ArmoniaIntermedio3 min di lettura

Cluster: accordi per seconde

Definizione

Un cluster (grappolo) è un accordo formato da note adiacenti a distanza di seconda (maggiore o minore). Al contrario degli accordi per terze, non ha una fondamentale chiara: è un blocco sonoro la cui percezione dipende da registro, timbro e dinamica.

Tipi

TipoEsempioNote
Diatonico (tasti bianchi)C D E F Gcolore modale, "pandiatonico"
Pentatonico (tasti neri)C# D# F# G# A#morbido, nessun semitono
CromaticoC C# D D# Emassima densità, tensione
Cluster "aperto" (voicing per seconde distribuite)C D … G A in registri diversijazz e pop moderno

Storia

  • Henry Cowell (1897–1965) coniò il termine tone cluster e lo usò con avambracci e palmi sul pianoforte: The Tides of Manaunaun (circa 1917).
  • Charles Ives: nella Concord Sonata prescrive un listello di legno per premere un cluster.
  • Béla Bartók: cluster nella Sonata per pianoforte e nel Mikrokosmos.
  • Krzysztof Penderecki: Trenodia per le vittime di Hiroshima (1960) per 52 archi, con cluster di quarti di tono che si allargano e si restringono.
  • György Ligeti: Atmosphères (1961), micropolifonia: decine di linee in un cluster in lento movimento (usato da Kubrick in 2001: Odissea nello spazio).

Acustica: perché il registro conta

Due note a distanza di semitono producono battimenti pari alla differenza di frequenza:

  • C3 (130,8 Hz) e C#3 (138,6 Hz): circa 7,8 battimenti al secondo, suono ruvido e fangoso.
  • C5 (523,3 Hz) e C#5 (554,4 Hz): circa 31 battimenti al secondo, percepiti come "brillio" più che come ruvidezza.

Per questo i cluster stretti si scrivono in registro medio-acuto; sotto C3 diventano rumore. È la stessa logica dei "limiti degli intervalli gravi" (low interval limits) degli arrangiatori.

Cluster nel jazz e nel pop

  • Voicing con seconde: Cmaj9 suonato B – C – D – E – G (seconde interne) dà un colore moderno (Bill Evans, Keith Jarrett).
  • Sus2 e add9 nel pop: C – D – G (sus2) e la "seconda" tra 9 e 3 (D – E) in Cadd9 sono cluster "addomesticati".
  • Pad ambient: cluster diatonici lenti (5–7 note) con attacco 1–3 s e riverbero lungo.

Cluster nel cinema e nel sound design

  • Archi: cluster cromatico che cresce da pp a fff = terrore (horror, thriller).
  • Ottoni gravi: cluster di seconde maggiori in fortissimo = minaccia.
  • Cori: cluster vocali (aleatori o scritti) per scene soprannaturali.

Come scriverlo (consigli di produzione)

  • Distribuisci le note tra più strumenti o tracce (ognuno con la sua nota): suona più ricco e controllabile.
  • Automatizza il volume delle singole note per far "respirare" il cluster.
  • Usa un EQ per evitare l'accumulo a 200–500 Hz; sui cluster gravi applica un HPF.
  • Un chorus o un leggero detune aumenta la densità percepita.

Esercizio per il produttore

  1. Crea 5 tracce di archi (o 5 istanze di un pad) con le note C4 – D4 – E4 – F4 – G4.
  2. Fai entrare le note una alla volta ogni battuta (crescendo di densità) a 70 BPM.
  3. Alla quinta battuta risolvi su un accordo di C maggiore aperto (C3 G3 E4): l'effetto è di "nebbia che si dirada".

Collegamenti

Armonia quartale, pandiatonismo, la serie degli armonici, armonia per film, voicing.

Fonti

Lezioni collegate