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Psicoacustica nel mix: Fletcher-Munson, effetto Haas, mascheramento temporale

Perché serve la psicoacustica

Mixiamo per orecchie e cervelli, non per analizzatori. La psicoacustica studia come percepiamo il suono: alcune sue regole spiegano perché un mix suona diverso a volumi diversi, perché un ritardo di pochi millisecondi allarga un suono, perché un colpo forte «nasconde» ciò che viene subito dopo.

Curve isofoniche (Fletcher-Munson)

Harvey Fletcher e Wilden Munson (1933) misurarono che l'orecchio non è ugualmente sensibile a tutte le frequenze: siamo più sensibili tra circa 2 e 5 kHz e molto meno alle basse e alle altissime, soprattutto a basso volume. Le curve sono state aggiornate dallo standard ISO 226 (2003, rivisto nel 2023).

Conseguenze per il mix:

  • A volume basso il mix sembra povero di bassi e di acuti; a volume alto sembra più pieno e brillante. Per questo «più forte sembra migliore» (vedi «Revisione e confronto A/B a pari loudness»).
  • Mixa a un livello moderato e costante: molti ingegneri lavorano intorno a 75–85 dB SPL; Bob Katz con il sistema K proponeva di calibrare il riferimento a 83 dB SPL per canale con rumore rosa a −20 dBFS RMS (per le stanze piccole spesso si scende a 73–79 dB).
  • Controlla il mix anche a volume molto basso (bilanciamento dei medi) e brevemente a volume alto (basse e fatica).

Effetto Haas (effetto di precedenza)

Quando lo stesso suono arriva da due direzioni con un ritardo tra circa 1 e 30–40 ms, il cervello lo percepisce come un solo suono proveniente dalla direzione di quello arrivato prima (Helmut Haas, 1951). Il secondo arrivo aggiunge ampiezza e volume, non un eco. Il suono ritardato può essere anche circa 10 dB più forte prima di «spostare» la localizzazione.

Usi:

  • Allargare un elemento mono: copia a destra ritardata di 10–25 ms (meglio con un leggero cambio di EQ).
  • Problemi: in mono le due copie si sommano con un ritardo e producono comb filtering (filtro a pettine). Un ritardo di 10 ms crea buchi a 50, 150, 250 Hz… Controlla sempre la compatibilità mono.
  • Oltre i 35–50 ms il ritardo si sente come eco distinta: zona dello slapback.

Mascheramento temporale

Un suono forte maschera i suoni deboli vicini nel tempo:

  • Post-mascheramento: dopo un colpo forte, per diverse decine di ms (fino a 100–200 ms in alcune misure) i suoni deboli sono meno udibili.
  • Pre-mascheramento: sorprendentemente anche i suoni pochi ms prima (circa 5–20 ms) sono mascherati.

Conseguenze: le ghost note subito dopo il rullante si sentono poco; un clic di editing nascosto vicino a un transiente non si sente; i codec MP3/AAC sfruttano questo principio per eliminare dati.

Altre regole utili

  • Fondamentale mancante: se un suono contiene le armoniche (110, 165, 220 Hz…) ma non la fondamentale (55 Hz), il cervello la «ricostruisce». Ecco perché la saturazione di un 808 lo rende udibile sugli smartphone (plugin come Waves MaxxBass sfruttano questo effetto).
  • Adattamento: dopo pochi minuti l'orecchio si abitua a un timbro (troppi acuti sembrano normali): fai pause e usa riferimenti.
  • Fatica uditiva: dopo ore ad alto volume la percezione degli acuti cambia; lavora a sessioni con pause.
  • Bande critiche e mascheramento in frequenza (vedi la scheda dedicata).
  • Loudness e durata: suoni brevi sembrano meno forti di suoni lunghi allo stesso picco: per questo il loudness si misura in LUFS (con integrazione nel tempo) e non in picchi.

Esempio pratico

Mix di un pop in La minore a 100 BPM: sintetizzatore pluck mono allargato con Haas a 18 ms → verifica in mono: il pluck perde 300 Hz; soluzione: ritardo a 12 ms con HP a 400 Hz sulla copia ritardata (comb filter spostato in alto e meno evidente). Il basso 808 non si sente sul telefono: saturazione che genera armoniche a 110–220 Hz. Le ghost del rullante spariscono dietro il backbeat: spostale di un sedicesimo più lontano o alzale di 3 dB.

Esercizio

  1. Ascolta lo stesso mix a 60, 75 e 90 dB SPL (usa un fonometro o un'app) e annota come cambia il bilanciamento.
  2. Prova l'effetto Haas con ritardi di 5, 15, 30, 50 ms e ascolta in stereo e in mono.

Collegamenti

«Mascheramento in frequenza», «Fase e polarità», «Compatibilità mono», «Revisione e confronto A/B a pari loudness», «Mix per social e smartphone».

Fonti

Lezioni collegate