Regole
- Il contrappunto è in minime legate sopra la stanghetta: ogni nota entra in tempo debole e viene tenuta nel tempo forte successivo.
- In tempo debole la nota deve essere consonante (preparazione).
- In tempo forte, quando il cantus firmus cambia, può diventare dissonante (ritardo) e deve risolvere per grado discendente sul tempo debole.
- Ritardi buoni sopra il CF: 7–6, 4–3, (9–8 con parsimonia). Sotto il CF: 2–3. Da evitare le catene 6–5 che portano a quinte.
- Se la sincope è consonante (es. 5–6) non c'è obbligo di risoluzione.
Esempio di cadenza in Do maggiore
Cantus firmus: D4 | C4.
Contrappunto sopra: C5 (preparato prima, tenuto sopra D4: settima) → B4 (sesta) → C5 (ottava sopra C4).
È la cadenza 7–6–8: la formula conclusiva più classica.
Perché è importante
I ritardi sono la fonte principale di tensione «dolce» della musica tonale: la stessa idea vive nell'accordo sus4 che risolve sulla terza (Gsus4 → G), nei pad che tengono una nota mentre l'armonia cambia, nelle seconde voci dei cori.
Esempio reale
Le catene di ritardi 7–6 e 4–3 delle Sonate a tre di Arcangelo Corelli (fine Seicento) sono il modello storico; nel pop ogni Gsus4 – G prima della tonica è un ritardo di quarta specie che risolve.