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Limiting, clipping e true peak

Il limiter

È un compressore con ratio altissimo e lookahead: impedisce al segnale di superare un tetto (ceiling). La loudness si ottiene spingendo il segnale nel limiter (gain d'ingresso) mentre il ceiling resta fisso.

Parametri

  • Ceiling: −1 dBTP come punto di partenza per lo streaming.
  • Gain / input: quanta riduzione si chiede (1–3 dB = trasparente, oltre 4–6 dB si sentono pompaggi e distorsioni).
  • Release: automatico o 50–200 ms; troppo corto distorce i bassi, troppo lungo pompa.
  • Oversampling (4x–8x) e modalità true peak per intercettare i picchi tra un campione e l'altro.

Picchi inter-campione

Il convertitore ricostruisce un'onda continua tra i campioni: due campioni a −0,1 dBFS possono generare un picco reale sopra 0 dB. La conversione in MP3/AAC/Ogg aggiunge ulteriori picchi: da qui il margine di −1 dBTP.

Clipping come scelta

Nei generi aggressivi si usa un clipper (soft o hard) prima del limiter per tagliare i transienti più brevi di cassa e rullante: si guadagna loudness con meno pompaggio. Va usato su tempi brevissimi; sul basso e sull'808 produce distorsione armonica, a volte voluta.

Flusso

  • Clipper sul bus batteria o sul master per 1–2 dB.
  • Limiter con oversampling, ceiling −1 dBTP.
  • Controllo LUFS, true peak, ascolto in mono e su altoparlanti piccoli.

Esempio

Master di un brano rage in La minore: soft clipper a −1 dB per smussare i transienti del rullante, limiter con 3 dB di riduzione e release automatico, true peak −1 dBTP, risultato intorno a −7 LUFS.

Esempio reale

«Whole Lotta Red» di Playboi Carti (2020) è spesso citato per il suo suono volutamente saturo e distorto: il clipping e la saturazione fanno parte dell'estetica rage, non sono un errore.

Fonti

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