegna tipica

WAV o AIFF 24 bit, 44,1–96 kHz; un file per lato o un file per brano nominati con il lato (A1, A2, B1…); cue sheet con durate e pause; note su eventuali problemi; nessun dither a 16 bit. Richiedi un test pressing e ascoltalo su più giradischi prima di approvare la produzione.

Esempio in La minore

EP di 4 brani (house e downtempo) su 12" a 45 giri: lato A = brano dance più forte (6:40) + brano downtempo (5:10); lato B = due brani di 6 minuti. Master vinile: Side HP 200 Hz, de-esser più deciso sulla voce, limiter tolto, picchi a −2 dBFS, 3 dB più dinamico del master streaming. Il brano più brillante va all'inizio del lato B.

Errori comuni

  • Inviare il master streaming iper-limitato.
  • Basse larghe e riverberi stereo sul sub.
  • Lati troppo lunghi per il formato scelto.
  • Non chiedere il test pressing.

Esercizio

Prepara il master per vinile di un tuo brano: confronta lo spettro Side sotto i 300 Hz prima e dopo, misura la correlazione e annota quanto loudness hai «restituito» rispetto al master digitale.

Collegamenti

«EQ Mid/Side in mastering», «Compatibilità mono», «Formati e consegna», «Loudness war e dinamica percepita».

Fonti

Lezioni collegate