Definizione
Si ha stretto quando una voce attacca il soggetto (o la risposta) prima che la voce precedente lo abbia finito: le entrate si sovrappongono e la tensione aumenta. Lo stretto è di solito riservato alla parte finale della fuga, ma può comparire ovunque; una fuga che nasce già con le entrate sovrapposte si chiama fuga stretta.
Parametri di uno stretto
- Intervallo della seconda entrata: unisono, ottava, quinta, quarta, altri.
- Distanza: dopo quanti tempi entra la seconda voce. Più è breve, più lo stretto è stretto.
- Numero di voci coinvolte: a due, tre o tutte.
- Forma del soggetto: diretto, rivoltato, aumentato, diminuito (stretti per moto contrario o per aumentazione).
Come verificare uno stretto (prova a tavolino)
- Scrivi il soggetto su un rigo.
- Sotto, copialo all'intervallo voluto, spostato della distanza scelta.
- Controlla gli intervalli sui tempi forti: devono essere consonanze o dissonanze trattate correttamente (passaggi, ritardi).
- Controlla quinte e ottave parallele.
- Se non funziona, prova un'altra distanza o un altro intervallo, o accetta piccole modifiche nella coda della prima voce (lo stretto richiede che solo la parte sovrapposta sia esatta).
- Annota tutti gli stretti possibili prima di scrivere la fuga: decidono il piano della parte finale.
Esempio verificato in Do maggiore
Soggetto in minime: C5 G4 A4 B4 C5 D5 C5.
Seconda entrata all'ottava inferiore, dopo una battuta (due minime): C4 G3 A3 B3 C4 D4 C4.
Intervalli sui tempi in cui le voci si sovrappongono: A4 su C4 sesta, B4 su G3 decima, C5 su A3 terza (decima minore), D5 su B3 terza, C5 su C4 ottava. Tutti consonanti, senza parallele: lo stretto all'ottava a distanza di una battuta funziona.
Tipi
- Stretto semplice: due voci.
- Stretto a più voci: tre o quattro entrate a distanze uguali, spesso con canone esatto per alcune battute.
- Stretto maestrale (grand stretto): tutte le voci entrano in stretto e completano il soggetto per intero.
- Stretto per moto contrario: una voce diretta, una rivoltata.
- Stretto per aumentazione: il soggetto in valori doppi contro sé stesso in valori normali (Arte della fuga, Contrapunctus 7).
- Falso stretto (falsa entrata): la seconda voce attacca la testa ma non prosegue.
Esempi nel repertorio
- Clavicembalo ben temperato I, Fuga in Do maggiore BWV 846: fuga quasi interamente costruita su stretti, con un canone a quattro voci nelle battute 14–15.
- Fuga in Do# minore BWV 849: il soggetto in stretto a battuta 55 e, in modo più fitto, nelle battute 94–99.
- Arte della fuga, Contrapunctus 5–7: stretti con il soggetto diretto e rivoltato, aumentato e diminuito.
- Messa in si minore: il Gratias agimus tibi è una fuga in cui l'esposizione stessa procede in stretto.
Errori tipici
- Inserire lo stretto senza averlo verificato: la parte finale della fuga si blocca.
- Stretti con entrate allo stesso registro: le voci si confondono.
- Modificare così tanto il soggetto per far funzionare lo stretto che non si riconosce più.
- Mettere lo stretto più fitto all'inizio: la fuga non ha più dove crescere.
Applicazione moderna
- Colonne sonore: gli stretti di un motivo tra ottoni e archi sono il climax naturale prima della cadenza finale; aumentano l'energia senza alzare il tempo.
- Produzione elettronica: duplicare una frase e spostarla di un tempo o di una battuta in un'altra ottava (con le dovute correzioni) crea stretti che danno densità ai finali.
- Cori: lo stretto corale funziona se il soggetto ha una testa sillabica chiara; le entrate ravvicinate su parole diverse rendono il testo incomprensibile, quindi conviene usare la stessa parola.
Collegamenti
Fuga: stretto, pedale e artifici, canone, soggetto di fuga, analisi della Fuga BWV 846, Arte della fuga.