Definizione
Una contromelodia è una seconda linea melodica, indipendente e riconoscibile, che suona insieme alla melodia principale senza competere con essa. Il controcanto è la stessa cosa affidata a una voce (spesso nei cori o tra voce principale e seconda voce). Si distingue dall'armonizzazione (una voce che segue la melodia a distanza fissa) perché ha ritmo e contorno propri. Le radici sono nel contrappunto (Fux, specie prima-quinta): moto contrario, ritmi complementari, consonanze sui tempi forti.
I principi
- Ritmo complementare: quando la melodia si muove, la contromelodia sta ferma o si muove poco; quando la melodia tiene una nota lunga o fa una pausa, la contromelodia si muove. È il principio più importante.
- Moto contrario o obliquo: se la melodia sale, la contromelodia scende o resta ferma.
- Registro separato: almeno una terza o una sesta di distanza media, meglio in un registro diverso (melodia in C4–C5, contromelodia in C5–G5 o in C3–G3).
- Timbro diverso: violoncello sotto una voce, flauto sopra un piano, synth pluck sotto una voce femminile.
- Consonanze sui tempi forti: terze, seste, ottave e quinte con la melodia sui tempi 1 e 3; dissonanze di passaggio sui tempi deboli.
- Guide tone come scheletro: una contromelodia semplice si costruisce collegando le terze e le settime degli accordi (vedi Guide tone lines).
Esempio su C–Am–F–G (I–vi–IV–V)
Melodia principale (una nota lunga per battuta, ipotetica): E4 – E4 – F4 – D4.
Contromelodia sopra, con moto contrario e note di accordo:
- C: G4 A4 B4 C5 (sale mentre la melodia è ferma)
- Am: C5 (nota lunga)
- F: A4 G4 F4 (scende)
- G: B4 (sensibile, tenuta)
Contromelodia sotto (violoncello), sulle guide tone: E3 (3 di C) – C3 (3 di Am) – A2 (3 di F) – B2 (3 di G): ogni nota scende o sale di poco ed è sempre la terza dell'accordo.
Dove usarla
- Ultimo ritornello: aggiungere una contromelodia (archi, coro, synth) fa sentire il ritornello "più grande" senza cambiare melodia né accordi.
- Seconda strofa: una linea discreta (pad melodico, chitarra) evita la ripetizione esatta della prima strofa.
- Outro: controcanto vocale sopra il ritornello ripetuto.
- Incastro di due temi: nella musica per film e nel teatro musicale due temi già presentati vengono sovrapposti (quodlibet).
Uso in brani reali
- Simon & Garfunkel — Scarborough Fair/Canticle (1966): il "Canticle" è un controcanto con testo diverso sopra la melodia tradizionale.
- John Philip Sousa — The Stars and Stripes Forever (1896): l'obbligato dell'ottavino nell'ultimo trio è un esempio classico di contromelodia sopra il tema.
- Coldplay — Viva la Vida (2008): gli archi creano figure che rispondono alla voce.
- Nei musical (Les Misérables, "One Day More") più melodie già note vengono cantate insieme.
Contromelodia vocale nel pop
Nei cori pop la seconda voce spesso fa un controcanto nell'ultimo ritornello, con note lunghe ("ooh", "aah") o con una frase di testo che risponde alla principale. Tenere il controcanto sotto la principale di 2–4 dB nel mix e con un timbro diverso (più riverbero, più filtrato).
Errori comuni
- Ritmo identico alla melodia (diventa un'armonizzazione).
- Stesso registro e stesso timbro: le linee si confondono.
- Contromelodia più interessante della melodia, piazzata sotto la voce durante la strofa: distrae dal testo.
- Ottave e quinte parallele con la melodia: le due linee si fondono e perdono indipendenza.
Esercizio pratico
Prendi il ritornello di un tuo brano. Scrivi una contromelodia per violoncello (registro C3–G3) solo con note di accordo e moto contrario, che si muove solo quando la voce tiene una nota. Poi scrivine una seconda per flauto un'ottava sopra la voce con note lunghe. Usa la prima nella seconda strofa e la seconda nell'ultimo ritornello.
Collegamenti
Contrappunto di prima specie, Guide tone lines, Call and response, Armonie parallele vs indipendenti, Arrangiamento per archi nel pop.