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Poliritmia, emiola e polimetria

Poliritmia

Due suddivisioni diverse dello stesso intervallo di tempo sovrapposte.

  • 3 contro 2: in un tempo, tre note (terzina) contro due (ottavi). Minimo comune multiplo 6: la terzina cade sui punti 1, 3, 5; gli ottavi su 1 e 4.
  • 4 contro 3: in una battuta di 3/4 quattro note uguali (ognuna vale tre sedicesimi, cioè un ottavo puntato) contro i tre tempi. Minimo comune multiplo 12.
  • Nella trap gli hi-hat in terzine sopra una griglia in sedicesimi creano un 3 contro 4 momentaneo.

Emiola

Due battute di 3/4 sentite come una battuta di 3/2 (o viceversa): gli accenti si raggruppano per due invece che per tre. Nel Barocco compare spesso alla cadenza, per rallentare la percezione del tempo.

Polimetria e cross-rhythm

Un pattern di lunghezza diversa dalla battuta: una figura di 3 sedicesimi ripetuta su una battuta di 16 (x..x..x..x..x..x.) slitta continuamente rispetto all'1 e torna a coincidere dopo tre battute. È la base dei pattern «puntati» di house, techno e future bass.

Come usarla senza confondere

  • Tieni un riferimento stabile (cassa in quarti o rullante sul 3).
  • Dichiara la poliritmia in un solo strato (arpeggio, hi-hat, percussione).
  • Risolvi: fai tornare tutti allineati all'inizio della sezione successiva.

Esempio in La minore

Arpeggio Am in figure di 3 sedicesimi (A–C–E, A–C–E…) sopra una cassa in quarti a 120 BPM: l'accento dell'arpeggio cade ogni volta in un punto diverso della battuta.

Esempio reale

«America» da West Side Story di Bernstein (1957) alterna battute di 6/8 e 3/4: la stessa durata divisa una volta in due e una volta in tre, emiola resa danza. L'afrobeat di Fela Kuti è invece un intreccio di poliritmi tra chitarre, percussioni e fiati.

Fonti

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