Definizione
La dinamica indica l'intensità relativa del suono e i suoi cambiamenti. Non è un valore assoluto in decibel: un "forte" di flauto è molto più debole di un "forte" di tromba, e un "piano" in una sala grande è diverso da un "piano" in cuffia. Ogni segno va letto in relazione allo strumento e al contesto.
Gradazioni
| Segno | Nome | Significato |
|---|---|---|
| ppp | pianississimo | il più piano possibile |
| pp | pianissimo | molto piano |
| p | piano | piano |
| mp | mezzo piano | moderatamente piano |
| mf | mezzo forte | moderatamente forte |
| f | forte | forte |
| ff | fortissimo | molto forte |
| fff | fortississimo | il più forte possibile |
Ciajkovskij arriva a pppppp nella Sinfonia n. 6 (fagotto, I movimento) e a ffff altrove: casi estremi, espressivi.
Accenti dinamici e attacchi
- sf, sfz (sforzando/sforzato): accento improvviso e forte su una nota.
- fz (forzando), rfz / rf (rinforzando): rinforzo improvviso, spesso su più note.
- fp (fortepiano): attacco forte e subito piano (tipico degli archi e dei fiati sulle note tenute; nel pop orchestrale diventa il "swell" iniziale).
- sfp: sforzando seguito da piano.
- subito p / subito f: cambio improvviso.
Cambi graduali
- crescendo (cresc.) e diminuendo / decrescendo (dim., decresc.), oppure le "forcelle" < e >.
- smorzando, morendo, perdendosi, calando: diminuire fino a sparire (calando e morendo spesso anche rallentando).
- messa di voce: crescendo e diminuendo sulla stessa nota tenuta (canto barocco e belcanto).
- Il crescendo inizia dal livello di partenza indicato: se manca un "p" prima del cresc., chi suona tende a partire già forte e a non avere margine. Regola dell'orchestratore: "cresc." parte sempre da un livello basso e arriva a un livello scritto.
Dinamica e timbro
In tutti gli strumenti acustici, suonare più forte cambia anche lo spettro: più armonici acuti, attacco più duro. Per questo nel mix alzare il fader non trasforma un "piano" in un "forte". Nelle librerie orchestrali (Spitfire, BBC Symphony Orchestra, EastWest) la dinamica si controlla con:
- velocity per i suoni brevi (staccato, pizzicato);
- CC1 (modulation) per il crossfade tra i campioni registrati a dinamiche diverse;
- CC11 (expression) per il volume fine all'interno della dinamica.
Mappatura indicativa in velocity MIDI
| Dinamica | Velocity indicativa |
|---|---|
| ppp | 16 |
| pp | 33 |
| p | 49 |
| mp | 64 |
| mf | 80 |
| f | 96 |
| ff | 112 |
| fff | 127 |
È la mappatura predefinita di diversi software di notazione; i valori reali vanno adattati al synth o al campionatore (curve di velocity).
Dinamica nella produzione moderna
- Micro-dinamica: le differenze di velocity tra le note (ghost notes della batteria, accenti degli hi-hat) creano il groove.
- Macro-dinamica: la differenza di energia tra strofa e ritornello. Nel pop si ottiene più con l'arrangiamento (entrano strumenti, si allarga lo stereo, sale il registro) che con il volume, perché il master compresso riduce lo scarto in dB.
- Loudness: le piattaforme normalizzano (circa −14 LUFS su Spotify): un master meno schiacciato conserva più contrasto dinamico e suona più "grande" dopo la normalizzazione (vedi "Loudness, LUFS e normalizzazione").
Esempi in brani reali
- Ravel, Boléro: un unico crescendo di circa un quarto d'ora, dal pp del rullante al fff dell'orchestra, ottenuto aggiungendo strumenti.
- Haydn, Sinfonia n. 94 "La sorpresa": il ff improvviso dell'Andante dopo un tema in p.
- Nirvana, "Smells Like Teen Spirit": strofa piano/quieta e ritornello distorto, il celebre modello "loud–quiet–loud" ereditato dai Pixies.
Esercizio
- Programma 8 battute di archi (es. BBC Symphony Orchestra Discover, gratuito) con una curva di CC1 che va da p a f e torna a p: confronta con la sola automazione del volume.
- Scrivi la stessa linea di hi-hat con velocity tutte uguali e con un pattern 110–60–80–60: ascolta il groove.
- Misura in LUFS short-term la strofa e il ritornello di un tuo brano e di un brano di riferimento: confronta lo scarto.
Collegamenti
Agogica e indicazioni di tempo; Articolazioni; Compressione; Loudness, LUFS e normalizzazione; Orchestrazione: famiglie, estensioni e impasti.