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Chord-scale theory e note da evitare

Definizione

La chord-scale theory associa a ogni accordo una scala che contiene le sue note e le sue tensioni disponibili. Nata dalle idee di George Russell (Lydian Chromatic Concept, 1953) e sistematizzata alla Berklee (Barrie Nettles e Richard Graf, The Chord Scale Theory & Jazz Harmony), serve a scegliere note per improvvisare, per scrivere linee e per costruire voicing.

Note dell'accordo, tensioni, note da evitare

  • Note dell'accordo: 1, 3, 5, 7.
  • Tensioni disponibili: 9, 11, 13 (e alterazioni) che non distruggono la funzione.
  • Nota da evitare (avoid note): nota della scala che si trova un semitono sopra una nota dell'accordo (intervallo di b9 rispetto a essa) o che contraddice la funzione. Si può usare di passaggio, non come nota lunga o in un voicing.

Tabella in Do maggiore

AccordoScalaTensioni disponibiliNota da evitare
Cmaj7ionico9 (D), 13 (A)F (11): b9 sopra E
Dm7dorico9 (E), 11 (G)B (13) secondo la tradizione Berklee: crea il tritono con F e richiama G7
Em7frigio11 (A)F (b9), C (b13)
Fmaj7lidio9 (G), #11 (B), 13 (D)nessuna
G7misolidio9 (A), 13 (E)C (11): b9 sopra B
Am7eolio9 (B), 11 (D)F (b13): b9 sopra E
Bø7locrio11 (E), b13 (G)C (b9) — alternativa: locrio #2 con C#

Sul Dm7 molti musicisti considerano la 13 (B) caratteristica del dorico, soprattutto in contesto modale (So What): la regola dipende dalla funzione (ii di un ii–V o tonica modale).

Dominanti: quale scala?

ContestoScalaTensioni
V7 verso maggioremisolidio9, 13
V7 verso minoremisolidio b9 b13 (5° modo della minore armonica)b9, b13
V7 alteratosuperlocrio (7° modo della minore melodica)b9, #9, #11, b13
V7 che non risolve per quinta (bVII7, subV7, IV7 nel blues)lidio dominante9, #11, 13
V7 con b9 e 13 naturalediminuita semitono–tonob9, #9, #11, 13
V7#5esatonale9, #11, b13

Accordi minori

AccordoScalaUso
im7 tonicadorico o eoliodorico se modale, eolio se in contesto minore naturale
im(maj7), im6minore melodicatonica minore "jazz"
ivm7doricosottodominante minore

Come usarla davvero

  1. Analizza la progressione (funzione di ogni accordo).
  2. Scegli la scala in base alla funzione e alle note della melodia (la melodia ha la precedenza).
  3. Collega le scale per note comuni: G misolidio e C ionico hanno le stesse sette note (nessuna tensione aggiunta); G alterato (G Ab Bb B Db Eb F) e C ionico condividono solo tre note (G, B, F): è lì che nasce la tensione, e le altre quattro risolvono per semitono.
  4. Nei voicing usa note dell'accordo + tensioni, mai la nota da evitare tenuta.

Critiche

Mark Levine (The Jazz Theory Book) e molti insegnanti avvertono che pensare "una scala per accordo" porta a improvvisazioni scolastiche: i grandi improvvisatori pensano per linee e note guida. La teoria resta però uno strumento eccellente per arrangiatori e produttori.

Esempio pratico per il produttore

Pad su G7 prima del ritornello in Do:

  • Se il ritornello è maggiore e luminoso: voicing G7(9,13) = F A B E.
  • Se è malinconico: G7(b9,b13) = F Ab B Eb.
  • Se vuoi un effetto "fusion": Db7#11 (subV) con scala lidio dominante.

Evita di tenere C (11) sopra G7 a meno di scrivere apposta un G7sus4.

Collegamenti

Estensioni e tensioni, I modi della scala maggiore, analisi armonica jazz, armonia modale per ogni modo, upper structure triads.

Fonti

Lezioni collegate