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Gradi della scala e nomi funzionali

Definizione

Ogni nota della scala ha un numero di grado (1–7, spesso scritto con l'accento circonflesso: ^1, ^2…) e un nome funzionale che descrive il suo ruolo rispetto alla tonica. I gradi si usano per le melodie, i numeri romani per gli accordi costruiti su quei gradi.

I sette gradi (Do maggiore)

GradoNotaNome italianoIngleseRuolo
^1CTonicatoniccentro di gravità, riposo
^2DSopratonicasupertonicpassaggio, tende a 1 o a 3
^3EMediante (o caratteristica)mediantdefinisce il modo maggiore/minore
^4FSottodominantesubdominanttende a scendere su 3
^5GDominantedominantseconda nota per importanza, sostegno
^6ASopradominante (sottomediante)submedianttende a scendere su 5
^7BSensibileleading tonea un semitono dalla tonica, tende fortemente a 1

Se il 7º grado sta a un tono dalla tonica (minore naturale, misolidio, dorico) si chiama sottotonica (subtonic): non ha più la spinta verso 1. Il nome "sottodominante" deriva dalla posizione simmetrica: è una quinta sotto la tonica, come la dominante è una quinta sopra.

Gradi forti e gradi deboli

  • Gradi tonali (I, IV, V): stabiliscono la tonalità; sono gli stessi in maggiore e minore.
  • Gradi modali (III, VI, e in parte VII): cambiano tra maggiore e minore e danno il colore.

In La minore: ^3 = C (terza minore), ^6 = F (sesta minore), ^7 = G (sottotonica) o G# (sensibile, nella minore armonica e melodica).

Le tendenze melodiche

  • ^7 → ^1 (sensibile che sale): la più forte.
  • ^4 → ^3 (semitono discendente), formano con ^7 il tritono della dominante (B–F in Do).
  • ^6 → ^5 e, in minore, b^6 → ^5 (semitono discendente molto espressivo).
  • ^2 → ^1 o ^2 → ^3.
  • ^1, ^3, ^5 sono note di riposo (la triade di tonica).

Questa logica di attrazione è la base dell'ascolto funzionale: ogni grado ha un "sapore" riconoscibile indipendentemente dalla tonalità.

Solmisazione e gradi

Nel Do mobile (movable do, metodo Kodály e Berklee) le sillabe indicano i gradi: do re mi fa sol la ti(si) do, in qualunque tonalità. Le alterazioni hanno sillabe proprie: di, ri, fi, si, li salendo; ra, me, se, le, te scendendo. In Italia si usa tradizionalmente il Do fisso (Do è sempre C) e i gradi si nominano con i numeri. Vedi la scheda sul solfeggio.

Gradi e accordi

Sui gradi si costruiscono le triadi diatoniche: in Do maggiore I (C), ii (Dm), iii (Em), IV (F), V (G), vi (Am), vii° (B°). La funzione dell'accordo (tonica, predominante, dominante) è trattata nella scheda "Funzioni diatoniche".

Esempi di melodie in gradi

  • "Inno alla gioia" (Beethoven, Sinfonia n. 9): 3 3 4 5 5 4 3 2 1 1 2 3 3 2 2.
  • "Tanti auguri a te": 5 5 6 5 1 7 — la sensibile chiude la prima frase in sospeso.
  • "Let It Be" (The Beatles), ritornello: la melodia scende 3–2–1 sulla tonica, il gesto cadenzale più naturale del pop (la "Urlinie" schenkeriana ^3–^2–^1).
  • "Somewhere Over the Rainbow": 1–8 (salto d'ottava) poi 7–5–6–7–8.

Esercizio per il produttore

  1. Prendi la topline del tuo ultimo brano e scrivila in gradi (numeri), non in note: individua dove cade la sensibile e dove la melodia riposa.
  2. Trasponi la stessa sequenza di gradi in tre tonalità: se la melodia "suona uguale", hai capito il concetto.
  3. Canta la scala con i numeri e poi con le sillabe del do mobile, risolvendo sempre 7→1 e 4→3.

Collegamenti

Ascolto funzionale e riconoscimento dei gradi; Funzioni diatoniche; Solfeggio: do fisso e do mobile; Numeri romani nell'analisi.

Fonti

Lezioni collegate