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Prosodia: parole, melodia e armonia

Definizione

Nella didattica di Pat Pattison (Berklee) la prosodia è la coerenza di tutti gli elementi di una canzone (parole, melodia, armonia, ritmo, forma) con il suo significato. Ogni scelta deve sostenere ciò che il testo dice.

Livello 1: accenti

Le sillabe accentate cadono su tempi forti, note più lunghe o più alte. In italiano «a-MO-re» vuole la sillaba MO sul tempo forte; metterla sul debole («A-mo-RE») suona sbagliato. In inglese vale lo stesso («to-GE-ther»). La regola si può rompere solo con intenzione.

Livello 2: struttura delle frasi

  • Frasi pari e rime regolari suonano stabili (chiusura, certezza).
  • Frasi dispari o rime mancanti suonano instabili (domanda, inquietudine).
  • Lunghezza delle righe: righe brevi per urgenza, lunghe per racconto.
  • Fraseggio «front-heavy» (le parole partono sul tempo forte) contro «back-heavy» (partono in levare): cambia l'energia.

Livello 3: melodia

Contorno coerente: salire per speranza o domanda, scendere per resa o conclusione. Il punto più alto della melodia dovrebbe cadere sulla parola più importante.

Livello 4: armonia

  • Parola di risoluzione sopra la tonica (C), parola di dubbio sopra IV o V (F, G), sopra una tensione (Gsus4) o un accordo in prestito (Fm).
  • Un verso che dice «non torno a casa» suona più vero se la frase finisce su G7 senza risolvere.

Esempio in Do

Riga che pone una domanda: melodia che sale E4–G4–A4 e finisce su F (IV). Riga che risponde: G4–E4–D4–C4 sopra G7 – C.

Esempio reale

In «Hallelujah» di Leonard Cohen (1984), in Do, il testo nomina la quarta, la quinta, la «caduta minore» e la «risalita maggiore» proprio mentre gli accordi passano per F, G, Am e di nuovo F: parole e armonia dicono la stessa cosa nello stesso istante.

Fonti

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