Tonale contro modale
In un brano tonale il centro si conferma con la cadenza V7–I. In un brano modale il centro si afferma per ripetizione, pedale e uso dell'accordo caratteristico, evitando proprio la dominante con sensibile che riporterebbe tutto a maggiore o minore.
Accordi caratteristici (centro su C)
- C dorico: Cm7 – F7 (la 6ª maggiore A sta in F7).
- C frigio: Cm – Db (o Dbmaj7/C).
- C lidio: C – D/C (F# nel D).
- C misolidio: C – Bb – F (o Gm7 – C).
- C eolio: Cm – Ab – Bb.
Con le note di Do maggiore
D dorico Dm7–G, E frigio Em–F, F lidio F–G, G misolidio G–F–C, A eolio Am–F–G.
Tecniche
- Vamp di due accordi (i–IV dorico) con la melodia che insiste sulla nota caratteristica.
- Pedale di tonica al basso o 808 fermo sulla tonica mentre sopra cambiano triadi.
- Strutture costanti: lo stesso tipo di accordo che si sposta parallelamente (Cm7 – Dm7 – Ebm7…), tipico del jazz modale e dei pad lo-fi.
- Voicing quartali: non definendo bene la terza, rafforzano l'ambiguità.
Nel pop e nella trap
Molti loop trap e rage sono eolio o frigio puri, senza V: Am – F – Am – Bb (frigio). Nel funk e nel K-pop «girl crush» il dorico dà un minore più brillante.
Esempio reale
«Get Lucky» (Daft Punk, 2013) ripete Bm7 – D – F#m7 – E: l'accordo di E maggiore contiene il G#, 6ª maggiore di B, quindi il loop è in Si dorico. «So What» di Miles Davis (1959) è il manifesto del jazz modale in Re dorico.