Il contesto
Le piattaforme di streaming normalizzano il loudness: misurano ogni brano e ne regolano il guadagno in riproduzione verso un livello di riferimento. Inoltre codificano l'audio in formati lossy (AAC, Ogg Vorbis, Opus) oltre a quelli lossless (FLAC, ALAC) dove disponibili. Il master deve funzionare dopo entrambe le cose.
Target delle piattaforme (valori pubblicati o comunemente riportati)
| Piattaforma | Riferimento | Note |
|---|---|---|
| Spotify | −14 LUFS integrati (Normal); Loud −11, Quiet −19 | alza anche i brani più bassi, tenendo 1 dB di margine sul true peak; il modo Loud applica un limiter |
| Apple Music | circa −16 LUFS (Sound Check) | |
| YouTube | circa −14 LUFS | in genere abbassa i brani più forti, non alza quelli più bassi |
| Amazon Music | circa −14 LUFS | |
| Tidal | circa −14 LUFS | normalizzazione per album |
| Deezer | circa −15 LUFS |
Spotify raccomanda di tenere il true peak sotto −1 dBTP, e sotto −2 dBTP se il master è più forte di −14 LUFS integrati, per evitare distorsioni nella codifica lossy. La modalità album mantiene le differenze di livello tra i brani di un disco; in playlist e shuffle ogni brano è normalizzato singolarmente.
Cosa significa per il mastering
- Non serve masterizzare a −14: è il punto in cui la piattaforma porterà il brano, non un obbligo. Molti generi moderni si masterizzano tra −11 e −7 LUFS per ragioni di densità e carattere; verranno abbassati.
- Il volume extra non dà vantaggi in playlist: un master a −7 viene abbassato di 7 dB su Spotify. Conta come suona dopo: transienti, densità, bilanciamento.
- Un master troppo basso può essere svantaggiato su piattaforme che alzano poco o nulla (YouTube) e su Spotify se il true peak non lascia margine per alzarlo.
- True peak e codec: la codifica lossy può creare picchi superiori al file originale; il margine di −1/−2 dBTP evita il clipping del decoder. Ascolta un'anteprima codificata (molti limiter e Ozone hanno un'anteprima AAC/MP3).
- Coerenza dell'album: decidi i livelli relativi tra i brani pensando alla modalità album.
Strumenti di verifica
- Meter di loudness: Youlean Loudness Meter (gratuito), iZotope Insight, Waves WLM, il meter di Ozone.
- Siti e plugin che simulano la normalizzazione (per esempio il calcolatore «Loudness Penalty» di MeterPlugs): mostrano di quanto ogni piattaforma abbasserà il brano.
- Anteprima codec: Fraunhofer Pro-Codec, Apple Digital Masters Droplet/afconvert, Ozone Codec Preview.
Flusso consigliato
- Masterizza per il suono migliore al loudness che il genere richiede.
- Misura LUFS integrati, short-term massimo, true peak, PLR.
- Normalizza una copia a −14 LUFS e confrontala con i riferimenti normalizzati: è così che verrà ascoltato.
- Controlla l'anteprima del codec a −1 dBTP.
- Esporta 24 bit (o come richiesto dal distributore).
Esempio in La minore
Singolo dance-pop a 122 BPM. Master A: −8 LUFS, true peak −0,3 dBTP: su Spotify viene abbassato di 6 dB e la codifica Ogg mostra picchi oltre lo 0: a rischio. Master B: −9,5 LUFS, true peak −1,5 dBTP, PLR 9 dB. Confronto normalizzato a −14: B ha cassa e voce più vive e nessun artefatto di codifica. Si consegna B.
Errori comuni
- Ignorare il true peak (soprattutto con master molto forti).
- Confrontare con i riferimenti senza normalizzare.
- Fare un master diverso per ogni piattaforma: non necessario; un master ben fatto funziona su tutte.
Esercizio
Misura 5 brani di riferimento del tuo genere (LUFS integrato, true peak, PLR) e confrontali con i tuoi ultimi master. Poi ascolta tutto normalizzato a −14 LUFS: dove ti colloca la normalizzazione?
Collegamenti
«Loudness, LUFS e normalizzazione», «Loudness war e dinamica percepita», «Limiting, clipping e true peak», «Formati e consegna», «Mix per social e smartphone».