Tonicizzazione o modulazione?
Una dominante secondaria tonicizza per un attimo. Si parla di modulazione quando la nuova tonalità è confermata da una cadenza e dura abbastanza da diventare la nuova casa.
Le tecniche
- Accordo perno (pivot): un accordo comune alle due tonalità fa da cerniera. Da Do a Sol: Am è vi in Do e ii in Sol. C – F – Am – D7 – G.
- Modulazione diretta (di frase): la nuova sezione parte nella nuova tonalità senza preparazione. Strofa in Do, ritornello in Eb.
- Truck driver modulation: ultimo ritornello alzato di un semitono o di un tono (Do → Reb). Spesso preparata dalla dominante nuova: G – Ab7 – Db.
- Nota comune: una nota tenuta collega due tonalità lontane. G tenuto: C maggiore → Eb maggiore (G è terza di Eb).
- Cromatica: una voce si muove per semitono e reinterpreta l'accordo: C – C7 – F (o C – E7 – Am).
- Enarmonica: con settime diminuite (G#°7 = B°7 = D°7 = F°7) o con la sesta tedesca reinterpretata come settima di dominante (Ab7 in Do = G#Ger6 verso C#).
- Sequenziale: un modello ripetuto per toni conduce in una nuova tonalità.
Tonalità vicine e lontane
Da Do: vicine G, F, Am, Em, Dm; più lontane Eb, Ab, E, A (mediante cromatiche, suono cinematografico).
Effetto sul pubblico
Salire di tonalità alza l'energia; scendere crea un effetto «intimo». Nei brani pop moderni la modulazione è più rara: si preferisce ottenere energia con arrangiamento e registro vocale.
Esempio reale
«Love On Top» di Beyoncé (2011) nel finale sale di tonalità per semitono più volte di seguito: è la truck driver modulation portata all'estremo. «Man in the Mirror» di Michael Jackson (1987) sale di mezzo tono per l'ultimo ritornello.