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Tala indiani: introduzione

Definizione

Il tāla (in hindi tāl) è il ciclo ritmico della musica classica indiana: una sequenza fissa di battiti che si ripete per tutto il brano e su cui melodia e percussioni costruiscono variazioni sempre più complesse, tornando a coincidere sul primo battito. Esistono due grandi sistemi: hindustani (Nord, con il tabla) e carnatico (Sud, con il mridangam).

Vocabolario hindustani

  • Mātrā: il singolo battito.
  • Vibhāg: sezione del ciclo (una specie di battuta interna).
  • Sam: il primo battito, il punto d'arrivo più importante; ogni improvvisazione deve «atterrare» sul sam.
  • Tālī: sezione indicata da un battito di mani (accento forte).
  • Khālī: sezione «vuota», indicata da un'onda della mano (accento debole); nel tabla si toglie la risonanza del tamburo grave.
  • Thekā: la sequenza di sillabe (bol) del tabla che identifica il tāl.
  • Āvartan: un ciclo completo. Laya: il tempo (vilambit lento, madhya medio, drut veloce).

Tāl principali

TālMātrāDivisioneNote
Teentaal (tintāl)164+4+4+4il più usato; khālī sulla terza sezione
Keherwa84+4canzone leggera, film, bhajan
Dadra63+3ghazal, musica leggera
Rupak73+2+2inizia con khālī: il sam è «vuoto»
Jhaptaal102+3+2+3aksak indiano
Ektaal122+2+2+2+2+2spesso nei brani lenti

Thekā di teentaal: Dha Dhin Dhin Dha | Dha Dhin Dhin Dha | Dha Tin Tin Ta | Ta Dhin Dhin Dha. Nella terza sezione i bol «Tin» e «Ta» non usano il tamburo grave: è il khālī, che segnala all'ascoltatore che il sam si avvicina.

Il sistema carnatico in breve

Il ciclo si chiama ancora tāla, e si conta con gesti (battito, dita, onda). Il più comune è Ādi tāla, 8 battiti = laghu da 4 + drutam da 2 + drutam da 2. La teoria classica combina sette tipi di tāla (sapta tāla) con cinque lunghezze del laghu (jāti), ottenendo 35 tāla. Il ritmo vocale si studia con il konnakol (sillabe come ta-ka-di-mi, ta-ka-ta-ki-ta), oggi usato anche da batteristi occidentali per studiare gruppi di 5 e 7.

Tecniche che un produttore può rubare

  • Tihāi: una frase ripetuta tre volte in modo che l'ultima nota cada esattamente sul sam. Calcolo: frase di lunghezza L + pausa P, ripetuta tre volte, con 3L + 2P = distanza dal punto di partenza al sam. Esempio in 16 sedicesimi: frase di 4 + pausa di 2 → 4+2+4+2+4 = 16. È il fill perfetto per entrare nel drop.
  • Layakari: suonare la stessa frase a doppio, triplo, quadruplo della velocità sopra il ciclo fisso.
  • Cicli lunghi: invece del loop di 4 battute, pensare un ciclo di 7 o 10 tempi su cui la melodia gira.
  • Khālī come respiro: togliere il grave (sub, 808) in una sezione del ciclo per far sentire il ritorno.

Esempio in La minore (scala di riferimento: modo eolio, simile al rāg Āsāvarī per il carattere)

Rupak a 90 BPM (7 tempi = 3+2+2): drone A–E (tanpura), tabla o percussioni campionate sui bol, basso solo sull'1 di ogni ciclo. Melodia che parte dal sam e chiude ogni frase con un tihāi di tre note A–C–E ripetuto tre volte.

Uso nella musica occidentale

The Beatles, «Within You Without You» (1967), con tabla, sitar e dilruba; John McLaughlin e il gruppo Shakti (fusion con musicisti indiani, uso del konnakol); molte colonne sonore di A. R. Rahman fondono tāl e produzione pop.

Esercizio

  1. Conta il teentaal battendo le mani sui battiti 1, 5 e 13 e facendo l'onda sul 9: canta il thekā.
  2. Scrivi un tihāi di 3 ripetizioni che finisca sul primo tempo della battuta 5 di un loop trap a 140 BPM.
  3. Programma un ciclo di jhaptaal (2+3+2+3) in FL Studio con pattern di 20 step a semicroma (10 ottavi) e ascolta come assomiglia all'aksak balcanico.

Collegamenti

«Metri irregolari e aksak», «Fill e transizioni», «Poliritmi», «Terzine e gruppi irregolari». Testi: NCERT, «Basic Concepts of Indian Music»; Martin Clayton, «Time in Indian Music».

Fonti