MasteringIntermedio3 min di lettura

Formati e consegna del master

Perché è importante

Un master perfetto consegnato nel formato sbagliato, con metadati errati o silenzi tagliati male crea ritardi, rifiuti da parte dei distributori o difetti in pubblicazione. La consegna è parte del mastering.

Formati principali

DestinazioneFormato tipicoNote
Streaming / distributori digitaliWAV o FLAC, 24 bit, 44,1 o 48 kHzalcuni distributori accettano anche 16 bit/44,1; controlla le specifiche
Apple Digital Masters (ex «Mastered for iTunes»)24 bit, idealmente alta risoluzionemaster pensato per la codifica AAC di Apple; richiede il percorso indicato dal distributore
CDDDP (Disc Description Protocol) a 16 bit/44,1 kHzfile immagine per la fabbrica; include tracce, pause, ISRC, CD-Text
VinileWAV 24 bit 44,1–96 kHz, un file per lato o per branomaster separato, meno limitato (vedi la scheda dedicata)
Video / sync / TVWAV 24 bit 48 kHzloudness secondo specifiche (es. EBU R128 −23 LUFS)
Promo, anteprimeMP3 320 kbps o AAC 256 kbpsmai come sorgente per la pubblicazione
Club / DJWAV o AIFF 16/24 bit 44,1 kHzformati supportati da tutti i lettori
Audio immersivoADM BWF per Dolby Atmosmix dedicato, non un master stereo convertito

Lo standard del CD (Red Book)

16 bit, 44,1 kHz, stereo; massimo 99 tracce; durata standard intorno ai 74–80 minuti; una pausa iniziale (pre-gap) di 2 secondi prima della prima traccia; pause tra i brani scelte in mastering (anche 0 per i brani legati). Il DDP evita gli errori dei CD-R masterizzati in casa.

Metadati

  • ISRC (International Standard Recording Code): codice di 12 caratteri che identifica ogni registrazione (paese, registrante, anno, numero). Lo assegna l'etichetta o il distributore (in Italia esistono agenzie nazionali e molti distributori digitali lo forniscono gratis). Ogni versione diversa (radio edit, strumentale, remix) ha il suo ISRC.
  • UPC/EAN: codice del prodotto (album, EP, singolo).
  • CD-Text: titoli e artista leggibili dai lettori.
  • Crediti: autori, produttori, ingegneri, musicisti (inseriti nel distributore).
  • Nel file WAV si possono includere metadati BWF/iXML, ma i distributori usano soprattutto i dati inseriti nel loro sistema.

Versioni da consegnare

Master principale; clean (senza linguaggio esplicito); strumentale; a cappella; TV mix (senza voce principale, per esibizioni live in TV); radio edit; extended mix per i DJ; eventuali stem per sync, remix, live.

Preparazione dei file

  • Nome chiaro: «01_Artista_Titolo_Master_24-44.wav».
  • Silenzi: inizio pulito (pochi ms di silenzio o nessuno, senza tagliare il transiente), fine con la coda completa e un fade al silenzio digitale.
  • True peak sotto il limite richiesto (−1 dBTP per lo streaming è la raccomandazione più comune; Spotify consiglia −2 se il master è più forte di −14 LUFS).
  • Nessun clic all'inizio e alla fine (fade di pochi ms).
  • Verifica finale: riascolta i file esportati, non la sessione.
  • Documento di consegna: elenco dei brani, durate, ISRC, LUFS/true peak, note.

Esempio

Singolo pop in La minore per un'etichetta indipendente: consegna WAV 24 bit/44,1 kHz (master, strumentale, clean, TV mix), ciascuno con il proprio ISRC; master a −9 LUFS integrati, true peak −1,2 dBTP; MP3 320 per la promozione; stem (batteria, basso, musica, voci, FX) per il remix. Cartella zip con file di testo che riassume i dati.

Errori comuni

  • Consegnare un MP3 come master.
  • Dither applicato due volte o export a 16 bit quando era richiesto 24.
  • Fine del brano tagliata in modo brusco.
  • ISRC riutilizzati tra versioni diverse.

Esercizio

Prepara la consegna completa di un tuo singolo come se fosse per un'etichetta: tutti i file, i nomi, i metadati e un documento PDF di accompagnamento.

Collegamenti

«Dithering, bit depth e conversione», «Master per lo streaming», «Master per vinile», «Master per club», «Obiettivi del mastering».

Fonti

Lezioni collegate