RitmicaIntermedio4 min di lettura

Shuffle e swing: percentuali e programmazione

Definizione

Lo swing è la divisione disuguale di una coppia di note: la prima è più lunga, la seconda più corta e ritardata. Lo shuffle è lo swing applicato in modo marcato, vicino alla terzina, soprattutto nel blues e nel rock'n'roll. La scheda «Groove, swing e microtiming» introduce il concetto; qui c'è la matematica e il modo di programmarlo.

La percentuale MPC (Roger Linn)

Sulle drum machine di Roger Linn (LinnDrum, MPC) lo swing è il rapporto tra la durata della prima nota e la durata della coppia:

  • 50% = straight, le due note sono uguali.
  • 54%: ammorbidisce il groove senza che si senta «swing», secondo Linn stesso.
  • 58–62%: zona del funk, dell'hip hop e della house con groove; Linn osserva che a 90 BPM un 62% può suonare più sciolto di una terzina perfetta.
  • 66% (66,7) = terzina perfetta: la prima nota vale 2/3 della coppia, la seconda 1/3. È lo shuffle blues.
  • 70–75%: ritmo puntato (♪. ♬ = 75%), tipico di certe marce o del «dotted swing».

Lo swing si applica di solito alla seconda semicroma di ogni ottavo (swing in sedicesimi, house, hip hop) oppure al secondo ottavo di ogni quarto (swing in ottavi, jazz e blues).

In millisecondi

A 90 BPM un ottavo dura 333 ms; la coppia di sedicesimi dentro l'ottavo dura 333 ms.

  • 50%: seconda semicroma a 167 ms. 58%: a 193 ms (ritardo di 26 ms). 62%: 207 ms (+40 ms). 66%: 222 ms (+55 ms).

Formula: ritardo = (swing − 50%) × durata della coppia.

Lo swing nel jazz cambia con il tempo

Le misurazioni sulle registrazioni (es. Friberg e Sundström, 2002, ride dei batteristi jazz) mostrano che il rapporto di swing diminuisce all'aumentare del tempo: ai tempi lenti la prima nota può durare più di due volte la seconda (oltre la terzina), ai tempi molto veloci il rapporto si avvicina a 1:1. Inoltre i solisti tendono a suonare più «dritti» della batteria e leggermente in ritardo sul ride. Prendi i valori come indicativi: lo swing è un continuum, non una casella.

Shuffle per genere (indicativo)

StileSuddivisione swingataValore tipico
Blues shuffle, rock'n'rollottavi66% (terzina)
Jazz medium swingottavi60–70%, variabile
Boom bap, lo-fisedicesimi55–65%
House, deep house, UK garagesedicesimi54–62% (garage anche oltre)
Funksedicesimi52–58%
Trap, drillquasi straight50–53%, il feel sta nelle terzine
Half-time shuffle (Rosanna, Toto, 1982; Home at Last, Steely Dan, 1977)terzine66% con ghost notes

Programmarlo in FL Studio

  • Channel Rack: la manopola Swing globale ritarda gli step pari del sequencer a passi; la sua scala non coincide con le percentuali MPC: regola a orecchio o confronta con una corsia di riferimento scritta in terzine.
  • Piano Roll: nello strumento Quantize puoi impostare uno swing; in alternativa sposta manualmente le note pari con snap «None».
  • Swing per corsia: applica swing diverso a hi-hat (più swing) e cassa (meno) per un groove a strati; si fa spostando le note di singoli canali o usando pattern diversi.
  • Delay a tempo «swing»: alcuni plugin (es. Soundtoys EchoBoy) hanno un parametro groove/swing per la ripetizione.

Esempio in La minore

Loop lo-fi a 82 BPM: Am9 – Dm9 – Gm7/C – Fmaj7. Hi-hat in sedicesimi al 61%, rullante su 2 e 4 senza swing (sono sui tempi), cassa su 1, 1-a (impulso 4) e 3&. Basso che segue la cassa con la seconda nota leggermente in ritardo. Prova poi 54% e 66%: senti come il carattere passa da «quasi dritto» a «trascinato».

Errori comuni

  • Applicare lo swing a tutto, compresi pad e basso, rendendo il mix «molle».
  • Swing alla risoluzione sbagliata: swing in sedicesimi su un groove in ottavi non fa nulla.
  • Dimenticare che il microtiming del campione (attacco lento) sposta il punto percepito: un clap con 15 ms di pre-attacco sembra in ritardo.

Esercizio

Programma lo stesso loop a 50, 54, 58, 62, 66% ed esporta cinque file; ascoltali alla cieca e scegli il preferito per tre tempi diversi (80, 100, 124 BPM). Annota quale valore funziona a quale tempo.

Collegamenti

«Groove, swing e microtiming», «Humanize e groove template», «Quantizzazione», «Ghost notes e dinamica».

Fonti

Lezioni collegate